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Editoriali
14.03.12
Capolavori Esoterici

“La virtù principale del capolavoro, se vogliamo continuare a chiamarlo così, è quella di creare un nuovo modo di guardare le cose.”

Edoardo Sanguineti

 

L’altro giorno stavamo piazzando un paio di diffusori molto rivelatori. Le attese erano grandi, almeno quanto i diffusori in questione. Le casse erano “ospiti” di un sistema monomarca. C’erano gli svizzeri Soulution: dal CD al finale.

Mica poco. Praticamente un sogno.

Il progettista dei diffusori chiede di usare il suo cavo di potenza. Accendiamo l’impianto. Disastro. Ero in un’altra stanza e ritorno in sala d’ascolto chiedendomi mentalmente se, magari nel trasporto, i diffusori non si fossero danneggiati. Paziente, senza scomporsi, il padrone di casa consiglia di usare i cavi residenti, più indicati per il finale Soulution. Li piazziamo. La differenza, in positivo, era abissale.

 

Sic.

 

E c’è ancora gente che ha il coraggio di dire che i cavi “non suonano”.

 

Di qui in poi parte un’altra storia, ovviamente. Quella di come interfacciare i componenti di un impianto. Di come scegliere e accostare elettroniche e diffusori, cavi e accessori. Ma di questo abbiamo parlato e parleremo sempre.

 

Oggi invece vogliamo parlare dell’imponderabile e dell’assoluto.

Del fatto che tutto “suona”.

Ma che ancora non si può misurare tutto.

Lo si deve sentire.

 

Un passo indietro. Come tutti diciamo, i migliori impianti hanno sempre ottime caratteristiche elettriche: corrette, misurabili, dimostrabili, ripetibili e rassicuranti. Come tutti sappiamo, quelli superiori hanno degli elementi imponderabili, cioè non misurabili, che li rendono tali. Lo ammettono anche i migliori tecnici.

Si possono costruire ottimi impianti con ampli a valvole, transistor, mosfet. Si possono usare crossover complessi o evitarli come la peste, passando per l’utilizzo intensivo di DSP.

Attenzione. Questo non comporta un relativismo tecnico, della serie “qualsiasi cosa usi, va bene”. Al contrario, quello che usi potrebbe andare bene, ma come lo usi? L’importante è sapere quello che si fa. Sapere dove si vuole andare. Sapere quello che si vuole ottenere partendo da qualcosa di specifico, qualcosa di accettato in sé e per sé, avendo una regola che si segue e persegue fino al risultato finale. Pensi che la valvola in assoluto o un certo tipo di valvola sia superiore ad altri sistemi di amplificazione del suono? Preferisci il nobile argento nei cavi piuttosto che l’umile rame? Hai flirtato con i monotriodi e, tradito, ora decidi di sposare i transistor? OK, go for it! Ma dovrai fare i conti con i limiti delle tue scelte, oltre che con i loro pregi. L’importante, ripeto, è saperlo. L’alta fedeltà secondo il mio personale e modesto parere è un settore dove, con poche eccezioni, la coerenza paga: sia all’ascolto che nelle vendite.

 

Per questo oggi inauguriamo Capolavori Esoterici, una nuova serie e tipologia di articoli destinata a quelle realizzazioni “senza compromessi” duramente e ostinatamente perseguite da appassionati di tutto il mondo e di tutte le latitudini audiofile.

 

A scanso equivoci, diamo una definizione del primo termine: per capolavoro s'intende un'opera generalmente considerata eccelsa, oppure la prima in ordine d'importanza di un artista, artigiano o autore. Storicamente, nelle opere artigianali e manuali, il capolavoro era la prova di abilità a cui veniva sottoposto l'artigiano o l'operaio per acquisire la qualifica. Tale opera, in genere un manufatto, doveva rispondere ai requisiti tecnici ed estetici richiesti dalla specializzazione e fissata dalle corporazioni, per gli artigiani in epoca tardomedievale, e dalle direzioni tecniche di settore per gli operai specializzandi, in epoca industriale.

Nulla di soprannaturale, quindi, ma grande pazienza, manualità, esperienza, talento, arte, competenza e concentrazione, tutte applicate insieme.

 

Ed ora il secondo sostantivo, più scabroso e apparentemente non pertinente, perché spesso abusato o mal usato: il termine “esoterico” nella sua essenza deriva dal greco Esoterikos e significa semplicemente “interiore”. Lo studio serio delle discipline esoteriche ha come obiettivo la ricerca esoterica, intesa nella sua accezione più radicale e pura, ossia la ricerca di ciò che è nascosto dentro noi stessi, non percepibile dai soli sensi fisici e tuttavia intuibile dalla parte più profonda e autentica del nostro essere.

 

In questo senso, quindi, parliamo di Capolavori Esoterici. Nulla di misterioso, misterico, misteriosofico o iniziatico. Per chi sa sentire, pur apprezzando il conforto delle misure, certe realizzazioni le superano all’ascolto, senza se e senza ma.

 

A tutti quelli che hanno un po’ di esperienza di ascolto è capitato, prima o poi, di imbattersi in quegli impianti esagerati, assoluti, paradossali, che hanno addirittura dell’incredibile: cliccare qui per un gustoso esempio... Nulla di più lontano dai prodotti di mercato. Spesso si tratta di apparecchi o componenti che, anche se inizialmente appartenevano a una regolare produzione, successivamente hanno subito degli upgrade, sono stati modificati, sono cambiati al punto di diventare praticamente irriconoscibili, figli divini di padri comuni. Il miglior apparecchio hi-fi, può così diventare high-end. E oltre.

 

In altri casi si entra nel regno duro e puro dell’autocostruzione assoluta, dove tutto può e deve essere modificato ed elaborato, rendendolo, un’altra volta ancora, virtualmente irriconoscibile, alchemicamente trasfigurato. Perché l’oggetto fatto con la migliore tecnica ma senza coinvolgimento e partecipazione personale rimarrà sempre e inevitabilmente freddo, meccanico, senz’anima.

 

Si tratta comunque e sempre di opere sofferte, tenaci, fuori dagli schemi, ottenute contro tutto e contro tutti, frutto del “metterci la faccia”, di ossessioni maniacali, di notti insonni e lotte col portafogli, di polemiche continue e rari e controversi successi. Ma, alla fine, il risultato c’è, arriva, si ottiene. E si sente.

 

Sono conquiste irripetibili, improponibili, addirittura sconsigliabili ai più. Fuori dalle logiche di mercato e fuori di testa. Spesso costruite intorno a esemplari rari e componenti particolari, se non unici. Non si tratta quindi di consigli per gli acquisti, bensì di pure esperienze d’ascolto. Nessuno vuole dirvi che siano “meglio” o “peggio” di altri. Sicuramente il loro ascolto non lascia indifferenti, apre delle nuove prospettive, fa pensare e ripensare alle proprie idee di “musica riprodotta”.

Non sono brand, non sono apparecchi, non sono il mercato in cui tutti dobbiamo rientrare per fare i conti con la realtà e quelli con la vil pecunia: sono la via per arrivare al futuro di un migliore ascolto. Impossibili da riprodurre in serie, ma per qualche motivo soggettivamente migliori di tanti, troppi altri, per riprodurre la musica.

 

Chi non li sa riconoscere e apprezzare, per quanto possano essere paradossali e improponibili in un normale ambiente domestico, non ha le orecchie aperte, dato che ha già chiuso il cervello.

 

Iniziamo con LuxSapienti, un impianto completamente diverso da tutti, dove, invece di stoppare le vibrazioni, le si assecondano ed esaltano, per renderlo risuonante al massimo, un percorso ampiamente controcorrente – come piace per curiosità intellettuale a ReMusic – rispetto agli attuali trend, più che giustificati se perseguiti con la necessaria coerenza, appunto.

 

Nella gallery fotografica, infine, trovate alcuni spunti di interesse sotto forma di immagini. Sono solo alcuni esempi delle realizzazioni che possono trovarsi liberamente online. Ci interessano o potrebbero interessarci cose così. Questa tipologia di deliri ossessivo compulsivi.

Per parte nostra andremo a cercarli e stanarli. Chiunque li conosca, voglia segnalarli o descriverli, si faccia sentire: vogliamo fare rumore.

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