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Convertitore Wyred 4 Sound DAC-2 DSD

23.06.2017..

Wyred4Sound, che può essere letto “wired for sound”, figurativamente “fatto per il suono”, è un’azienda relativamente giovane ma con un notevole background nel settore audio. Nasce nel 2007, fondata da E.J. Sarmento, che prima di “mettersi in proprio” aveva già avuto diverse collaborazioni di notevole importanza. Infatti aveva già lavorato per la Cullen Circuit che, tra l’altro, era la OEM della PS Audio di Paul McGowan, che ora produce nella sua propria factory di Boulder in Colorado, guadagnandosi la fama di ingegnere di alto livello. Successivamente al 2007, con la sua Wyred4Sound, ha avuto una partnership piuttosto intensa – che forse oggi è anche più stretta di una partnership – con SST il cui ingegnere capo, fino alla su scomparsa nel 2013, è stato James Bongiorno. Per chi non conoscesse i nomi di Paul McGowan e di James Bongiorno possiamo ricordare che si tratta, soprattutto per il secondo, di figure di assoluta importanza nella storia recente della riproduzione audio di alta qualità. Progettisti appassionati e geniali, capaci di creare degli apparecchi che ancora oggi sono apprezzati e desiderati da moltissimi appassionati: SAE, G.A.S. Ampzilla, Sumo… Con queste referenze non sorprende che Wyred4Sound abbia fatto parlare di sé, tanto e bene, sia con recensioni lusinghiere sia attraverso il sempre efficace passaparola tra gli appassionati.

 

Il catalogo del suo sito spazia dai convertitori ai music server finendo con l’amplificazione e gli accessori. Tutti caratterizzati da un’estetica originale, tanto che potrebbe non piacere, e da un alto livello d’ingegnerizzazione e cura dei dettagli.

 

Il Wyred 4 Sound DAC-2 DSD in prova appartiene alla numerosa famiglia di DAC. Tra questi ricordiamo il DAC1 con ingresso USB 24/96 e il DAC2 con in più un ingresso AES/EBU e uno bilanciato I²S. Entrambi i modelli sono disponibili anche in versione special edition. che vanta un circuito di clock con un jitter ridotto a 82 femtosecondi, cioè milionesimi di miliardesimo di secondo, da cui deriva il nome di femto clock, e una componentistica audiophile grade tra cui le famose resistenze Vishay Z Foil, regolatori discreti a basso rumore, diodi Schottky, fusibili Furutech, induttori di qualità e il display con OLED verdi. Una cornucopia di leccornie per gli appassionati.

Recentemente sia il DAC1 che il DAC2 sono stati upgradati alla versione v2 che differisce dalla precedente per l’utilizzo del DAC ESS 9028 PRO e il 9038 nella versione SE al posto del già conosciuto ESS 9018 Sabre 32 Reference Audio che è il cuore del DAC che stiamo provando. La serie v1 è comunque attualmente presente nel listino.

Noi stiamo provando un DAC2 v1 non upgradato alla special edition ma con l’opzione DSD che consente di accettare in input i flussi dati DSD128 attraverso l’ingresso USB.

Ultima nota: sul retro dell’apparecchio viene “gridato” con orgoglio Made in USA! a significare che progetto e costruzione non escono dai confini americani e questo è per loro motivo di orgoglio. Anche se la componentistica viene… da tutto il mondo.

 

Descrizione

Il W4S è ingombrante per essere un DAC, alto, stretto e profondo ha proporzioni non usuali per un impianto Hi-Fi. Però è originale e per certi versi moderno. Il frontale è caratterizzato da due coperture laterali che delineano la parte centrale a forma di “V” in cui trovano posto il display multifunzione e quattro pulsanti che governano, oltre al telecomando in dotazione, tutte le funzioni dell’apparecchio.

Il pannello posteriore è ricco di connessioni: due ingressi RCA digitali rispettivamente siglati COAX 1 e 2 che permettono di collegare sorgenti digitali con frequenze e parole di campionamento fino 200 kHz e 32 bit, il che significa, in termini pratici, il flusso S/PDIF 192kHz/24bit. Stessa capacità di accettazione per l’unico ingresso AES/EBU che sostanzialmente è la stessa cosa di quello RCA ma in versione pro.

I due ingressi Toslink potrebbero invece avere una capacità limitata a 176.4 kHz, come avverte il manuale d’uso, a causa delle caratteristiche fisiche della connessione ottica. Nel senso che non è sicuro che possano “agganciare” stabilmente, o affatto, un segnale a 192kHz.

 

Wyred 4 Sound DAC-2 DSD

 

Un discorso più approfondito lo meritano gli altri due ingressi digitali a disposizione: quello marcato I²S che utilizza un connettore HDMI e quello, più consueto, attraverso la porta USB.

Il protocollo I²S, leggasi “i quadro esse”, è utilizzato come specifica per il trasporto del segnale digitale PCM all’interno delle apparecchiature – tra i circuiti integrati, in sostanza – mentre lo specifico S/PDIF è nato per trasportare il segnale tra le apparecchiature. Il vantaggio, senza entrare nel tecnico, oltre al dire che dati e clock sono separati nel primo protocollo è che con questo metodo il jitter è più basso e ci sono anche meno passi intermedi da compiere nella elaborazione dei segnali. Nel W4S il connettore utilizzato per l’I²S è un HDMI ma non c’entra assolutamente nulla con le uscite HDMI dei moderni lettori DVD e bluray e anzi non va utilizzato, pena malfunzionamenti o peggio, come se lo fosse. Per chi volesse usufruire di questa caratteristica piuttosto inusuale il problema è trovare sorgenti audio che abbiano uscite I²S e che le espongano con un connettore HDMI. Purtroppo sono poche, anzi pochissime, e tra queste possiamo contare il Music Server MS-2 della stessa Wyred4Sound e probabilmente – il dubitativo è d’obbligo perché al momento non posso provarlo – il lettore digitale PS Audio DMP. Un’altra soluzione che può essere utilizzata con questo ingresso è quella di utilizzare delle interfacce USB con uscite digitali su HDMI. Ne conosciamo due. L’Empirical Audio Offramp 5 che, pur se gode di ottima reputazione, in questo è limitante, infatti il segnale sarebbe limitato a 194/24 contro i 384/32. Meglio allora optare per l’Hiface Evo Two dell’italiana M2Tech che dispone dell’uscita I²S su HDMI in formato PS Audio e che, proprio e solo su questa uscita, arriva tranquillamente ai 384/32.

Dicevamo quindi che l’ingresso USB è in grado di accettare segnali fino a 384kHz 32 bit e i flussi DSD128 – attenzione che la versione del DAC2 non DSD è invece limitata a 192kHz 24 bit – provenienti da PC e Mac. Per i computer con sistema operativo Windows deve essere installato un driver, fornito, mentre per i Mac le cose sono più semplici e il DAC è identificato automaticamente. In realtà anche con la Mela sono possibili dei problemi di riconoscimento. Quindi controllate qui prima di dare le cose per scontate.

 

Per concludere la descrizione del pannello posteriore citiamo i connettori HT bypass – sono due RCA collocati tra le uscite, ma sono degli input – e i due jack da 3,5 dedicati ai segnali di trigger in input e in output.

I connettori HT bypass possono essere selezionati dall’utilizzatore con il telecomando o dal pannello frontale o da un segnale trigger collegato all’apposito jack. In pratica essi consentono di cortocircuitare ingresso HT e uscita line out del W4S. Questo può essere utile nel caso in cui si inserisca il DAC2 in un sistema Home Theater - da qui la dicitura HT bypass – multicanale e i due canali frontali siano utilizzati anche per l’ascolto in stereo attraverso il W4S.

Il connettore trigger in input può essere utilizzato, in alternativa a quanto appena descritto, per accendere e spegnere il DAC2, mentre il trigger in output si può utilizzare per accendere e spegnere un finale di potenza collegato al DAC.

 

Funzioni di setup

Il Sabre 9018 incorpora un attenuatore digitale del volume e grazie a questo Il DAC2 DSD svolge la funzione di un preamplificatore con solo ingressi digitali. Potete collegarlo direttamente a un finale e fare a meno di un secondo pre e se non avete sorgenti analogiche questa è una cosa buona in assoluto. Il DAC2 DSD ha quindi una funzione di setup che consente di configurare il funzionamento degli ingressi e delle uscite. Per ogni ingresso si può stabilire se il controllo di volume sia attivo e nel caso si possono fissare i valori minimi e massimi del controllo, oppure nel caso il DAC finisca in un preamplificatore analogico si può stabilire, sempre per ogni ingresso, un valore fisso, comodo per far suonare tutte le sorgenti allo stesso livello. Inoltre si possono impostare tre parametri più sofisticati che non sempre sono disponibili su altri apparecchi: IIR bandwith, roll-off slope e I²S type. I fltri digitali fanno parte del modo con cui il segnale viene convertito in analogico e i due parametri IIR bandwith e roll-off slope ne determinano la forma. I default solo la scelta di W4S per il miglior suono ma in alcuni casi e con differenti apparecchiature collegate l’utilizzatore può trovare qualche vantaggio sperimentando le altre impostazioni disponibili. Comunque le differenze all’ascolto sono minime e potrebbero non essere apprezzate.

 

Ascolto

Ho inserito il W4S Dac2 DSD nel mio attuale impianto di riferimento composto da diverse sorgenti analogiche e digitali, da un preamplificatore passivo The Mod Squad, non utilizzato però negli ascolti, un finale Electron Kinetics Eagle 2a modificato EKSC e i diffusori Audiosophia TFC8LC. Su questi ultimi vale senz’altro la pena spendere due righe di descrizione. Si tratta infatti di un prototipo che insieme ad altri “esemplari unici” hanno condotto il titolare e progettista della piccola azienda padovana alla realizzazione di una serie diffusori dalle caratteristiche uniche: compatti, ad alta efficienza, ampia gamma – i bassi sono “inaspettati” per le dimensioni fisiche – ma soprattutto con una riproduzione timbrica in gamma media da fare felice chi come noi è al tempo stesso redattore e audiofilo. Infatti la caratteristica principale di questo diffusore è la grandissima capacità di rivelare tutto quello che c’è nelle registrazioni e di farlo in modo oggettivo senza aggiungere o togliere nulla. Sono in effetti degli strumenti di misura. Aspettiamo la serie definitiva aspettandoci anche di meglio, questi che abbiamo sono e resteranno, purtroppo, una singolarità.

 

La sessione di ascolto si è svolta utilizzando il W4S come DAC e preamplificatore collegandolo al lettore CD Tascam CD-200 via coassiale S/PDIF e in un secondo momento come sorgente collegandolo via USB a un Macbook Pro e a un PC Windows. Per l’ascolto di file non compressi e ad alta risoluzione ho utilizzato diverse tracce in DSD64 con i due programmi di cui Wyred4Sound fornisce delle guide di utilizzo e cioè Pure Music per macOS e JRiver per Windows.

 

Sia nell’utilizzo “tradizionale”, ovvero come DAC collegato a una meccanica CD, sia nel modo più “moderno”, ovvero tramite un computer attraverso l’ingresso USB, le caratteristiche soniche del W4S sono simili e piuttosto peculiari. Diciamo innanzitutto che suona molto bene e che volendo ridurre il giudizio a una sola frase si potrebbe dire che è rivelatore e al tempo stesso indulgente. Nel senso che possiede la caratteristica di “rivelare” al meglio alcuni dettagli o passaggi che in altre configurazioni o con DAC diversi possono risultare meno evidenti ma al tempo stesso “perdona” gli eccessi e non risulta alla lunga affaticante o spietatamente aggressivo in gamma alta.

 

Per fare degli esempi, l’introduzione del DAC nella catena di riproduzione ha in ogni caso tolto, sia con il CD che con i computer, un leggerissimo velo, restituendo un suono più intellegibile, con dettagli più in evidenza e contorni della scena virtuale più netti. Si tratta di nuance, ma da audiofili di questo parliamo e gli diamo importanza. La cosa inusuale, rispetto ad altre situazioni soprattutto con DAC di ultima generazione provenienti da Corea e Cina – non per generalizzare ma perché questa è la tendenza attuale – è che questo velo scompare su tutta la gamma audio, bassi compresi che sono un pochino più netti, un pochino più forti, e non solo in gamma media e alta dove, anzi, altri prodotti fanno anche di più in queste due specifiche gamme, in termini di capacità di analisi dei dettagli. Questa caratteristica rende il risultato finale appagante e piacevolmente rilassante. Non serve selezionare le incisioni o avere dei diffusori in grado di fare miracoli nel contenere una certa esuberanza negli acuti per godersi un buon ascolto. Vanno bene i vecchi CD e rimasterizzazioni non proprio perfettamente riuscite, entrambi nel nostro impianto suonano comunque meglio di prima senza costringerci a regolare il livello del supetweeter o a cercare lo stesso disco in una versione audiophile meglio curata.

 

Conclusioni

Il Wyred4Sound DAC2 DSD è un apparecchio ottimo. Ben costruito, aggiornato, ben assistito – l’importatore è storico e la casa madre si fa vanto del supporto ai clienti – ed è offerto a un prezzo onesto. Suona molto bene e s’inserisce senza patemi d’animo nei nostri sistemi di riferimento migliorandone il suono. Da prendere senza controindicazioni.

Rimane solo la curiosità di ascoltare la versione SE per capire quanto migliora ulteriormente l’ottimo giudizio d’ascolto.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore:

Distorsione totale, THD+N 20‐20kHz pesato A: <0,006%

Risposta in frequenza: 20‐20kHz ± 0,075dB

Rapporto segnale/rumore: >115dB

Separazione tra i canali: >98dB

Rumore di fondo: <7μV pesato A

Rumore di fondo: <10μV

Livello uscite bilanciate: 5,2V 14,2dB

Livello uscite sbilanciate: 2,6V 8,2dB

Impedenza di uscita: 100ohm

Precisione tra i canali: migliore di ±0,50dB

N.B. Il livello di uscita è regolabile su valori prestabiliti di tensione di uscita:

RCA 70 2,6V

RCA 68 2,0V

RCA 62 1,0V

XLR 70 5,2V

XLR 68 4,0V

XLR 65 3,0V

XLR 62 2,0V

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Audio Reference

Prezzo Italia alla data della recensione: 2.085,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Maurizio Fava

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