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Correnti sonore
03.12.14
Case e auto smart, i trend del prossimo CES di Las Vegas

Internet of Things, ecco la parola d'ordine di Steve Koenig, direttore delle analisi industriali del CES di Las Vegas, che in questo comunicato ANSA spiega come aziende leader internazionali del calibro di Samsung, LG e Whirlpool si siano impegnate in modo massiccio a mettere in stretta comunicazione gli elettrodomestici attraverso lo scambio di dati con la rete. Di domotica se ne parla da diversi anni, è vero, ma la spinta di chi si occupa di marketing sembra voler iniziare adesso a determinare il corso del futuro, proponendo automobili senza conducente in grado di guidare in modo autonomo anche a centocinquanta miglia orarie, porte di casa che avvertono dell'arrivo dei figli da scuola e che si aprono automaticamente, frigoriferi che avvertono quando è necessario fare la spesa e cosa acquistare e, attenzione, questi sono tutti elettrodomestici che non hanno bisogno di tecnici per l'installazione!

 

Ma non è finita qui. Si parla anche di portafogli elettronici per pagamenti online dove Apple è leader, di sicurezza personale con rilevatori biometrici per serrature e porte, di computer portatili con batterie che arrivano fino a quattordici/diciassette ore di autonomia, di dispositivi portatili per la salute e il fitness che avvertono sull'insorgere di crampi attraverso la rilevazione dei dati dal sudore.

 

Io credo che Steve Koenig sappia anche che a Las Vegas, durante il CES, ci sia la sezione Hi-Fi e High-End che occupa quattro piani del Venetian dove sono presentati "elettrodomestici" che richiedono particolari e, a volte, costosissimi cavi di collegamento sia elettrico che di segnale, dove il wireless è totalmente bandito. Io credo sappia che esistono elettrodomestici che fanno girare i dischi in vinile, dischi che sia necessario estrarli da una copertina di cartone, inserirli a mano sul giradischi, sempre a mano poggiare la testina sul disco e poi, dopo aver ascoltato scricchiolii per circa soli venti minuti, sia necessario alzarsi per sollevare di nuovo la testina dal disco, rimettere tutto a posto e ricominciare con un altro disco. Mi chiedo, comunque, se Steve Koenig sia al corrente che ci sono ancora uomini disposti a sottoporsi a questa medioevale tortura pur di ascoltare un po' di musica. Attenzione, tutte apparecchiature difficilmente inseribili in ambiente, totalmente avulse dall'ordine e dalla linearità dell'arredamento qualsiasi esso sia e, soprattutto, che hanno estrema necessità dell'intervento umano!

 

Ebbene, Steve Koenig lo sa, è sicuramente al corrente di questa realtà e sono sicuro che gli sia anche capitato di aggirasi lungo i corridoi del Venetian per visitare queste stanze sorprendendosi di vedere questi sistemi audio. Sicuramente avrà pensato che tutto ciò è bello ma è completamente, inesorabilmente, fuori dal circuito del marketing.

 

Ecco. Tutti noi, vale a dire progettisti, costruttori, distributori, negozianti, giornalisti e appassionati dobbiamo renderci conto di essere "fuori mercato". Siamo fuori mercato perché amiamo la musica e la vogliamo sentire al meglio anche quando siamo tra le mura domestiche, perché siamo dei romantici che si commuovono nel sentire una nota che nasce in un punto della stanza, rimane sospesa lì per qualche istante e poi cade nel burrone infinito della nostra anima. Siamo fuori mercato perché vogliamo essere eterni testimoni di opere d'arte sublimi, create da grandi uomini e tramandate grazie al lavoro concreto di altri uomini.

 

Ecco perché siamo fuori mercato.

 

Ecco perché dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo, progettare, costruire, commercializzare, informare e acquistare apparecchi Hi-Fi e High-End, perché siamo uomini che vogliono continuare a rimanere tali senza farsi dominare da macchine che fanno il lavoro al posto nostro, che decidono al posto nostro. Noi appassionati audiofili vogliamo continuare a ricercare e trovare il nostro "suono", quello che abbiamo in mente e che vogliamo riprodurre "attraverso" le macchine. Vogliamo dominare e non essere dominati, vogliamo essere profondi conoscitori del nostro mondo audio, vogliamo leggere e informarci, vogliamo sperimentare e godere di una delle arti principali dell'uomo, forse addirittura la prima: la musica.

 

Mi sembra che Steve Koenig non abbia parlato di musica.

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