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Diffusori GoldenEar Aon 2

01.10.2015..
GoldenEar Aon 2

Ci ritroviamo per parlare di un oggetto Hi-Fi piuttosto peculiare. Qualcuno si lamenta del fatto che non ci siano più innovazioni e nuovi approcci nel mondo Hi-Fi, che ormai si è già visto di tutto e di più. Io non sono di questo avviso. Questo oggetto, in effetti, ne è una prova. Dunque, si tratta del diffusore da stand GoldenEar Aon 2, di dimensioni piuttosto piccole, anche se non proprio un mini. La ditta produttrice è americana degli USA. È una ditta giovane, ancora semisconosciuta in Italia, sebbene fondata da esperti che hanno già lavorato molti anni in altre aziende di diffusori acustici. In America sta acquisendo una buona notorietà e diffusione grazie alla qualità delle sue realizzazioni, centrate essenzialmente su casse acustiche di nuova concezione e dalle buone prestazioni sonore con prezzi non da capogiro. Buone, se non ottime, le recensioni di vari modelli di casse della GoldenEar comparse su varie riviste del settore in lingua inglese. Il modello oggetto di questa prova è l'entry level dell’intera produzione della casa statunitense.

 

Funzionalità ed estetica

Come anticipato, qui ci troviamo davanti a un approccio decisamente originale e innovativo. Una cassa a tronco di piramide con due passivi da 6,5 pollici simmetrici ai lati e un tweeter a nastro ripiegato, chiamato High Velocity Folded Ribbon, che non avevo mai visto prima. Il woofer, da 6 pollici, quindi non piccolo, è munito di un cilindretto centrale alettato che, presumibilmente, convoglia in modo ottimale i flussi aerodinamici provocati dal movimento del cono. Il tweeter è leggermente disassato verso la destra di chi guarda frontalmente, in entrambe le casse, tornando in questo un po' indietro nel tempo, agli anni ’70-’80, prima che divenisse universalmente accettata la simmetria nella disposizione degli altoparlanti tra destra e sinistra. Evidentemente non differenziare tra destra e sinistra porta qualche vantaggio, suppongo essenzialmente economico. Comunque, con la presenza di tutti quei fori nel cabinet, occorre un buon lavoro ingegneristico per ottimizzare forme e materiali atti a garantire una buona rigidità al mobile e a fornire un buon risultato sonico, oltre che estetico. Innovativo è anche l'impiego di una specie di calza in tessuto che ricopre esternamente quasi tutto il diffusore. Questa calza si chiude sul lato superiore come una borsa con laccetto, con quest’ultimo nascosto da un coperchio amovibile lucido. La calza è poi fissata nella parte inferiore del mobile del diffusore per mezzo di un doppio fondo in materiale plastico lucido avvitato al fondo stesso, oltre che posteriormente dalla vaschetta dei connettori. Se questa soluzione risulta esteticamente senz'altro valida e originale, risulta un po' meno apprezzabile dal punto di vista della funzionalità. Posto che a me sembra che le casse suonino leggermente meglio senza calza, non è affatto facile mettere gli altoparlanti a nudo. Io mi sono accontentato di abbassare la calza il più possibile, ma liberarsene del tutto richiede l'impiego di un cacciavite ed esiste comunque la possibilità di fare danni alla stessa. Preferirei pertanto la possibilità di togliere le calze completamente in modo semplice. I connettori per l'amplificazione sono interamente metallici, sostanziosi, di qualità adeguata alla classe degli oggetti e monowiring, con ingresso anche per banane.

 

Impressioni di ascolto

Le Aon 2 forniscono come prima impressione, che predomina su tutto il resto e che le mette da subito in una classe sonica di appartenenza piuttosto elevata, una spazialità fuori del comune. Evidente la profondità rimarchevole della scena sonora, unita alla buona separazione degli strumenti. Il suono appare ben svincolato dagli altoparlanti e copre molto bene tutto lo spazio tra le casse e anche oltre. I risultati migliori io li ho ottenuti, anche dal punto di vista timbrico, orientando i diffusori verso il punto d’ascolto, tanto da nascondere completamente alla vista i lati esterni del mobile.

La timbrica risulta nel complesso piuttosto buona, trovando un suo assestamento dopo un rodaggio che si attesta intorno alla settantina di ore. Le alte frequenze sono ben definite e piacevoli, mai aggressive, non estesissime. Le medie vere e proprie sono corrette, mentre le mediobasse sono un filino prominenti. Le basse profonde risultano sorprendenti in rapporto alle dimensioni e al volume del diffusore ma non raggiungono particolari vette di articolazione che, del resto, sarebbe inopportuno aspettarsi in una cassa così piccola. Si avverte comunque un buon senso di corposità, legato soprattutto al mediobasso di cui sopra. L’equilibrio generale è frutto di qualche compromesso, ma il risultato finale è ampiamente godibile.

La dinamica, sempre tenendo conto delle dimensioni, è più che accettabile, ovviamente maggiormente apprezzabile a livelli di ascolto non troppo intimi.

Sono casse non radiografanti, con un dettaglio non spinto, ma sufficientemente vivo e veloce. Gli attacchi e i rilasci sono giusti e consentono di apprezzare bene, ad esempio, i timpani e le percussioni in generale.

Quanto a confronti, il caso ha voluto che abbia in casa dei diffusori di impostazione per alcuni versi simile alle Aon 2, anch'esse a due vie e anch'esse munite di un solo, in questo caso, altoparlante passivo in cassa chiusa. Si tratta di oggetti degli anni '70, le Celestion Ditton 15. In realtà la differenza del volume interno è a netto favore delle Ditton, trentatré litri contro i quattordici delle Aon 2, così come la dimensione del woofer e dei passivi. Il paragone tra i due modelli è stato piuttosto interessante. C'è da dire subito che le vecchie Ditton 15 non hanno affatto sfigurato a confronto con le moderne GoldenEar. Se da un canto le Aon 2 si sono dimostrate senz'altro superiori nella ricostruzione della scena sonora, dall’altro le 15 hanno sfoderato una maggiore immanenza e una timbrica un po' più naturale. La tenuta in potenza è a tutto favore delle Aon 2, capaci teoricamente di reggere fino a duecento watt, mentre per le Ditton conviene fermarsi a non più di trenta watt pena, a detta di molti, la probabile distruzione dei tweeter, raggiungendo comunque intensità sonore già parecchio elevate.

Per quanto concerne i suggerimenti, consiglio per le Aon 2 cavi di potenza veloci e non scuri, magari non vedrei male conduttori in argento o in rame ricoperto. Le amplificazioni possibilmente brillanti e potenti, meglio lo stato solido delle valvole. Stand rigidi e pesanti o appesantiti.

 

Conclusioni

Innanzitutto permettetemi un plauso al coraggio innovativo degli ingegneri della GoldenEar che sono riusciti a creare qualcosa di non visto prima e di farlo suonare parecchio bene nella sua categoria di appartenenza, a costi non eccessivi. Sono diffusori da stand che, sebbene vedano la loro collocazione ideale in stanze piccole, non temono, pilotate con amplificazioni di potenza adeguata, anche ambienti un po' più grandi. Sono fatti per chi privilegia caratteristiche di buona tridimensionalità e di ascolto non affaticante. Non vedo l'ora di ascoltare i modelli da pavimento della casa americana e, se il buongiorno si vede dal mattino, mi aspetto esperienze stimolanti.

 


Selezione musica ascoltata

Max Bruch, Concerto per violino e orchestra, Heifetz/Sargent/NSO, CD Living Stereo/Sony

Eric Clapton, B.B. King, Riding with the king, File FLAC 24/88

Jethro Tull, Living in the past, CD Chrysalis

Johannes Brahms, Violin sonatas N. 1-3, Perlman/Ashkenazy, CD EMI

AAVV, Flute, CD doppio EMI

AAVV, Soul Feelings, CD doppio IMPH

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Tipo: due vie con radiatori passivi laterali

Peso: 4,5kg cad.

Dimensioni: 203x305x254mm (LxAxP)

Woofer: 1x152mm medio-basso ad alta definizione (MVPP)

Tweeter: a nastro piegato, tecnologia High Velocity Folded Ribbon (HVFR) con magneti al neodimio

Risposta in frequenza: 42-35.000Hz

Sensibilità: 89dB a 2,83V/m

Amplificatori consigliati: 4-8ohm, 10-200watt per canale

Impedenza nominale minima: 8ohm

Finiture: piano black, rivestimento in tela nera

 

 

Distributore ufficiale Italia: al sito de Il Tempio Esoterico

Prezzo di listino Italia alla data della recensione: 990,00 euro la coppia

Sistema utilizzato: all’impianto di Fabio “Perplesso” Barbato

 
di Fabio Barbato
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