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Convertitore North Star Fluxio

06.11.2012..
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Azienda

Queste credo siano le righe più semplici da scrivere. C’è qualcuno che legge ReMusic e non conosce North Star? Non credo. La ditta di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, dell’Ing. Giuseppe Rampino è ormai una delle più belle realtà dell’audio italiano. Dal 1999 fino a oggi ha sfornato una serie di prodotti tutti di successo e tutti molto apprezzati anche da appassionati di hi-fi di altri paesi, oriente compreso. Anzi, soprattutto oriente! Vi elenco i paesi dove North Star è distribuita, non per semplice curiosità, ma per dimostrare che l’eccellenza italiana, quando c’è, piace e vende dappertutto: Australia, Benelux, Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Hong-Kong/Cina, Israele, Giappone, Corea, Norvegia, Portogallo, Romania, Russia, Slovenia, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, U.S.A., United Kingdom, Vietnam. Un fatto curioso: mi diceva l’Ing. Rampino che il distributore per Taiwan si sincera sempre che all’interno dei prodotti North Star non ci siano componenti di provenienza… Taiwan!

E in Italia? È distribuita da uno dei più attivi importatori/negozi di hi-fi: il simpatico e preparato Sergio Pozzi di Audio Graffiti di Pandino. Una visita al suo showroom è obbligatoria se si vogliono vedere e ascoltare marchi tra i più prestigiosi del mondo o se serve qualche dritta su come assemblare correttamente un impianto per l’alta fedeltà.

 

DAC Model 3, accoppiata Model 192 DAC e CD Transport, finale Monoblock, pre Linestage, pre fono Phonostage, DAC Extremo, USB-to-I2S Interface, lettore integrato Sapphire, lettore SACD Sapphire, USB DAC 32, Essensio, Essensio Plus, e ora Fluxio. Sarà all’altezza dei suoi predecessori? Guardandolo, anzi ammirandolo per come è costruito e rifinito, con profusione di alluminio, un doppio display con bellissimi numeri blu e quel frontale ormai classico, con elegante lavorazione in stile Jeff Rowland, verrebbe da dire: di sicuro sì! Ma l’ascolto è la prova più importante, non dimentichiamo lo scopo ultimo di questi oggetti. Dopo la parte tecnica, indispensabile per un DAC, vi dico se mi è piaciuto oppure no.

 

Caratteristiche tecniche

Ecco le principali caratteristiche che evidenzio dal nostro Fluxio:

  • due trasformatori toroidali
  • ingresso I2S, oltre a quelli S/PDIF e AES/EBU
  • ingresso Hi-Speed USB fino a 480 Mbit/s con interfaccia asincrona
  • upsampler a 32 bit/192 kHz tramite due chip PCM1795 Texas Instruments in configurazione mono bilanciata e due Cirrus CS8421 ad alta dinamica
  • doppio circuito differenziale bilanciato
  • filtro analogico con amplificatori operazionali a componenti passivi

Completa la dotazione un telecomando – piccolo e in metallo, che meglio non si può, secondo me – che permette la regolazione del volume e la scelta degli ingressi. Il controllo del volume è particolarmente interessante in quanto non è comune a nessun altro apparecchio. Può essere regolato in due diversi modi, in una fase analogica in cui la potenza massima sia cuffie che uscita linea può essere impostata su 1, 2 o 4 volt, e una seconda fase in dominio digitale.

L’apparecchio quindi, essendo dotato di un’ottima sezione preamplificatrice a basso rumore, può essere collegato direttamente a un amplificatore finale o a diffusori amplificati.

L’amplificatore per cuffia ad alta corrente permette infine il pilotaggio di qualsiasi cuffia a prescindere dalla sua impedenza.

La sezione DAC raggiunge i 126 dB di dinamica. La sezione analogica è completamente bilanciata, dal DAC ai connettori di uscita, e comprende i componenti Texas OPA1611 a basso rumore e gli LME49870, componenti ad alto costo che si trovano solo su apparecchi high end.

Il setup menu permette di regolare ogni funzione, in particolare permette di regolare l’uscita a volume costante a zero dB bypassando il controllo volume, la modifica dell’impedenza della cuffia e la modifica del filtro digitale.

Per quanto riguarda gli ingressi digitali, il Fluxio è particolarmente flessibile. Troviamo due ingressi coassiali, due ingressi ottici, un ingresso bilanciato e un ingresso I2S.

Il vantaggio di utilizzare il Fluxio è quello di poter convenientemente collegare la meccanica North Star tramite l’uscita I2S e contemporaneamente collegare l’ingresso USB a un PC, sia Windows che Mac. Gli ingressi S/PDIF e AES/EBU sono accoppiati a trasformatori a impulso e il ricevitore CS8416 blocca il segnale annullando il jitter. L’interfaccia USB può ricevere segnali a 192 kHz a 32 bit e la trasmissione bit perfect è realizzata da driver realizzati su misura. La trasmissione asincrona permette il reindirizzamento dei dati in arrivo in una memoria FIFO – First In First Out – e recupera gli stessi dati per l'uscita, con la massima precisione a basso jitter.

Per evitare interferenze tra la massa USB e il DAC, i segnali sono accoppiati magneticamente tramite un operazionale Analog Device Adum 1400.

La sezione di upsampling consente di sovracampionare il segnale proveniente dagli ingressi digitali a 192 kHz attraverso l’utilizzo del Cirrus CS8421 insieme a un clock di riferimento. La tecnica di upsampling permette di abbassare il livello del filtro analogico minimizzando la rotazione di fase.

 

Ascolto

Sì, mi è piaciuto. Ha un suono fluido, privo di asprezze digitali, quelle che una volta rendevano poco gradevole l’ascolto rispetto al disco in vinile, è preciso ma abbastanza morbido, il dettaglio non è fine a se stesso, rende solo la riproduzione più realistica. In questo senso bisogna dire che il digitale sta facendo grossi progressi. Ma facciamo un passo indietro. Dapprima ho ascoltato il Fluxio collegato con cavo coassiale a 75 ohm all’uscita digitale di un lettore integrato. Poi l’ho ascoltato collegandolo alla porta USB di un PC.

La prima cosa da notare è che l’uscita linea può essere impostata su 1, su 2 oppure su 4 volt.

Usandolo come preamplificatore, oltre che come convertitore, c’è la comodità di scegliere la tensione d’uscita che lo farà interfacciare al meglio con l’amplificatore finale, e questo non è da tutti. Si può anche decidere di impostarlo senza il controllo di volume attivo, e in questo caso, che credo sarà quello preferito dai più impallinati – anche da me, lo confesso – deve per forza essere collegato ad un preamplificatore. Il pre è sempre il pre, ed è difficile per un audiofilo accettare l’idea che un apparecchio possa far bene due cose insieme. Ma per correttezza devo dire che il Fluxio può sostituire egregiamente un preampli di medio livello, è trasparente, silenzioso, ha un’ottima ricostruzione spaziale, e in più può sostituire anche un ampli per cuffie: la sua uscita può essere attiva o spenta, ed essendo gestita da un amplificatore ad alta corrente è in grado di pilotare qualsiasi cuffia indipendentemente dalla sua impedenza, e tramite i sottomenù dei set-up si regola su 1, 1.5, 2, 3, 4, 6, 8 Vrms. Chi vuole migliorare i suoi ascolti o magari possiede diverse cuffie deve tenere presente questa possibilità.

 

Una precisazione: se il Fluxio è collegato a un finale di potenza, quando si ascolta in cuffia il finale deve essere in standby o spento.

 

Una seconda precisazione: la flessibilità del Fluxio è elevatissima, e si gestisce tutto attraverso la manopola che gestisce anche il volume, guidati dalle chiare indicazioni del display. I primi momenti può sembrare complicato, ma con un po’ di pazienza e di tempo si riesce a capire e familiarizzare con menù e sottomenu vari.

D’altronde qui ci sono un pre, un ampli per cuffie e soprattutto un DAC, tutti ampiamente settabili e tutti di ottimo livello!

Un ultra pignolo potrebbe far notare che la manopola, molto bellina, in alluminio, balla un poco, ma credo sia fisiologico viste le molte funzioni che deve svolgere; e anche che regolando il volume manualmente per passare da 99,5 dB a 0 dB bisogna far compiere alla manopola circa nove giri: è lo scotto da pagare se si vuole avere una attenuazione ultrafine del volume.

 

Collegando il Fluxio a un PC si notano la qualità e quantità degli ingressi presenti. C’è soprattutto un ingresso I2S per collegare il DAC ad una meccanica North Star e contemporaneamente l’ingresso USB ad un PC, molto comodo; poi ci sono come altri ingressi digitali due ingressi coassiali, due ingressi ottici e un ingresso bilanciato. Ormai è quasi ovvio che l’interfaccia USB possa ricevere segnali a 192 kHz e 32 bit. Ormai in rete per download si trovano parecchi file master da studio ad altissima risoluzione. E il suono del Fluxio? Rimane quello di prima, mi pare chiaro. Un suono fluido, morbido, armonicamente ricco, privo di asprezze, poco digitale. Un grosso passo in avanti, secondo la mia opinione, rispetto al primo DAC della North Star di una decina di anni fa, il Model 3, che a memoria mi pare avesse un’impostazione troppo precisa, all’ascolto leggermente fredda. L’evoluzione della specie è anche in questo caso un “flusso” inarrestabile.

 

Per cercare di capire le differenze tra i vari settaggi consentiti dal Fluxio – a proposito, che nome azzeccato – oltre a vari dischi ho ascoltato ripetute volte un brano in particolare dell’album Mi innamoravo di tutto, raccolta di successi di Fabrizio De Andrè. Si tratta di La canzone di Marinella, portata anni prima al successo da Mina. Bellissima la nota che De Andrè scrive all’interno del libretto con la sua fine ironia e con la sua consueta modestia: “Se una voce miracolosa non avesse interpretato nel 1967 La canzone di Marinella, con tutta probabilità avrei terminato gli studi in legge per dedicarmi all’avvocatura. Ringrazio Mina per aver truccato le carte a mio favore e soprattutto a vantaggio dei miei virtuali assistiti.”

In questa versione arrangiata da Massimiliano Pani con Massimiliano Moriconi al contrabbasso, Alfredo Golino alla batteria, Danilo Rea al pianoforte, Fabrizio De Andrè duetta proprio con Mina. Il brano si apre con le note del piano che già da sole cominciano a dare una prima idea di come suona quello che stiamo provando, poi subentra la voce inconfondibile e impareggiabile di Mina. Tipica di un genio, la definì lo stesso De Andrè. E qui il North Star riesce a rendere tutte le sfumature vocali e timbriche che ce la fanno così tanto apprezzare. Dopo circa un minuto entrano contrabbasso e batteria, bello corposo il primo e giustamente non troppo protagonista la seconda. Ed ecco l’emozionante attacco di quella voce così profonda, scolpita e caratteristica del cantautore genovese, che poco dopo ripassa il testimone a Mina, ora accompagnata anche da piccole percussioni – tube chimes? – in sottofondo. La canzone prosegue con l’alternarsi delle due voci, che per un momento vanno anche all’unisono in un duetto inaspettato. Per la gioia dell’amante della musica. Per la gioia dell’audiofilo ”duro e puro” faccio notare che a due minuti e ventinove si sente un rumorino impulsivo, una specie di click, a tre e qualcosa si sente una specie di tubo soffiato, poco dopo il quarto minuto c’è un’altra piccola percussione, quasi a ricordare un carillon, e alla fine del brano è notevole la vibrazione prodotta dalle corde del contrabbasso.

Ma mi raccomando, non giudicate un apparecchio o un impianto dai rumorini o dagli strumentini che è in grado di riprodurre, se ci sono va bene, è sinonimo di trasparenza. La godibilità dell’insieme, la correttezza timbrica, l’immagine che riesce a riprodurre e soprattutto l’emozione che ci trasferisce è ciò che bisogna secondo me ricercare in un impianto. La maggior parte dei DAC economici, spiace un po’ doverlo dire, rende questo brano con lo stesso dettaglio ma non con la stessa naturale musicalità.

A volte si cercano percussioni esotiche, suoni e strumenti particolari, voci strane o addirittura dischi ”audiophile” per testare impianti. Ma spesso basta cercare tra i nostri vecchi dischi per trovare qualche brano che oltre ad emozionarci metta in luce caratteristiche sonore di sorgenti, ampli, diffusori. Anche italiani. E questo “italiani” è riferito sia a dischi che ad apparecchi per la musica.

 

Conclusione

In estrema sintesi: per me questo Fluxio North Star è destinato a un appassionato medio, già esperto, aperto alle novità, come la musica liquida, non fossilizzato su convinzioni rigide come quella che vuole il pre separato a tutti i costi, che ama anche l’ascolto in cuffia, che sceglie oggetti belli, ben costruiti e di aziende affidabili ma non vuole spendere capitali. E che è in grado di apprezzare un apparecchio che suona bene.

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore:

due trasformatori toroidali separati per le sezioni analogica e digitale
ingressi digitali coassiali, ottici S/PDIF e bilanciati AES/EBU
ingresso USB2.0 192/32 a bassissimo jitter con interfaccia asincrona Hi-Speed a 480Mbit/s
ingresso I2S 192/32 su RJ45
ingressi digitali disaccoppiati magneticamente
upsampler a 32 bit/192kHz tramite Cirrus CS8421
conversione digitale analogica mediante due DAC PCM1795 Texas Instruments in configurazione mono bilanciata e ad alta dinamica
stadio analogico in configurazione doppio bilanciata e accoppiato in continua
setup di configurazione per livello di uscita, cuffia, filtro digitale, fase assoluta
filtro digitale configurabile ad alta e bassa pendenza
controllo di volume sulle uscite analogiche
modalità diretta con bypass del controllo di volume
amplificatore cuffia con livello d’uscita configurabile
telecomando in alluminio con regolazione del volume, selezione ingressi, muting e stand-by
Distributore ufficiale Italia: al sito Audio Graffiti

Prezzo Italia alla data della recensione: 2.190,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Ulisse Pisoni

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