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Ascolto diffusori Extreme Audio
Leonardo Speakers

18.05.2012..

Ho avuto il piacere di ascoltare i nuovi e rivoluzionari diffusori magnetodinamici Leonardo Speakers della Extreme Audio presso una sala di grandi dimensioni dell’albergo Holiday Inn, ubicato vicino alla fiera che ospitava dal 3 al 6 giugno il Monaco High End.
Extreme Audio ha scelto una bella e prestigiosa sala per presentare questi geniali diffusori a tecnologia magnetodinamica che non mancheranno di far parlare di sé grazie alle straordinarie prestazioni di cui sono capaci.
Questi meravigliosi Leonardo Speakers sono in grado di risolvere brillantemente e senza fatica il principale problema dei diffusori a dipolo. I Leonardo Speakers sono molto facili da inserire in ambiente, restituendo un’immagine sonora sempre uniforme e omogenea senza soffrire di quelle idiosincrasie che caratterizzano la tipologia di emissione a dipolo.
In effetti, i Leonardo si comportano come i diffusori tradizionali che si possono posizionare in modo da ottenere la scena acustica che più si avvicina al proprio gusto personale, mantenendo in ogni caso un contesto sonoro equilibrato. Mi sono subito convinto che il lavoro dei responsabili tecnici della Extreme Audio sia stato condotto in modo particolarmente accurato.

Genio italiano
Aldo Zaninello è uno dei progettisti e costruttori di Extreme Audio: azienda italiana che, oltre a importare le amplificazioni KR Audio, è nota per la qualità delle proprie realizzazioni. Basti ricordare i diffusori Sigma Acoustics, che utilizzano i famosi e pregiatissimi altoparlanti Zellaton, e i cablaggi White Gold Electronics.
Che cosa ha spinto Aldo Zaninello a tentare la tortuosa via degli speaker magnetodinamici? La risposta la conosco da un po’ di tempo e tutto nasce dall’incontro di Extreme Audio con l’Ingegner Daniele Coen che, nel corso di più di venticinque anni di ricerca nel campo della riproduzione audio con altoparlanti dipolari, ha realizzato dapprima dei particolari trasduttori per medio-alte frequenze a nastro puro ad alta sensibilità e, negli ultimi quattro anni, alla realizzazione del trasduttore nastro-planare con sensibilità simile e dedicato alle basse frequenze. Quindi l’obiettivo di Aldo Zaninello e di Daniele Coen è stato quello di ottenere un diffusore dalle prestazioni tipiche dei magnetodinamici a dipolo, senza però averne i difetti.
L’ultimo anno di lavoro è stato necessario per la definitiva messa a punto del modello che Extreme Audio sta presentando adesso, vale a dire i Leonardo Speakers.

I Leonardo Speakers risultano esteticamente molto belli, rifiniti in nero lucido effetto pianoforte ottenuto con una particolare resina acrilica rifinita ai bordi con una stretta lastra di acciaio inox. Il design, che risulta particolarmente moderno e tecnologico, consente di vedere in trasparenza la membrana, realizzata con uno speciale film e attraversata da conduttori in lega di alluminio. Le proporzioni dei Leonardo Speakers risultano poco invadenti grazie ai soli sette centimetri di spessore che snelliscono i 165 cm di altezza e i 65 di larghezza ma poco riescono a fare per il notevole peso che risulta di ben 140 kg per diffusore!
I dati di targa sono di tutto rispetto: ampia e lineare risposta in frequenza da 20Hz a 100kHz, ottenuta grazie alla superficie di 0,45 mq del woofer nastro-planare con elevata capacità di escursione in campo magnetico, drammaticamente costante in configurazione push-pull e grazie all’utilizzo dell’altoparlante a nastro puro per i medio-alti, largo 15 mm e lungo 1,42 m, che garantisce direttività orizzontale contenutissima ad alta frequenza. Le frequenze altissime fuori banda udibile sono devolute da un super tweeter in piezo-polimero, invisibilmente sistemato nell’ultima porzione del nastro delle medio alte.
La sensibilità è di 93 dB in ambiente, l’impedenza quasi resistiva di 4 ohm e la frequenza d’incrocio a 900Hz a 6dB/oct fanno pensare a un facile accoppiamento con la maggior parte degli amplificatori esistenti: mi dicono in Extreme Audio che anche con più di qualche monotriodo sono stati ottenuti eccellenti risultati… L’azienda comunque dichiara una potenza applicabile compresa tra i 5 e i 250W.

Insomma, pensate a cosa potreste ottenere con un diffusore di medio-alta efficienza, con un woofer da 80 cm, un mid da 25 cm e un super tweeter che rifinisce a 100 kHz in perfetta fase temporale, con incredibile dinamica e controllo, il tutto racchiuso in un semplice pannello a dipolo!

Per la prova d’ascolto è stato scelto un sistema audio italo-inglese davvero interessante: la sorgente digitale, l’integrato AT3500 della ASTINtrew, di livello economico medio, ha mostrato di ben difendersi in un contesto di altissimo lignaggio dove anche le più piccole pecche potrebbero manifestarsi in modo molto evidente. Giradischi Tourbillon della stessa Extreme Audio, si tratta di un prototipo analogico di grande spessore con braccio Clearaudio Unify Satiné e testina Koetsu. Particolarissima l’amplificazione della italiana Grandinote con il pre-phono Celio e due amplificatori integrati mono Divina che si sono dimostrati partner ideali allo scopo di assecondare le doti timbriche di questi diffusori magnetodinamici. I cavi di collegamento White Gold serie Stradivari non hanno certo bisogno di presentazione vista la fama indiscussa a livello internazionale.

La prova d’ascolto è stata condotta utilizzando numerosi brani di riferimento, ma ne voglio citare uno solo, vale a dire l’unico brano che ho utilizzato durante la manifestazione per testare tutte le sale del Monaco High End. Si tratta di Libertango di Astor Piazzolla, interpretato dal fisarmonicista Roberto Daris e dal percussionista U.T. Gandhi, due artisti di spessore nel mondo della musica popolare e jazz italiana, Ed. Bella Musica – J. Rinschler. Detto per inciso, questo brano è stato apprezzato per qualità artistica e di registrazione da tutti, e sottolineo tutti, gli operatori del Monaco High End che esponevano i propri prodotti nelle sale d’ascolto e che si sono incuriositi moltissimo da questo celebre brano registrato magistralmente a cura di Stefano Amerio patron dello studio di registrazione Artesuono.
In effetti ho scelto questo brano poiché racchiude in pochi minuti tanti parametri di riferimento che solitamente noi audiofili teniamo in considerazione per valutare la qualità dell’impianto che stiamo ascoltando.
Ecco allora che ho potuto valutare la ricostruzione scenica e la spazialità riprodotta dai Leonardo Speakers che, da perfetti rappresentanti del dipolo, ricompongono con stabile precisione lo strumento musicale nell’ambiente in cui è stata registrata la performance, restituendo tutte le riflessioni e gli echi con risonanze spontanee e credibilissime. Anche le percussioni risultano perfettamente inserite nella finestra musicale e mostrano di gradire il controllo su tutti i range di frequenza che i Leonardo Speakers sono in grado di esprimere. A questo punto Aldo Zaninello mi dice che, in effetti, la sistemazione dei diffusori in ambiente risulta molto facile grazie proprio alla grande dinamica e la omogenea linearità dei suoi diffusori.
Basta notare quanto risultano distinguibili e separati gli improvvisi guizzi dinamici della fisarmonica che si differenzia dalla specifica lentezza negli attacchi e nei rilasci delle pelli percosse dalle mani nude del percussionista U.T. Gandhi. In questo caso stentavo a credere di ascoltare dei magnetoplanari che, notoriamente, soffrono moltissimo quando si tratta di esprimersi simultaneamente in performance dinamiche di diversa intensità. Invece i Leonardo Speakers si esprimono senza manifestare il minimo scollamento tra i vari range di frequenza risultando incredibilmente lineari e, ragazzi miei, quanto scendono in basso!

Mi sono tenuto per ultimo proprio il pregio migliore: le basse frequenze. Sono di livello tellurico e riprodotte con forte pressione sonora da spostamento fisico dell’aria. Ne ho avuta la netta sensazione quando, nell’evento registrato, veniva percossa una grancassa che risultava assolutamente ferma nel quadro sonoro e profondamente vibrante come mai avevo sentito.
Tutto questo mantenendo inalterata la tipica liquidità del suono delle elettrostatiche, dei magnetoplanari e dei magnetodinamici. I Leonardo Speakers aggiungevano uno straordinario controllo e una immediatezza nella restituzione dei transienti che i diffusori di questa tipologia solitamente non hanno. Tale caratteristica, insieme alla timbrica assolutamente naturale, mi fanno definire questi Leonardo Speakers come i trasduttori magnetodinamici più vicini al suono dei diffusori tradizionali che io abbia mai sentito, mantenendo però quella capacità di ricostruzione scenica e della dimensione del quadro sonoro dei dipolari più performanti. Per me questo è il miglior complimento che possa fare a diffusori di questa tipologia ma, soprattutto, si tratta di uno dei migliori suoni che io abbia mai ascoltato in assoluto.

Insomma, i Leonardo Speakers mi hanno colpito. Sono senza ombra di dubbio dei gran begli oggetti musicali e meritano la considerazione del palcoscenico internazionale dell’high-end in virtù di performance tecniche interessantissime e paurosamente spinte. Mi sono anche ripromesso di recarmi in visita presso l’azienda Extreme Audio per un’ulteriore approfondita indagine e, magari, coordinare la prova d’ascolto in una delle sale d’ascolto ReMusic.
Per concludere non vi nascondo che mi ha fatto anche molto piacere mangiare dell’ottimo Parmigiano Reggiano con fette di profumatissimo salame accompagnati da un sontuoso Prosecco, piccola parentesi ritagliata tra birre di tutti i tipi e specialità tedesche che hanno dominato le giornate del Monaco High End 2012.
Gli italiani ancora una volta dimostrano di metterci passione nelle loro realizzazioni. Il resto del mondo è avvertito!

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Extreme Audio

Per ulteriori informazioni: Aldo Zaninello, tel. +39.0426.320318

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