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10.10.16
Diffusori Auris Audio Poison 5

Premessa

Questo è il primo articolo che ReMusic dedica alla Auris Audio, mi sembra quindi necessario spendere alcune parole di presentazione di questa azienda.

La Auris Audio è una giovane azienda serba che si era fatta notare da ReMusic nelle recenti edizioni del Monaco High End per le sue apparecchiature esteticamente piacevoli che affiancano il legno naturale alla vera pelle finemente lavorata di colore bianco o nero. Aggiungiamoci anche che le amplificazioni Auris Audio mettono in bella mostra dei bei tubi termoionici… e il gioco è fatto, con tanto di ammiccamenti e pollice in alto tra me e Silvia - The Woman and the Man in Black e Giuseppe Castelli. Sarebbe sufficiente visitare il sito Auris Audio per rendersi conto di quanto siano effettivamente molto “ben pensati” i prodotti di questa azienda. Il design ha un filo conduttore comune a tutti modelli della Auris, prestandosi facilmente alla implementazione di un sistema monomarca realizzato con gusto estetico e ricercata eleganza.

Oltre il fatto estetico, anche il lato puramente tecnico e audiofilo viene soddisfatto con amplificazioni realizzate con ogni tipo di valvola dalle 2A3 dell’Adagio, passando alle KT150 del Titan 150, alle 6550 del Fortino, alle EL84 dell’Allegro. Anche i preamplificatori e gli amplificatori per cuffie sono a tubi, unica eccezione è il DAC DHP che è a stato solido e i finali in Classe D DC-125 e DC-250.

In pratica bisogna riconoscere che, l’obiettivo dell’Ing. Milomir Trosic, CEO dell’Auris Audio, di soddisfare tutti i desideri e le esigenze dell’audiofilo donando pieno godimento del suono, sia stato raggiunto con successo grazie alla riuscita sintesi tra tecnica e design.

 

I diffusori Poison 5

In questo articolo parleremo dei diffusori Poison 5, che rappresentano il top di gamma dei diffusori Auris Audio, preceduti dai modelli Poison 2 monitor da stand e Poison 1 mini diffusori da scaffale.

Il nome Poison 5, tradotto in italiano reciterebbe Veleno 5, si presta facilmente a essere accostato al noto profumo che, nell’immaginario collettivo, riporta all’indiscusso fascino francese di Chanel. Il risultato è che questo diffusore io lo considero un “affascinante veleno” in grado di sedurre, guarda un po’, anche il mondo femminile, che mal sopporta gli strani, brutti e ingombranti oggetti che il marito audiofilo si ostina a introdurre in casa, mentre questi Poison 5 sono esteticamente affascinanti. Riprenderemo questo discorso più avanti, va bene?

 

Descrizione

Le Poison 5 sono dei diffusori da pavimento, tre vie, cinque altoparlanti, caricamento acustico in bass reflex. La loro altezza di poco meno di novanta centimetri risulta adeguata a un ascolto ad altezza orecchio-tweeter comodamente seduti su un divano di stampo moderno a seduta bassa. Inoltre le Poison 5 sono molto strette, circa dodici centimetri, risultando in tal modo per niente invasive e facilmente inseribili in un ambiente domestico. Per concludere il discorso poc’anzi lasciato in sospeso, le Poison 5 sembrano diffusori disegnati da una donna che ben ha in mente le problematiche di arredamento che comporta l’inserimento di un sistema audio. In effetti, le proporzioni sono tali da far risultare questi diffusori serbi “simpatici” alla vista ed esteticamente gradevoli. Inoltre, il sistema di staffe utilizzate per rendere il piede di appoggio più ampio, permette di alzare da terra il diffusore quel tanto che basta per snellire il design del cabinet e lasciare lo spazio per la pulizia al di sotto del diffusore stesso, cosa che, come gli audiofili ben sanno, è una delle lamentele più in voga fra le mogli anti-sistema audio.

Vincente è stata la scelta di accostare il legno in noce massello alla vera pelle nei colori nero o bianco. Noi italiani siamo specialisti in questo, è vero, ma i tentativi che ho potuto notare realizzati sino a ora all’estero non sempre mi sono sembrati riusciti. Le eccezioni sono pochissime, anzi, lo dico, da quello che ho visto nelle fiere internazionali solo due aziende mi hanno convinto: Absolare e adesso Auris Audio. Certo, nelle realizzazioni Auris Audio c’è ancora qualche piccolo difettuccio di gioventù, ma la realizzazione può essere considerata di pregio già da adesso e migliorerà ancora di più nel tempo.

 

Scelte tecniche

Sul frontale del Poison 5 sono posizionati il tweeter a nastro e i due midrange in configurazione D'Appolito. Gli altoparlanti sono piuttosto interessanti, si tratta di componenti della Fountek, azienda cinese che però si è distinta per l'alta qualità costruttiva e sonora. In particolare il tweeter a nastro, utilizzato probabilmente per evitare il classico roll-off nella risposta in frequenza del tweeter in configurazione MTM, gode di una certa considerazione a livello internazionale sia da parte dei costruttori sia da parte degli appassionati, che riconoscono in lui un componente estremamente lineare, veloce e timbricamente corretto. Per assicurare una corretta fase temporale, in considerazione della velocità di risposta ai transienti del tweeter a nastro, alla Auris Audio hanno pensato di utilizzare come midrange il piccolo full range Fountek FE85, componente che ha un andamento abbastanza regolare della SPL tra gli ottantotto e novanta decibel lungo una risposta in frequenza dai centocinquanta ai novemila herz, e un facile andamento dell’impedenza dai cinquecento ai diecimila herz. Inoltre, la scelta di utilizzarne due in configurazione D’Appolito MTM migliora sensibilmente la dispersione verticale, garantendo quindi un’immagine straordinariamente alta rispetto alle dimensioni del diffusore. Ma la vera opera d’arte, a mio modestissimo giudizio, è stata fatta con i due woofer posizionati sul baffle laterale del cabinet. Infatti, sono stati risolti brillantemente alcuni problemi di non secondaria importanza. Innanzitutto la fase temporale, che trova giusto riallineamento grazie all’utilizzo di componenti di piccole dimensioni della Peerless, che risultano molto veloci e caricati in modo straordinario in bass reflex. Il condotto reflex è lungo dieci centimetri, largo solamente quattro e posizionato dietro il midrange superiore. Durante la sessione d’ascolto avrò modo di meravigliarmi della compostezza e controllo delle basse frequenze. Inoltre, utilizzando i woofer sul lato interno del cabinet, si è migliorata notevolmente la dispersione orizzontale del fronte sonoro messa a rischio dalla configurazione MTM D’Appolito.

Nonostante le dimensioni ridotte, l’immagine riprodotta dalle Poison 5 risulta abbastanza alta, grazie soprattutto al sistema d’appoggio che vede l’utilizzo di punte in metallo di diversa altezza in modo da inclinare all’indietro il mobile dei canonici quattro gradi.

Le connessioni posteriori sono costituite da una coppia di WBT Nextgen di ultima generazione.

 

Ascolto

Con il dischetto ReMusic Artesuono, di cui potete leggere l’articolo qui,è stata condotta la parte iniziale della prova d’ascolto.

La capacità di ricreare un’immagine credibile è subito chiara con l’ascolto del primo brano. Lo strumento australiano descrive un cerchio immaginario facilmente intuibile in virtù di una scena sonora tridimensionale e dai contorni definiti.

Il secondo brano mette in evidenza il comportamento corretto da parte delle Poison 5 nella restituzione di tutto l’arco delle frequenze senza generare scalini nei punti di passaggio da una fascia a un’altra. Questo significa che l’emissione dei vari range di frequenze che vanno dalle basse alle alte, passando per le medio basse e le medio alte, è omogenea, generando un fronte sonoro unico e compatto. Lo ripeto, al solo guardare le Poison 5 mai e poi mai avrei immaginato di poter rilevare all’ascolto una regolare risposta in fase temporale. La vista di un tweeter a nastro accompagnato da una coppia di piccoli midrange sul lato anteriore e una coppia di woofer sul lato interno del cabinet mi avevano fatto storcere il naso. I miei pregiudizi si sono infranti contro la realtà di un suono equilibrato, ottenuto dopo il solito congruo periodo di rodaggio.

Di pregevole fattura si sono dimostrate anche la dinamica e la pressione sonora che non pregiudicano la ricchezza di dettaglio del quadro musicale con impastamenti o gommosità. Anche la timbrica delle voci, maschili e femminili, e degli strumenti acustici ed elettrici risulta esemplare, inquadrata in tonalità di chiave di violino che rende il suono generato fresco e aperto tipico della terza ottava del pianoforte.

Le Poison 5 si lasciano pilotare con naturalezza e riescono a esprimere micro e macro dinamiche senza peraltro evidenziare particolari indurimenti o distorsioni. I diffusori serbi dimostrano la loro indubbia qualità e sono in grado di sorprendere l’ascoltatore con le loro prestazioni. Io stesso mi sono scoperto a sorridere durante l’ascolto e a battere il tempo e questo, come è noto, è indice di appagato piacere d’ascolto.

 

Le cose migliori

I complimenti vanno fatti alla Auris e ai progettisti delle Poison 5 per come sono riusciti a gestire le basse frequenze. La scelta di utilizzare due woofer è stata sicuramente dettata dalla necessità di rendere la risposta in fase temporale il più veloce possibile per non creare uno scalino rispetto alle frequenze medio alte generate dai due midrange da sette centimetri e dal tweeter a nastro che, notoriamente, è molto veloce nei transienti.

Come spesso accade quando si testa un apparecchio che convince fin da subito, la scaletta dei brani di prova salta completamente e si passa ad ascoltare dischetti per ascoltare musica e nient’altro. Ecco che allora la scelta cade su un disco di jazz, si tratta del trio Paolo Fresu, Dhafer Youssef, Eivind Aarset, registrato alla Casa del Jazz di Roma nel 2008. Un trio fantastico, con il trombettista sardo del tutto a suo agio e ispiratissimo grazie alla voce dell’artista tunisino a volte calda, a volte eterea, una voce in grado di fermare le guerre. La chitarra rarefatta del norvegese stende un tappeto armonico timido ma costantemente presente. Le Poison 5 sfoderano le loro migliori qualità: immagine precisa ed estesa in tutte le direzioni, velocità di emissione e tonalità aperta e ariosa. La voce di Dhafer viene riprodotta con tutte le nuance tipiche di questo artista, con un’estensione vocale da brividi spalmata lungo un sottofondo di note basse di chitarra elettrica. La scena sonora si apre con forza e potenza quando la tromba di Fresu irrompe con dinamica e pressione sonora, o quando il vellutato flicorno richiede un intervento pesante riguardo la capacità di risoluzione timbrica del diffusore serbo che risponde con eleganza generando un tocco musicale così come pochi diffusori sono in grado di fare.

Per la musica classica ho scelto Mahler, Sinfonia N.1, Il Titano, Amsterdam Philarmonic Orchestra diretta da Arpàd Jòo. Nel terzo movimento l’inizio è cadenzato da lievi colpi di timpano che provengono, giustamente, dal centro della scena acustica, in sequenza intervengono sulla destra i contrabbassi e, come un’onda che scorre verso la sinistra di chi ascolta, i fagotti seguiti dai violoncelli e poi dall’oboe e in rapida successione corni inglesi, flauti, clarinetti, viole, arpa, piatti e per ultimi i violini. Si tratta di un brano che, onestamente, dice poco dal punto di vista artistico, ma risulta interessante musicalmente per il lento e inesorabile dipanarsi da destra verso sinistra del graduale intervento delle sezioni orchestrali. Le Auris Poison 5 sembrano trovarsi a loro agio, ma soprattutto confermano le caratteristiche peculiari e qualitative che le contraddistinguono, vale a dire timbrica neutra ed equilibrata e capacità di ricreare un quadro sonoro completamente staccato dalla presenza fisica dei diffusori serbi e un suono che sembra provenire dalla parete di fondo e oltre.

 

Utilizzo

Ho collegato d’istinto le Poison 5 con i muscolosi finali in classe A del mio sistema di riferimento, ottenendo i risultati appena descritti. I diffusori serbi dichiarano comunque novantuno decibel di efficienza e quindi li ho collegati al mio ampli a valvole che non ha avuto particolari problemi di pilotaggio, stessa cosa collegando il Sugden FPA4 che ha permesso alle Auris di esprimersi con dinamica e pressione sonora adeguata senza manifestare indurimenti particolari. Senza dubbio le Poison 5 sembrano amare il polso duro degli AM Audio, quindi penso che le amplificazioni da consigliare sia a valvole che a transistor debbano essere di buona potenza. Questi diffusori Auris si sono dimostrati anche sensibili al cambiamento dei cavi di potenza, cosa che permette all’appassionato di virare il suono a proprio piacimento.

 

Consigli utili

Il manuale d’utilizzo della Auris viene incontro consigliando il posizionamento del punto d’ascolto rispetto alla posizione dei diffusori, invito tutti a prestare attenzione ai suggerimenti. Perdete qualche ora a ricercare la posizione migliore e a procedere a un periodo di necessario rodaggio lungo il quale noterete un miglioramento drastico della risposta in fase temporale.

 

A chi sono rivolte

Ritengo che questo sia un argomento interessante. Infatti il costo impegnativo di questi Auris potrebbe allontanare l’appassionato dall’acquisto che sarebbe tentato di rivolgersi ad altri prodotti maggiormente affermati e di pari prezzo. La carta vincente dei Poison 5 è l’estetica accattivante che sicuramente attrae la consorte non audiofila e che non ama l’inserimento nell’arredamento domestico di mobili brutti e invasivi. Non bisogna comunque sottovalutare anche le capacità maschili nel riconoscere il “bello”, e questi diffusori serbi belli lo sono davvero. Le Poison 5 sono piccolini, costruiti in legno di noce e rifiniti con pelle nera o bianca, permettono la pulizia domestica sotto di loro e non sono invasive, tutte caratteristiche che alzano il WAF aumentando di molto la pace familiare.

 

Pro

Suono di gran classe in grado di soddisfare anche l’appassionato più esigente. Ascoltando per la prima volta le Poison 5 si ha subito la sensazione di ascoltare qualcosa di nuovo, un suono aperto e fresco, non il solito suono inscatolato tipico dei diffusori che non “osano” più di tanto.

Estetica di classe e pregio che alza moltissimo il valore WAF. Se la moglie approva ed è contenta dell’aspetto del nuovo mobile d’arredamento, anche l’ascolto sarà più rilassato e godibile.

 

Contro

Le rifiniture son di pregio e curate, ma si nota qualche lieve difetto di gioventù che sarà sicuramente evitato in futuro. Ricordo le prime Sonus Faber, le Minima e le Parva: anch’esse non erano perfette e curatissime come le attuali realizzazioni.

Il prezzo risulta un tantino sopra le righe ma, in considerazione dell’alto grado di accettazione della consorte e dell’eccellente qualità sonora potrebbe risultare un prezzo affrontabile per ottenere la quiete familiare e la qualità audio.

 

Conclusioni

I diffusori Auris Audio Poison 5 mi sono davvero piaciuti. Nonostante non siano dei giganti come diffusori da pavimento, riescono a generare una scena alta e dettagliata. Il suono aperto e fresco denota equilibrio nel range delle medie frequenza ma, a mio giudizio, il voto più alto va alle basse frequenze che sono vibrate, profonde e frenate. Un diffusore che non ha timore di essere “diverso” dagli altri che si allineano a ciò che la Clio* ormai standardizza inesorabilmente.

 

*NdR - Il sistema CLIO è un completo analizzatore per misure elettroacustiche. Scopri qui la sua storia e scarica qui l'attuale manuale Audiomatica, riferimento italiano riconosciuto.

 

 

Schema riepilogativo

Voto massimo ***** Spark, le scintille ReMusic

Timbrica: **** | Equilibrata e naturale. Voci e strumenti sia elettrici che acustici sono credibili e riconoscibili. La precisione tonale è disarmante, le armoniche di contorno di ordine pari e dispari contribuiscono al grande piacere d’ascolto.

Tonalità: **** | La chiave in Sol terzo favorisce la tonalità aperta e fresca e la ricercatezza del dettaglio musicale. L’emissione risulta vivida e ariosa.

Dinamica: ***1/2 | Di pregevole fattura in relazione alle ridotte dimensioni. Micro e macro vengono rappresentate in pari gradazione e su tutti range delle frequenze.

Immagine: ***** | Di sicuro la caratteristica migliore. Se ben posizionati i diffusori sono in grado di annullare completamente la sensazione della provenienza del segnale acustico generando un fronte unico e compatto. La finestra musicale è ampia e tridimensionale.

Emozione: **** | Durante l’ascolto ci si scopre a battere il tempo e a sorridere per il coinvolgimento emotivo. Vorrà dire qualcosa?

Costruzione e imballo: *** | La costruzione del cabinet è elegante e l’imballo in legno è solido e rassicurante. Sia l’uno che l’altro denotano alcuni piccoli peccati di gioventù che verranno presto corretti per raggiungere alla fine livelli elevati.

Rapporto prestazioni/prezzo: *** | Non è la caratteristica migliore a causa del prezzo che li rende poco competitivi se si considera questo rapporto tout court. Se si considera invece l’alto valore di accettazione da parte delle consorti che quotano l’inseribilità del mobile nell’arredamento domestico in virtù dell’eleganza e bellezza dell’oggetto, allora le cose cambiano e potrebbero rivelarsi un perfetto compromesso allo scopo di ottenere un suono di stampo audiofilo senza pregiudicare la quiete familiare.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Tipologia: da pavimento, bass reflex

Sensibilità: 91dB

Impedenza: 8ohm

Risposta in frequenza: 25Hz-30kHz

Potenza: 150W

Potenza di picco: 300W

Sistema: tre vie, cinque altoparlanti

Finiture: vera pelle e legno di noce

Colori disponibili: pelle bianca o nera

Peso: 24kg la coppia

Dimensioni: 120x865x252mm LxAxP

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Labtek

Prezzo Italia alla data della recensione: 6.777,00 euro la coppia

Sistema utilizzato: all'impianto di Roberto “The Rock” Rocchi

 

 

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