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Convertitore/preamplificatore
Burson Audio The Conductor

17.09.2013..

Ho in prova il Burson Conductor, un DAC USB, preamplificatore e ampli per cuffie. Questi tre-in-uno sono gli oggetti più “di moda” in questi tempi. Dico di moda perché recentemente ho potuto testare anche il North Star Fluxio e l’Asus Xonar Essence Plus.

 

L’appassionato con un solo apparecchio può:

  • avere l’interfaccia per la musica liquida collegandolo al PC, cioè sfruttarlo come DAC (in questo caso a 32 bit)
  • sempre usandolo come convertitore, aggiornare un anziano lettore di CD che abbia ancora una buona meccanica di lettura
  • utilizzarlo come preamplificatore classico con un finale o con un integrato che presenti la separazione pre out / main in
  • impiegarlo per il controllo di diffusori amplificati
  • usarlo come amplificatore per cuffie.

Quante possibilità! Qualche vecchio appassionato come me, un po’ sospettoso verso le novità, potrebbe pensare che singoli apparecchi per ogni funzione sono senza dubbio preferibili. Ma dagli ascolti fatti durante le ultime prove emerge che anche questi tipi di apparecchiature riescono a fornire prestazioni di tutto rispetto, impensabili fino a qualche anno addietro e posso anzi dire che, come ampli per cuffia, nel Conductor raggiungiamo livelli di prestazioni davvero interessanti. Ma per correttezza devo dire lo stesso per il Fluxio. Poi vuoi metter gli ingombri, i cavi in meno, i costi? Sicuramente questo è il motivo della crescente diffusione di questa tipologia di apparecchiature audio. Comunque, anche all’interno di questa categoria starei attento a distinguere quelli ben progettati, quasi sempre ben suonanti, da quelli progettati da aziende magari più modaiole ma meno attente al risultato sonico.

 

Burson Audio è un’azienda australiana diventata famosa inizialmente per gli Op-Amp e per alcune schede tipo la Low Jitter Clock amata dagli autocostruttori e dagli smanettoni, quelli che amano fare modifiche, in seguito apprezzata anche per prodotti finiti quali il DAC DA 160 e il Soloist, ampli per cuffie. Il Conductor in prova è in effetti un bell’oggetto. La linea è essenziale, rigorosa, senza fronzoli. Già sollevandolo ci si fa una prima idea: un contenitore relativamente piccolo, 26,5x25,5x8cm, che pesa ben 6 kg. Dopo l’avvento degli amplificatori in classe D il discorso sul peso andrebbe un po’ rivisto, ma le abitudini mentali sono dure a morire e il peso elevato è ancora un elemento rassicurante per l’audiofilo, ansioso come pochi. Il DAC è basato sul chip Sabre 32 Reference, uno dei più recenti, più aggiornati, più costosi e ben suonanti chip attualmente in produzione; vanta la tecnologia cosiddetta Time Domain Jitter Eliminator. Tutte ottime prerogative contro l’ansia. La Burson ha sviluppato appositamente per questo Sabre 32 una nuova circuitazione proprietaria completamente a componenti discreti, senza op-amp integrati, che per molti, me compreso, sono grossa causa di degradazione del suono. L’azienda australiana ci tiene molto a precisare che questa circuitazione non è la stessa del modello HA -160 D, ma è nuova, visto che il Sabre 32 ha caratteristiche diverse. Sul fronte dell'ingresso digitale USB, il Conductor include il ricevitore digitale a 24 bit/192 kHz Tenor TE8802, che lavora in modalità di trasferimento asincrona. L'ingresso digitale classico accetta segnale coassiale e Toslink, supportando file audio fino a 32bit/192kHz. Sul lato analogico, sono presenti ingressi RCA e uscita cuffia jack da 6,35 mm, una uscita di linea/DAC) e una uscita variabile/preamplificazione.

 

L’amplificatore per cuffie è in pratica il Soloist, cioè il miglior ampli per cuffie Burson venduto già da tempo come apparecchio a sé, inserito in questo caso nel The Conductor. Per assicurare le stesse prestazioni del Soloist separato è stato aggiunto addirittura un trasformatore da 35 watt dedicato e così il circuito per le cuffie risulta indipendente e ottimizzato al meglio per la funzione che andrà a svolgere.

 

Il preamplificatore è un vero pre a sé stante. L’uscita preamplificata è stata prelevata dallo stadio di guadagno in tensione prima dello stadio di guadagno in corrente per sfruttare il potenziale dello stadio di uscita a FET.

 

Il selettore che è stato pensato ha tre diversi voltaggi di uscita per aumentare la versatilità di connessione. Di nome fa VOS, Voltage Overscaling Selector, e presenta sul frontale tre pulsantini che attivano LED gialli per le uscite L, M, H, cioè Low, Medium, High.

 

Assolutamente da menzionare il potenziometro del volume: non il solito Alps – pur buono, specie se nella versione blu – ma un commutatore a resistenze a ventitré scatti, da sempre e giustamente considerato più neutro dal punto di vista sonoro. Scatti però leggermente duri, quindi scomodi se bisogna abbassare repentinamente il volume.

 

Il cabinet è in alluminio molto ben lavorato, misura sei millimetri di spessore e ha ottime proprietà meccaniche sia contro la ricezione di disturbi sia per la dissipazione del calore prodotto dai due ben dimensionati trasformatori.

 

Le scritte relative ai cinque ingressi e al VOS sono molto molto discrete: personalmente le preferisco così, ma per molti saranno poco leggibili e quindi poco funzionali.

 

Venendo alla descrizione di come suona, bisognerebbe dividere la disamina in tre parti. Comincio col dire quello che riassume tutto: suona proprio bene. Come preamplificatore, come ampli per cuffie, come DAC. Qui secondo me ci sarebbe da ribadire un punto a cui tengo molto. Ho detto suona bene. Sarebbe però onesto dire che non è corretto parlare del suono di un oggetto in assoluto. L’oggetto, qualunque oggetto hi-fi, suona all’interno di una catena, di un sistema: che comprende sorgente, cavi, amplificazione, ancora cavi, diffusori e ambiente. Tutto condiziona il suono, nel bene e nel male. Si tratta di un equilibrio tra tutte le parti, un difficile gioco di interfacciamenti, di sinergie, di compatibilità elettriche e anche sonore. Audiofili alle prime armi, se insoddisfatti, spesso partono a testa bassa con sostituzioni di ampli o di “casse”, alla ricerca del suono che vorrebbero e non tengono magari conto dell’ambiente o del posizionamento dei diffusori nell’ambiente stesso, sprecando energie e soldi. Dire “questo amplificatore suona meglio di quest’altro” è una semplificazione eccessiva. Inserito nel mio impianto, che è posto in un certo ambiente, suona in un modo, inserito nel tuo impianto, nel tuo ambiente, potrebbe suonare in un altro. Diffidate perciò da chi ha certezze assolute sul suono di un componente.

 

Certamente alcune caratteristiche emergono in un oggetto piuttosto che in un altro. Tra due preamplificatori si sente quello che suona più trasparente o tra due diffusori si può capire subito quello che ha una dinamica più limitata. Ma la trasparenza, per esempio, in certe catene potrebbe dar luogo a un suono più vero del vero, se così si può dire, e perciò essere controproducente. Questo secondo me è uno dei motivi della disaffezione di tanti ex-appassionati per l’hi-fi: non hanno capito o non è stato spiegato loro, magari da rivenditori furbetti, che un amplificatore da 5.000 euro non sempre suona meglio di uno da 3.000, che un diffusore ben rifinito non è detto che suoni meglio di uno bruttino a vedersi, che, e lo ridico, tutto quello che si inserisce nel proprio impianto e nel proprio ambiente deve essere compatibile con i componenti preesistenti del proprio impianto e con il proprio ambiente! Purtroppo, o per fortuna, anche in hi-fi il prezzo non è legato alla qualità di un apparecchio. L’acquisto spesso viene fatto per innamoramento dell’oggetto, in maniera impulsiva e irrazionale, qualche volta dando retta a recensioni entusiastiche che si dimenticano di spiegare le compatibilità e incompatibilità dell’oggetto stesso e il risultato finale sono impianti mal assemblati, evidentemente sbilanciati, dove il risultato sonoro quasi sempre non è proporzionale ai soldi spesi.

 

Tornando al Burson Conductor, l’ho ascoltato in vari impianti, non solo nei miei, ma anche in impianti di amici. Quello che mi sento di dire è che mai si è fatto notare per qualche caratteristica troppo in evidenza, mai ha peggiorato il suono preesistente, anche quando è subentrato a DAC separati di ottimo livello e addirittura come ampli cuffia ha fornito prestazioni eccellenti. Mi è piaciuto meno solamente quando ha preso il posto del mio preamplificatore NuForce P8S, che è veramente ipertrasparente. Ovviamente parlo della prestazione fornita nel mio impianto. Per far capire la differenza che ho riscontrato in questo caso potrei dire che il Burson è un cielo limpido a mezzogiorno, il NuForce è lo stesso cielo limpido ma alle otto del mattino. E alcuni valvolari potrebbero essere quel cielo poco prima del tramonto. Ho amiche e amici che adorano i tramonti, altri che si svegliano presto al mattino per gustarsi l’aria frizzante e il cielo limpido. E altri ancora che stanno benone gustandosi l’aperitivo prima del pranzo sotto il cielo di mezzogiorno.

Quindi mi sento di dire che questo DAC-pre-amplicuffie della Burson può sicuramente entrare a far parte di molti impianti senza troppi problemi. Praticamente in tutte le occasioni il suono è corretto, non comporta problemi di inserimento, fa ciò che deve fare in maniera efficace, non costa uno sproposito, è pure ben costruito. L’azienda che lo produce fino a ora ha dato prova di coerenza e serietà. E tengo a precisare che l’importatore, che non conosco personalmente, non mi ha dato un euro per la recensione! LOL Se ne parlo bene è perché mi è piaciuto, perché l’ho trovato un oggetto concreto, senza fronzoli, che non fa promesse che non riuscirà a mantenere. Probabilmente in Australia usa ancora così.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore:

Impedenza di ingresso: 36.5 Kohm
Risposta in frequenza: ±1dB 0-50Khz
Rapporto segnale-rumore: >96dB
Distorsione: <0.03% a 30ohm con 1W di uscita
Separazione tra i canali: >73dB
Potenza di uscita massima: 4W su 16ohm
Impedenza di ingresso: >8Kohm a 30ohm, 1W
Impedenza di uscita: <1ohm a 30ohm, 1W
Dissipazione del calore: >45W, interno, alimentazione stabilizzata

Sezione DAC
Separazione tra i canali: 140dB a 1KHz, 130dB a 20KHz
THD+N: 0.0005% a 1KHz, 0dBFS
COAX & Toslink / SPDIF : 32bit / 44.1K, 48K, 88.2K, 96K, 176.4K, 192KHz

Specifiche USB
sistemi operativi supportati: Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Mac OS X
USB: 24bit / 44.1K, 48K, 88.2K, 96K, 176.4K, 192KHz
Supporto fino a 24bit a 192Khz con clock 10ppm a basso jitter
Trasferimento dati di tipo asincrono

Ingressi
1 x USB
1 x Digitale coassiale RCA, supporta fino a 24bit a 192kHz
1 x Toslink / SPDIF, supporta fino a 24bit a 192kHz
2 x Ingressi di linea RCA

Uscite
1 x Jack cuffia 6,35mm
1 x RCA Uscita preamplificata
1 x RCA uscita di linea diretta DAC

Generali
Peso: circa 6 kg
Finitura: alluminio anodizzato silver
Dimensioni: 265x255x80mm

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Audio Azimuth

Prezzo Italia alla data della recensione: 1.770,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Ulisse Pisoni

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