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Correttore d'ambiente
Acoustic Revive RR-77

02.10.2012..

Premesse

E poi arriva quel giorno in cui vuoi provare l’ennesimo accessorio nel tuo impianto. Prendi, ad esempio, l’Acoustic Revive RR-77. Ti metti ad ascoltare, nonostante qualche comprensibile pregiudizio, con attenzione e disponibilità. Ascolti. Ascolti anche per poco, perché basta poco. Poi ti arrendi. Spalanchi gli occhi per la sorpresa, dato che le orecchie si erano già ben appizzate, e vorresti solo spegnere tutto e buttare l’impianto dalla finestra…

 

Ma com’è possibile, dico io, che una bestiolina di scatolotto da quattro soldi – si fa per dire – modifichi così sostanzialmente l’ascolto di sistemi frutto di anni di messe a punto, fortemente sinergici e, spesso, anche molto costosi? Ovviamente non parlo solo del mio impianto, relativamente modesto, ma soprattutto di quelli di nostri collaboratori con setup senza compromessi, credetemi.

 

L’RR-77 viene tecnicamente definito “generatore di impulsi a bassissima frequenza” e il suo campo d’azione comprende le elettroniche audio, le sale di ascolto e, come vedremo, gli ascoltatori stessi, un accessorio audio che migliora la qualità del suono e delle immagini e che dovrebbe offrire anche un percepibile senso di benessere a noi esseri umani.

Accenniamo ai presupposti scientifici. Quella emessa in questo caso è la cosiddetta Risonanza di Schumann, una frequenza appunto di risonanza che si genera nella cosiddetta “cavità elettromagnetica" della terra, quella guida d’onda che fa rimbalzare la maggior parte delle frequenze nello spazio racchiuso fra le due ideali sfere della superficie terrestre e della ionosfera.

Il suo scopritore o teorizzatore fu il fisico tedesco W.O. Schumann nel 1954. Fenomeno fisico naturale, da sempre presente sulla terra, ha per noi delle caratteristiche interessanti nella sua frequenza più bassa, quella anche di più elevata intensità, a circa 7.83 Hz, detta anche onda stazionaria, quella data da una lunghezza d'onda uguale alla circonferenza della Terra.

 

Fautori, assertori e convinti della Risonanza di Schumann affermano che l’uomo, insieme a tutti gli animali e le piante, hanno inevitabilmente convissuto e sono stati in qualche modo, che vedremo meglio più avanti, come “protetti” da questa frequenza, praticamente da sempre. Ai giorni nostri, invece, molte onde radio e onde elettromagnetiche di natura ed emissione artificiali, affliggono il nostro corpo, riducendone i suoi presupposti effetti benefici.


La Risonanza di Schumann potrebbe quindi neutralizzare le interferenze RF/EMI generate dagli apparecchi audio, così come le onde radio provenienti dall'esterno. Quelli sulle apparecchiature audio, video, nell’ambiente d’ascolto e per l’ascoltatore stesso sono solo alcuni degli effetti dichiarati, quelli sui quali sembra esserci più convergenza e accordo, tanto che se ne consiglia e prevede l’uso anche in sale da concerto o di registrazione.

 

Insomma, ce n’è di che bearsi… Rimando quindi al sito del produttore e a quello del distributore – sempre presenti nelle nostre pagine in testa e in coda degli articoli – per avere ulteriori ragguagli sugli effetti e sulle ampie possibilità d’uso dell’oggetto.

 

Perché ho usato così tanti “si dice” o frasi ipotetiche? Perché io per primo facevo fatica a crederci. Leggere di supposte azioni vicine al taumaturgico mi aveva fatto sorridere, ma la prova è stata più che rivelatrice ed efficace. Quando poi il prodotto in questione si presenta con il marchio Acoustic Revive, produttore giapponese molto impegnato nell'audio tweaking, sono più che disposto a “buttarci un orecchio”. Nel suo catalogo troviamo apparecchi che utilizzano materiali aerospaziali o fisiologici, come il quarzo naturale, come anche componenti che hanno subito trattamenti criogenici o dotati di azione smagnetizzante. La serietà e l’autorevolezza del produttore, per quanto possa sembrare più un moderno alchimista, è provata.

 

Design

Colleghi l’alimentatore in dotazione, lo accendi e il suo LED blu ne denuncia l’operatività. Le laconiche istruzioni, in giapponese e inglese, che potete scaricare qui, sono ancora più rassicuranti: non importa dove si piazza l’RR-77, ma per ottenerne la migliore efficacia va messo ad almeno un metro da terra. Sul web si legge anche che non deve entrare in contatto con alcun componente attivo o diffusore, anzi, per ottenere un effetto più pieno è consigliabile piazzarlo a più di un metro di distanza dagli apparecchi audio. Sarà per autosuggestione, ma io l’ho subito piazzato in posizione centrale, in mezzo ai diffusori. Provato in ambienti e sistemi anche molto più grandi, ha funzionato in qualsiasi posizione della stanza.

 

Pro

Come dire, manca solo che faccia il caffè, tanto è efficace, non invadente ma avvertibile. Una volta in funzione, si fa dimenticare ma offre veramente la sensazione di una “bolla di benessere”, sia acustico che fisico. Sì, lo devo ammettere, la sensazione di indistinto e generico “benessere” l’ho avvertita. Tutta. E continua.

 

Contro

Prezzo non considerato, praticamente nessuno. Beh, forse crea dipendenza. Scherzi a parte, sbirciando su blog e forum, o chiedendo in giro, si sente dire di persone che, dopo un po’ di tempo che l’hanno utilizzato, se ne sono disfatte. Ipotizzo il perché: l’RR-77 “suona” allo stesso modo in impianti diversi. Oppure li “fa suonare” allo stesso modo, migliorandoli in maniera assolutamente democratica. Questa sindrome da “fine dei giochi” potrebbe aver preso qualche suo utilizzatore, in effetti.

 

Chissà

Saremo tutti matti?

 

Metafore e sintesi finale

L’effetto nettamente più udibile è sulle basse frequenze: articolazione, precisione, differenze timbriche fra strumenti dedicati a quella porzione di frequenze sono assolutamente migliori. La scena si approfondisce di diversi piani sonori, questo è certamente il secondo effetto percepibile, dove l'aria fra gli strumenti diventa materica. Le altre frequenze ne beneficiano di conseguenza in intelligibilità e dolcezza, rendendo il suono più dettagliato, naturale e liquido. Queste brevi impressioni di ascolto si sono ripetute costantemente e nelle più diverse installazioni audio. Vi esorto a fare questa semplice prova, ad accendere o spegnere l’RR-77 e “vedere” la scena acustica che si sposta, approfondendosi o chiudendosi, a seconda dello stato dell’apparecchio. Non sono assolutamente d’accordo con chi dice che il funzionamento dell’RR-77 sia meglio percepibile “dopo un po’ di tempo”. Potrà forse diventare ottimale, ma è comunque veramente veloce, a salire e scendere, cioè sia accendendolo che spegnendolo.

 

L’RR-77 rende il suono sensibilmente più naturale e omogeneo, lo dipana meglio, senza colorirlo, anzi, svelandone una più naturale tessitura. Questo suo “mettere a posto le cose” mi sembra un’immagine in grado di suggerire compiutamente il senso di benessere, anche fisico, che è capace di offrire. Sembra quasi che, quella di Schumann, sia qui una frequenza usata come "un'onda portante", alla quale quelle udibili si accostano per seguirla più ordinatamente, come il pifferaio di Hamelin, il personaggio della fiaba tradizionale tedesca dei fratelli Grimm.

Per me all’ascolto, e non solo, non se ne può fare a meno: non si tratta di un accessorio, trattasi di necessorio.


P.S.

Al momento di andare online, il distributore italiano ci comunica che, dopo oltre otto anni di produzione dell'RR-77, Acoustic Revive ha presentato l'RR-777. Tale modello è equipaggiato con un nuovo generatore di impulsi a più alta potenza, che è stato ottimizzato dal punto di vista acustico. L’estetica è rimasta la stessa, ma l'effetto sul suono si dice essere maggiore rispetto all'RR-77.
 Se così stanno le cose, il presente articolo ha ancora il valore informativo che gli si richiede. Buon ascolto e miglior benessere a tutti...

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Alimentazione: alimentatore esterno da 230V

Dimensioni: 140x50x170mm (LxAxP)

Frequenza di emissione: 7,83Hz


 

Distributore ufficiale Italia: al sito PlayStereo, negozio online Audio Azimuth

Prezzo Italia alla data della recensione: 495,00 euro, costo a listino del nuovo RR-777

Sistema utilizzato: al mio impianto

di Giuseppe Castelli
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