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Convertitore Arcam Solo rDAC

28.09.2011..

Un mattoncino argenteo con un bottone che funge da selezione ingressi sopra e quattro fessurine/spie con luce rossa - contatto senza segnale - o verde - contatto con segnale agganciato - sul davanti, dall’apparenza minimalista ed elegante. Dietro, una uscita RCA analogica e tre ingressi: uno digitale coassiale, uno digitale ottico, uno USB tipo B. Più l’ingresso per l’alimentatore per presa a muro da 6 volt in dotazione e il relativo interruttore ON/OFF. Sotto, una inusuale basetta di materiale plastico semirigido che copre tutta la superficie dello scatolotto. A proposito di flessibilità, ne esiste anche una versione wireless, o in alternativa si può equipaggiare l'Arcam Solo rDac qui descritto con un dongle, ovvero una specie di pen driver, opzionale della casa, per farla diventare wireless.
Ma che anima, dentro questo aggeggino! Un suono digitale corposo, preciso, croccante, dinamico, esteso. Al suo confronto il mio attuale DAC residente, uno Xindak DAC 3 MkII, di valore economico analogo da nuovo (ca. 400 euro) ma ormai vecchio di tre/quattro anni, pur con la sua alimentazione con doppio trasformatore toroidale e con l’uscita valvolare dotata di una ECC88 Valvo NOS Goldpin, perde in ricchezza armonica, in corposità e in velocità di attacco e rilascio dei transienti, veramente fulminea nell’rDAC. Questa velocità si ripercuote su un senso del passo, del ritmo e del tempo, ovvero il famoso PRAT, Pace, Rhythm And Time degli anglofoni, assolutamente encomiabile. La musica scorre dettagliata e con ogni biscroma al suo posto, senza mescolamenti o sbrodolamenti indebiti. Le sezioni ritmiche si riescono a interpretare in maniera particolarmente chiara, con ogni colpo di bacchetta ben distinto e intelligibile. Oltretutto con ben poco degli effetti negativi del digitale di vecchia generazione. Scomparsi i fastidi nella gamma alta e quel po’ di senso di artificiale e artefatto tipici di molti lettori CD appunto di vecchia generazione. Rispetto al vinile di alto bordo, ovvero con giradischi ben settato e con supporti irreprensibili, qualità non facilissime da trovare nelle comuni case audiofile, perde ancora qualcosina in piacevolezza complessiva di ascolto; alcuni chiamano questo musicalità, che tuttavia rappresenta un quid piuttosto difficile da definire in termini oggettivi. Ma il divario si riduce sempre più e così i costi necessari per un buon digitale. Tutto ciò parlando di un “tradizionale” collegamento digitale coassiale, realizzato tramite cavo digitale Stat Audio, dal lettore CD Marantz CD63 KISS usato come meccanica. Tuttavia anche attraverso l’entrata ottica, utilizzata tramite un comune cavetto ottico da pochi euro, sia col mio Hard Disk multimediale LC Power per musica liquida, sia col suddetto lettore CD, il mattoncino argenteo si comporta parecchio bene e alla fine non è così facile distinguere tra questa entrata e quella coassiale, mentre con lo Xindak la differenza a favore della coassiale è netta.
Collegato al computer con normalissimo cavo USB tipo A-B, il dacchetto riesce nel non facile compito di rendere godibili, trovando anche un po’ di spazialità, i pratici file MP3 rippati a 320Kb, mentre si trova veramente a suo agio con i file lossless WAV e FLAC, con risoluzioni fino a 96khz/24bit, raggiungendo livelli qualitativi decisamente ragguardevoli. Qui la musica fluisce alla grande, con impatti dinamici e rese spaziali molto convincenti. Merito del DAC Wolfson con implementazione USB asincrona o di altre soluzioni tecniche frutto anche della collaborazione con la dCS, fatto sta che l’rDAC mi ha pienamente convinto, tenuto conto di quello che riesce a fare per il prezzo richiesto. Naturalmente esiste di meglio, come confermato in un estemporaneo e assolutamente improprio confronto col DAC integrato di un lettore CDC Nagra, ma nella sua fascia economica l’rDAC è un componente pratico, aggiornato, giustamente flessibile, decisamente ben suonante; insomma probabilmente, anche a giudizio di altri recensori in giro per il mondo, un riferimento per il tempo attuale, ultimi mesi del 2011, anche se l’evoluzione tecnologica in questo campo è molto veloce e la concorrenza spietata e numerosa.

Selezione musica ascoltata
Herbie Hancock: Then and now (The definitive Herbie Hancock), MP3 a 320kHz
Tord Gustavsen Ensemble: Restored, Returned, MP3 a 320kHz
The Doors: The future starts here, WAV
The Eagles: Hell freezes over, WAV
Sibelius: Karelia suite, Gibson, LSO, FLAC 24bit/96kHz
Beethoven: Concerto per piano n.5 l’Imperatore, Rubinstein, Baremboin, London Philarmonic Orchestra, CD RCA
Rossini: Ouvertures, Muti, Philarmonia Orchestra, CD EMI
Masters of Acoustic Guitar, CD Narada masterizzato a 20 bit

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore: al sito Arcam

Distributore Italia: al sito MPI Electronic

Prezzo di listino Italia alla data della recensione: 470,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Fabio "Perplesso" Barbato

 
di Fabio Barbato
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