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Bel Canto DAC 3.5VB mk II
e alimentatore VBS1

24.03.2013..

Nel Minnesota, trentaduesimo stato federato degli Stati Uniti d’America, gli inverni sono interminabili, così interminabili che per vincere la noia non c'è nulla di meglio di una tazza fumante di caffè e una fetta di torta di mele in compagnia degli amici aspettando che torni la seppur breve e umida estate.

Da generazioni, l'occupazione principale degli abitanti del Minnesota è lavorare la terra, ma da questa terra vengono anche nomi illustri della tecnologia, 3M per citarne uno fra tutti, e anche nel campo audio possiamo annoverarne alcuni come Audio Research, Magnepan e, appunto, Bel Canto, azienda fondata nel 1990 da John Stronczer.

Proprio di quest’ultima ci occupiamo questa volta con un duo formato da convertitore DAC3.5 e dal suo ultimo alimentatore dedicato VBS1 acronimo di Virtual Battery System.

 

Il DAC3.5 è il modello di punta tra i DAC Bel Canto, seguito dai modelli 2.5 e 1.5. Tutti dispongono della singola manopola per la selezione di tutte le funzioni, manopola molto comoda e funzionale.

Tramite il suo display, a otto caratteri alfanumerico, visualizza la sorgente selezionata, il volume di ascolto e la frequenza di campionamento 44.1, 48, 88.2, 96, 192.

A corredo c’è il telecomando che controlla l’intera funzionalità del DAC3.5 e permette anche la regolazione dell' illuminazione del display o lo spegnimento.

Molti ingressi con connettori di vario genere popolano il pannello posteriore. RCA e BNC digitale, AES/EBU, Toslink, ST fibra ottica e singola coppia di RCA analogica. Unico neo è la mancanza di una USB per prelevare direttamente i brani da un computer rendendosi necessario un USB-S/PDIF convertitore.

Il tutto è inserito in un mobile di dimensioni contenute, la metà di un apparato normale.

Il frontale è realizzato in alluminio spesso un centimetro, fresato e ben lavorato con tanto di scritta incisa nella parte superiore del pannello. Il telaio è una pesante struttura in acciaio con coperchio a U avvitato in sei punti, verniciato nero antigraffio.

 

Il tutto è alimentato dal VBS1 il cui mobile è di pari misura e consistenza realizzativa. Questo alimentatore di nuova concezione è considerato a batteria virtuale e comprende una massiccia capacità di filtro, all’incirca 400.000 μF ossia quasi mezzo farad: davvero molti per un alimentatore. Caratterizzato da bassa rumorosità, fornisce una riserva di energia notevole oltre all'isolamento della linea di alimentazione.

Una specie di batteria al piombo rivista in chiave moderna è in grado di alimentare ben tre dispositivi contemporaneamente. Sul frontale del VBS1 è presente solo una spia blu di accensione. Sul retro del mobile i tre connettori di uscita a 12 V con attacco a baionetta, pulsante di accensione e vaschetta di ingresso 220 V.

 

I due contenitori affiancati raggiungono la misura standard di un mobile normale e, vi garantisco, il colpo d'occhio è incantevole.

 

Una volta sballati e analizzato visivamente l'esterno, ho anche curiosato all’interno. Tolte le sei viti e sollevato il pesante coperchio ho trovato conferma del fatto che anche l’occhio vuole la sua parte.

Mi ero ripromesso di aprirli solo dopo averli ascoltati, ma non ho resistito. L’indole dell’autocostruttore ha prevalso sulla ragione!

Non ho mai visto degli interni così pieni di componentistica, sapientemente collocata in modo molto ordinato su stampati molto ben realizzati.

 

Iniziamo dal DAC. Uno stampato per la gestione del display e delle funzioni, montato a ridosso del frontale.

Due stampati separati, il primo per la parte alimentazione sul quale ci sono montati ben otto condensatori elettrolitici da 68.000 μF 16 V, un paio di induttanze filtro e altri componenti a struttura SMD.

Nell’altro la parte di conversione dei segnali in ingresso dai convertitori Burr Brown PCM1792 e uscite analogiche sull'ulteriore stampato. Anche qui parecchia componentistica è in SMD. Il cablaggio è limitato a un paio di flat cable che collegano le varie schede di pochi centimetri e un cavetto di alimentazione accuratamente intrecciato.

 

Il VBS1 presenta all’interno un unico stampato più la parte switching. Fanno bella mostra gli altri otto condensatori presenti da 68.000 μF 16 V per la zona 12 V mentre, dopo il modulo switching, si trovano altri tre condensatori da 820 μF 400 V e un paio da 2200 μF  200 V. Un filtraggio davvero notevole!

Sulle tre uscite a 12 V dei condensatori in polipropilene uno su ogni uscita e due punti di test point per le misure e per eventuali riparazioni.

Qui il cablaggio è ridotto allo stretto necessario e quei pochi centimetri di filo presenti, sono intrecciati e ben ordinati.

Inutile dire di provare a utilizzare cavi di alimentazione di stampo high-end. Suona molto bene anche con il cavo in dotazione. Ma tentar non nuoce!

 

Prova d'ascolto.

Ho collegato Bel Canto DAC3.5 e VBS1 con il cordone in dotazione al resto del mio impianto che in questi giorni si è arricchito di un nuovo pre Elios e ampli finale Hitachi da una quarantina di watt, oltre al setup tutto valvolare formato da ampli con le 211 e il collaudatissimo pre con le E88CC, sorgente CD Sony X559ES, diffusori Glas’t alternati alle nuove entrate ZuAudio, anche loro in prova.

 

Ho lasciato andare per una cinquantina di ore in modo da rodare i vari pezzi e poi mi sono messo all’ascolto. La prima sensazione che ho avuto, prima di inserire il dischetto, è stata di assoluto silenzio, sembrava come se non avessi acceso nulla… ma in realtà era tutto collegato e acceso. Buon segno.

Primo CD ascoltato e, ultimo acquistato, quello di Barbara Belloni, qui recensito un paio di mesi fa proprio su ReMusic da Giuseppe Trotto, CD inciso dalla Velut Luna. Questa raccolta, Tribute to Jim Croce, è un vero atto d’amore che il proprietario vuole fare verso Jim Croce ricordandone la vita non molto fortunata.

La voce della Belloni rende i brani scelti da Lincetto di Velut Luna, tra i meno noti, un’estasi per le orecchie imponendo un’atmosfera unica nel genere. Diciamo che il CD scivola via brano dopo brano e la musica riprodotta dal duo Bel Canto è molto buona.

 

Altra voce femminile: Fabiana Martone con il suo CD Big Band Bond. Stessa etichetta discografica, si tratta di una raccolta delle musiche più famose tratte dalle colonne sonore dei film con protagonista il celebre agente segreto 007. Ascoltata in un incontro qualche mese fa a Napoli, avevo apprezzato le sue esecuzioni dal vivo dei brani di questo CD. Traccia 02 Goldfinger, interpretazione unica e sapientemente riprodotta dal sistema.

Gamma media delle frequenze composta e precisa mai esageratamente fuori, basso esteso e completo leggermente sopra, alti molto precisi e mai invadenti. In complesso un sound pulito e silenzioso, ogni strumento era al suo posto con la giusta collocazione.

Passati un paio di giorni, il lavoro chiamava, ho ripreso l’ascolto con un disco che ha segnato varie generazioni di giovani: The Dark Side of The Moon. Fino ad ora voci femminili e suoni soft, adesso un po' di musica rock: quella di una volta, quella che ha scritto la storia.

Prime note e ho già la pelle d’oca, la musica è cambiata ma la sostanza è rimasta. Questo vuol dire che i prodotti Bel Canto sono davvero realizzati da chi ama la musica e sa perfettamente come riprodurla.

Mi dispiace dirlo, ma di quella musica non se ne vede più traccia in questa era moderna.

Sarà “quel lato oscuro della luna” ad aver influenzato quell’epoca? Era l’anno 1973 e furono utilizzate per l’epoca tecniche di registrazione avanzata, registrazioni multitraccia, sintetizzatori analogici e in sottofondo furono messe anche alcune interviste. Insomma una vera rivoluzione musicale. Traccia 5, The Great Gig in the Sky, quella voce femminile che accompagna con emozionanti solismi il coro, tutto davvero notevole e notevole è anche la riproduzione del Bel Canto con tutta la sua forza e vitalità.

Money, con i suoi rumorosi soldi, è un esempio dell'equilibrio tonale di cui è capace questa macchina del Minnesota. Equilibrio tra voci e strumenti ma anche molta linearità di segnale senza aggiungere nulla di più al segnale in entrata.

 

Il DAC3.5, accompagnato dal suo VBS1, forma una coppia inseparabile e unica.

Se magari state cercando qualche arrotondamento del suono o magari qualche sfumatura particolare, il Bel Canto non fa per voi.

Il suo suono non è freddo o analitico, non è forzatamente analogico, non strizza l'occhio a dolcezze o a iperdettagli, suona come deve suonare, cioè vero.

 

È l’ora di collegarlo a qualcosa di "liquido" preso dal mio hard disk e metterlo alla prova con questo nuovo tipo di frontiera musicale.

Collego il Bel Canto all’interfaccia USB M2Tech con uscita coassiale e accendo. Utilizzo il solito programma Foobar con interfaccia Dark One, in modo da avere un controllo assoluto sui brani prescelti dalla lista presente e inizio.

Anche in questo caso il risultato è straordinario e di tutto rispetto. La qualità sonora è di livello molto alto, tutti i brani riprodotti hanno una larghezza di banda incredibile e in assoluta assenza di rumore di fondo. Non è poco, non credete?

 

Se vogliamo, l'unico difetto è da ricondurre alla mancanza di un ingresso USB. Io lo avrei messo anche se consociamo tutti le limitazioni di questo ingresso e le caratteristiche non proprio audiophile.

 

Conclusioni

Il DAC3.5, con la sua alimentazione potenziata opzionale VSB1, è davvero quel punto o virgola in più che in un discorso fa la differenza. Nel complesso abbiamo due case molto eleganti e ben studiati nelle forme realizzati con molta cura a livello di realizzazione interna e scelta dei componenti.

Dopo questa prova spero solo di essere stato in grado di descrivere le molteplici emozioni che mi hanno investito in questo ascolto e con rammarico aggiungo che anche queste lasceranno un vuoto nel mio cuore… ma anche nel mio mobile porta elettroniche.

Bella prova... Bel Canto.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

 

DAC3.5 VB

Sezione Digitale:

Risoluzione ingressi:

24bit a192KS/s: AES XLR, SPDIF BNC/RCA, ST Fiber, TOSLINK

Master Clock jitter: 2picosecondi RMS

Sezione Analogica DAC 24/192:

Livello di uscita: 5.5Vrms bilanciati XLR, 2.5Vrms RCA

Impedenza di uscita: 200ohm bilanciati XLR, 100ohm RCA

Risposta in frequenza: 20Hz-20KHz, +/-0.25dB

THD+N: <0.0015%, 5.5Vrms bilanciato in uscita, 1KHz

Rumore d'uscita: 3uVrms pesato A 20Hz-20KHz

Gamma dinamica: 126dB pesato A 20Hz-20KHz

Sezione Analogica ADC 24/192:

Livello di entrata: 2.5Vrms RCA

Impedenza di entrata: 12Kohm RCA

THD+N: 0.003%, 2.5Vrms in entrata, 1KHz

Gamma dinamica: 110dB pesato A 20Hz-20KHz

Generale:

Potenza utilizzo acceso: 8W

Potenza utilizzo spento: 0.0W

Potenza richiesta: 12VDC

Dimensioni: 216x88x318mm (LxAxP)

Peso: 6,5kg

 

Alimentatore VBS1

Massima uscita: 12VDC a 1A (x3)

Voltaggio d'uscita: 12VDC +/-5%

Rumore voltaggio di uscita: <6Microvolt RMS, non pesato 20Hz-30KHz

Generale:

Potenza utilizzo acceso: da 5W a 20W tipico, da uno a tre dispositivi potenziati

Potenza utilizzo spento: 0.0W

Potenza richiesta: 12VDC

Dimensioni: 223x88x318mm (LxAxP)

Peso: 6,2kg

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Audio Point Italia

Prezzo Italia alla data della recensione: DAC 3.5 3.495,00 euro, alimentatore VSB1 1.495,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Gianluca Polidoro

 
di Gianluca Polidoro
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