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21.01.16
Ampli cuffie Pathos Aurium

Premessa

Non è retorica, ma, avere la possibilità di testare un Pathos Acoustic Aurium, un apparato Hi-Fi Made in Italy, fa sempre un gran piacere. Non è neanche il futile esercizio di ricerca e scoperta della celeberrima acqua calda, dire che nel bel paese quando ci mettiamo di impegno le cose le sappiamo fare e bene!

Doveroso anche premettere che il sottoscritto ha in grande simpatia i prodotti di Pathos Acoustic, azienda vicentina che ha fatto del design e dell’innovazione tecnologica la sua missione all’interno della moderna riproduzione sonora. Se ci mettiamo anche che, negli ultimi anni, ho avuto la fortuna di provare e ascoltare un gran numero di amplificatori per cuffie, sia prodotti dai marchi più noti che quelli nati dal DIY, spesso con progetti originali e innovativi, il quadro si completa e le aspettative sono alte. Vediamo insieme, incrociando le dita, se saranno pienamente soddisfatte.

 

Pathos Acoustic racconta così il suo Aurium: Le cuffie di qualità Audiophile, qualcosa che tutti abbiamo pensato appartenessero agli anni '70, sono tornate. Gli appassionati di musica di tutto il mondo stanno aggiornando la loro esperienza di ascolto per sbarazzarsi degli auricolari e collegare delle vere cuffie di fascia alta ai loro lettori digitali portatili. Con tanta roba a portata di mano è una vergogna che le uniche uscite disponibili siano quelle dei lettori MP3H considerando anche che la maggior parte di amplificatori di qualità hanno perso le prese jack-cuffia da decenni. I progettisti Pathos hanno affrontato questa nuova sfida: possiamo distillare la nostra migliore qualità e tecnologia in pochi centimetri cubi? Il risultato è il nuovo Aurium amplificatore per cuffie. Pura classe A, stadio preamplificatore valvolare e stadio di potenza MOS-FET, zero feedback. Aurium esegue quello che gli audiofili si aspettano da Pathos: la musicalità squisita, la trasparenza, la dinamica e la totale mancanza di fatica d'ascolto. La flessibilità è garantita dalla possibilità di regolare impedenza di uscita da 16 a 1000 ohm, per fornire una perfetta interfaccia con qualsiasi tipo di cuffia. Il controllo del volume, un componente critico in ogni amplificatore, viene comandato mediante un dispositivo Burr-Brown ad alta precisione”.

 

Fuori dalla confezione

Un parallelepipedo in alluminio con due valvoline che spuntano in fondo al lato superiore protette da tre alette a centoventi gradi tra loro, ben rifinito e lavorato con moderne tecniche di incisione CNC, dal peso tutt’altro che “lieve” di tre chili. Un alimentatore switching piuttosto potente, 12 V 4,17 A, con cavo di alimentazione di buona sezione e per finire un piccolo manuale utente in lingua inglese.

Il pannello anteriore è elegante, minimale, completamente privo di serigrafie e incisioni. Pulsante sulla sinistra per accendere l’apparato, il led accanto lampeggia per il tempo necessario al preriscaldamento, lo stesso tastino si usa per l’off. A seguire il pulsante che permette la selezione di uno dei quattro canali di input con quattro striscioline blu che si accendono in sequenza uno-due-tre e quattro a indicare la scelta operata. A seguire l’elegante manopola del volume in alluminio scavato e la presa jack da 6,3 mm per connettere la cuffia.

Sul retro la situazione è un pochino complessa, vediamo come sono messe le cose. Partendo da sinistra: in alto due piccoli potenziometri che permettono rispettivamente la regolazione del bilanciamento - balance tra i canali e la regolazione del guadagno – gain per il segnale in ingresso. Immediatamente sotto due connessioni di alimentazione: la prima di rimando a servire una eventuale altra unità remota e la seconda per la connessione dell’alimentatore da 12 V in dotazione. A seguire, le uscite, che permettono la ripetizione del segnale in ingresso verso altri apparati come amplificatori, mixer ecc., denominati, come nei vecchi preamplificatore e amplificatori integrati Tape Out, con prese bilanciate XLR e sbilanciate RCA. Per finire, i quattro possibili ingressi, tre RCA e un XLR.

Nella parte inferiore del nostro Aurium è presente un dip switch a quatto posizioni che permette di inserire una attenuazione di sei dB per ciascuno dei canali di input.

 

Dal punto di vista tecnico

Ce la dice ben chiara la Pathos la filosofia generale: amplificazione ibrida in pura classe A, senza controreazione sul segnale, preamplificazione a valvole, due doppi triodi Electro-Harmonix 6922 EH, stadio finale a MOSFET con dei robusti IRFP240.

Da rilevare: regolazione del volume attraverso un processore creato a tale scopo, il Burr Brown PGA2310.

La realizzazione delle tensioni duali necessarie, partendo dalla primaria a 12 V fornita dall’alimentatore switching, avviene attraverso dei DC-DC converter NDS15-12D12 della Mean Well. Nel complesso questo ampli è ottimamente assemblato e con componentistica di qualità. L'intero cabinet funge da dissipatore, come è possibile notare dalla temperatura raggiunta dopo qualche ora di funzionamento. Non dico che bruci ma il tutto diventa un bel po' caldo.

 

Ascolto

Già praticamente rodato dal nostro Giuseppe Castelli, l’Aurium ha suonato bene e in maniera coerente dalla prima all’ultima accensione/ascolto. Nelle ultime ore di collegamento ho semplicemente notato una leggerissima maggiore fluidità nei passaggi musicali più intricati, ma, ripeto, questione di dettagli. Dico chiaramente che il problema semmai è un altro: la Pathos indica un tempo pari a venti minuti, dopo l’accensione dell’ampli, per un corretto warm-up, ma vi posso assicurare che quello che ascolterete dopo almeno un paio di ore di funzionamento è un “altro” amplificatore, decisamente più analitico e dettagliato nella gamma alta e con un palcoscenico, per quanto permesso dalle cuffie, decisamente più ampio.

Confesso: subito dopo aver effettuato le prime prove – alimentazione, segnale, cuffie, warm-up – per accertarmi del corretto funzionamento dell’ampli, mi sono collegato al pre out del mio ampli Musical Fidelity A 5.5. La curiosità di un ascolto di qualche nero LP con l’Aurium era molto alta. Il mio sospetto si è rilevato giusto: la timbrica generale di questo ampli, che potremmo definire in maniera molto imperfetta “analogica”, si sposa in maniera ottimale con il vinile. Ottimo il dettaglio e la ricostruzione scenica, ma al contempo pressoché azzerata la fatica di ascolto con una credibilità, in particolare per gli strumenti a percussione, e il pianoforte, veramente di alto livello. L'uscita amplificata è stata testata con quattro cuffie, con caratteristiche timbriche, impedenza e sensibilità piuttosto diverse: Denon AH-D5000, AKG K260, HiFiMan HE-400, Sennheiser HD800. Nessun problema rilevato nel pilotaggio, al massimo ho dovuto giocare un pochino con la regolazione del gain per avere più "pressione" con quelle meno sensibili.

Al netto delle peculiarità timbriche di ogni cuffia provata, il Pathos Aurium tende a imporre la propria personalità/timbro all'ascolto. Questo, in buona sostanza, significa che se lo sceglierete come "vostro" amplificatore, potrete beneficiare del suo carattere. Indipendentemente, sempre in un range di qualità, dalle cuffie scelte.

 

Considerazioni finali

Mai come in questi ultimi anni il segmento di mercato degli amplificatori per cuffie mi è sembrato così ricco di prodotti. Un’offerta variegata che permette, avendo la pazienza di leggere qualche recensione e, ancor meglio, di fare delle esperienze di ascolto, di trovare quello che fa per noi.

Il Pathos Aurium è da ascoltare a occhi chiusi… ma anche aperti, per apprezzarne il bel design.

Fatica di ascolto, a patto di non indossare cuffie troppo strette e pesanti, veramente nulla. Suono molto “analogico”. Possibilità, operando correttamente sul comando di gain e il volume, di pilotare degnamente la maggior parte delle cuffie in commercio, considerando l’alta potenza di uscita. Insomma, la qualità c’è e si sente!

 

 

Selezione musica ascoltata

Supertramp ‎- Breakfast In America (SACD-2013)

Stevie Wonder‎ - Songs In The Key Of Life (SACD-2000)

Dave Matthews Band - Away From The World (CD-2012)

Pink Floyd - The Wall Experience (CD-2012)

Orchestral Spectaculars - Cincinnati Pops Orchestra, Erich Kunzel (Telarc CD-2002)

George Gershwin - Rhapsody in Blue / West Side Story, Bernstein & Los Angeles Philharmonic Orchestra, Deutsche Grammophon (LP)

Alice In Chains - MTV Unplugged (2LP - 2010)

Mumford & Sons - Wilder Mind (LP - 2015)

Peter Gabriel - UP (SACD)

Ben Harper - Fight for your mind (CD-1995)

Joe Jackson - Jumpin' Jive (LP-1981)

 

 

SCHEMA RIEPILOGATIVO:
Voto massimo ✳✳✳✳✳ Spark, le scintille ReMusic

Timbrica: ✳✳✳✳ | Molto analogico, ascolto realmente piacevole e poco affaticante.

Dinamica: ✳✳✳✳1/2 | I picchi dinamici, in particolare quelli generati dal pieno orchestrale, sono riprodotti in maniera molto convincente e assolutamente non fastidiosa.

Dettaglio: ✳✳✳✳1/2 | Quando tutto è ben caldo… nulla sfugge!

Versatilità: ✳✳✳✳1/2 | Non manca nulla, ottima la scelta di inserire due potenziometri per la regolazione del gain e del bilanciamento.

Immagine: ✳✳✳✳1/2 | Decisamente buona, per quanto permesso dalle cuffie.

Velocità: ✳✳✳1/2 | Probabilmente non la caratteristica migliore di questo ampli cuffie, ma anche questo parametro risente del lungo warm-up necessario al suo migliore funzionamento

Estetica e funzionalità: ✳✳✳1/2 | Design molto “Pathos”, minimale ed elegante. Un po’ affollato il pannello posteriore, bisogna imparare a conviverci. Come è necessario convivere con il lungo tempo di riscaldamento necessario ad ottenere le migliori prestazioni e la temperatura, non proprio "fresca”, che l'Aurium raggiunge dopo qualche ora dall'accensione.

Rapporto prezzo/prestazioni: ✳✳✳✳ | La qualità c’è, si vede e si sente, una questione di “gusto personale” può essere determinante per l’acquisto di questo amplificatore.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Potenza di uscita: 3,6W a 32 ohm, classe A, zero controreazione

Impedenza di uscita: <0,5 ohm

Tensione massima di uscita: 7V RMS massima

Risposta in frequenza: 10Hz–80KHz

THD: 0,1%

Ingressi analogici: 1 stereo bilanciato XLR, 3 di linea stereo sbilanciati RCA, 1 XLR tape, 1 RCA tape

Uscite analogiche: RCA linea e tape

Livello massimo in ingresso: 3,2+3,2 V RMS bilanciato

Alimentazione: 90-250V 50/60 Hz

Consumo: 30W

Dimensioni: 200x60x230 LxAxP

Peso: 3kg

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Music Tools
Prezzo Italia alla data della recensione: 1.310,00 euro
Sistema utilizzato: all'impianto di Mauro Cittadini

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