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Diffusori GoldenEar Triton Seven

21.09.2016..
GoldenEar Triton Seven

Bene, a un annetto di distanza dall'incontro con le per molti versi sorprendenti Aon 2 della GoldenEar, sono ora al cospetto delle sorelle maggiori Triton Seven, modello da pavimento anch’esso entry level della categoria per la pluripremiata ditta statunitense.

Esteticamente molto gradevoli, sono delle snelle e leggere torri nere, ricoperte da una griglia in tessuto su tutti i lati tranne che per un coperchio plastico lucido e per il plinto rastremato anch’esso in duro materiale plastico lucente, munito di piedini di gomma o eventualmente di punte metalliche fornite in alternativa, da me peraltro non utilizzate. Al di sotto della griglia ci sono ben cinque altoparlanti per diffusore, di cui tre attivi e due passivi. I tre attivi sono sul pannello frontale in configurazione D’Appolito, ovvero col tweeter a nastro ripiegato, già visto sulle Aon 2, in mezzo a due midwoofer da cinque pollici e mezzo. I due passivi da otto pollici sono uno per lato, verso il fondo della cassa. Posteriormente il pannello con dei buoni morsetti, monowiring, di metallo pieno.

 

Testina Acutex STR 412 con stilo ellittico Shibata

 

Gli ascolti hanno approfittato della mia nuova Testina Acutex 412 STR con stilo ellittico Shibata, un centinaio di euro mooolto ben spesi...

 

La prima impressione del suono di queste casse, già da appena sballate e collegate all'impianto, senza quindi alcun rodaggio alle spalle, è stata decisamente positiva, con evidenze concrete di grande spazialità e toni sostanzialmente corretti. Passati giorni e mesi, ecco il risultato dei miei ascolti, con prove fatte, una volta compiuto il rodaggio di prammatica, attraverso diverse amplificazioni, cavi e raffronti con altre casse.

Il primo confronto possibile è quello con i miei soliti diffusori di riferimento casalinghi, ovvero le ProAc Studio 125, un due vie da pavimento. Essendo le configurazioni parecchio diverse – reflex posteriore doppio delle ProAc contro cassa chiusa con due passivi e configurazione D'Appolito delle GoldenEar, due soli altoparlanti nelle ProAc contro cinque nelle GoldenEar – i due modelli hanno in comune una grossa performance nel settore dell'immagine sonora: dettagli su questo più oltre. Quanto alla timbrica, confesso la mia predilezione, direi quasi il mio affetto, per quella delle ProAc, che finora non ho mai pensato seriamente di cambiare, forse anche per una sorta di assuefazione e intossicazione a tale impostazione che mi continua a dare, dopo parecchi anni di possesso, ancora ottime sensazioni e un affinamento continuo al migliorare degli altri componenti del sistema. Ecco, le Triton Seven invece ora mi provocano qualche vacillamento in questo senso…

Sono diffusori tendenzialmente all-round, nel senso che non sono, ad esempio, animalesche, nel miglior senso del termine, ovvero, pur senza assolutamente tirarsi indietro, non sono particolarmente vocate per i generi più ritmici e dinamici quali il rock e le musiche percussive in genere, ma sono in grado di restituire la raffinatezza di strumenti acustici in modo molto accattivante, insieme all'ambienza del luogo di registrazione, sempre che la stessa sia riuscita a catturarla. Merito forse del particolare tweeter, in grado di donare una dose di soavità nelle alte non riscontrabile facilmente soprattutto in modelli da pavimento: difficile sentire indurimenti e asprezze, così come sibilanti, specie con i valvolari.

Peraltro, non sono neanche diffusori radiografanti e iperdettagliati. Le medie sono leggermente meno evidenziate che non ad esempio nelle ProAc, ma senza mai dare impressione di poca naturalezza, anzi.

La gamma bassa è sorprendente. I midwoofer da 5” riescono, coadiuvati dai passivi da 8”, a organizzare dei bassi profondi e articolati, decisamente inaspettati per un diffusore con una larghezza così ridotta. Anche la velocità della gamma bassa, generalmente un punto saliente di difficoltà per molte casse da pavimento non particolarmente costose, è apprezzabile e decisamente godibile. La dinamica è molto buona, viene fuori in maniera evidente con il mio finale Nadir a stato solido da cento watt nell'impianto garage. Ma anche con i valvolari AAAVT dotati di KT88 e di EL34 provati nell'impianto casalingo si fa apprezzare. Il suono è autorevole, senza arrivare a essere immanente come, ad esempio, con le Kef Q900 che ho attualmente nel garage, queste sì un po’ “animalesche”. Dove brillano in particolare questi diffusori è, come già accennato, nel palcoscenico sonoro. In questo sembrano degli ottimi bookshelf, completati però da una migliore gamma bassa, soddisfacentemente veloce e profonda. I piani sonori vengono districati con buona intellegibilità sia in larghezza che in profondità.

Il tweeter un po' abbassato consiglia una seduta di ascolto più bassa rispetto al solito. Comunque anche ad altezza normale l'effetto di palcoscenico sonoro rimane evidente. La disposizione che ho trovato più congeniale è quella con i diffusori angolati in modo da vedere dal punto di ascolto i pannelli laterali della singola cassa simmetrici tra loro. Altre angolazioni penalizzano la scena e anche un po' la timbrica, probabilmente a causa della localizzazione laterale dei passivi. Come cavi di potenza mi sono trovato bene con dei Chord Carnival Silver Screen e da lì non mi sono più mosso.

 

Ma, insomma, tutto rose e fiori? Ebbene, no. Esiste per me un grosso elemento sfavorevole, ma non per l'impostazione sonora. È il fatto che questi ottimi diffusori hanno la caratteristica, in comune ad esempio alle Magneplanar, di essere ricoperti da una griglia in tessuto. Cosa che naturalmente invita irresistibilmente il gatto di casa a rifarcisi le unghie, con risultati disastrosi sia esteticamente che sostanzialmente, in caso le unghie raggiungano anche le membrane dei passivi. Quindi, semplicemente, troppo cat friendly. O il gatto o le Triton. Ardua scelta. Nel mio caso, dopo aver adocchiato la tendenza, ho provveduto a espellere il felino dal salone, ma questa non può essere una soluzione permanente. Quindi, ancora per questa volta, mi terrò le Studio 125, senza peraltro particolari patemi d’animo.

 

Conclusioni

Un diffusore assolutamente da consigliare, per audiofili non gattofili. Una resa sonica già matura e di buon livello, con una copertura di gamme timbriche estesa e corretta, con bel palcoscenico sonoro e buona autorevolezza dinamica. Il prezzo, per il risultato sonico, mi pare concorrenziale, anche se risente del cambio attualmente poco favorevole.

 

 

Selezione musica ascoltata

Mozart, Piano concerto K821, Rondos K382 e K386, Brendel, Marriner, St. Martin in the Field, LP, Philips

Santana, Caravanserai, LP, CBS

John Mayall, Crusade, LP, London

Jazz Guitar, doppio CD, Verve

Glenn Gould, Bach, partite n. 5 e n. 6, CD, Columbia

Cow Boy Junkies, Lay it down, file WAV, Geffen

Brahms, Danses Hongroise & Slavonic - Weller & Dorati, RPO, file WAV, Decca

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Altoparlanti: 2x High-Definition Cast-Basket Mid/Bass da 5.25", 2x Planar Sub-Bass passive da 8, 1x HVFR™ High-Velocity Folded Ribbon Tweeter - ART Dr. Heil

Amplificazione raccomandata: 10-300W
Efficienza: 89dB
Risposta in frequenza: 29-35.000Hz
Impedenza: 8ohm
Dimensioni: 184x1.010x279mm LxAxP
Peso: 14,5kg

 

Distributore ufficiale Italia: al sito de Il Tempio Esoterico

Prezzo di listino Italia alla data della recensione: 1.850,00 euro la coppia

Sistema utilizzato: all’impianto di Fabio “Perplesso” Barbato

Immagine per gentile concessione GoldenEar
Immagine per gentile concessione GoldenEar
Immagine per gentile concessione GoldenEar
Immagine per gentile concessione GoldenEar
Uno spaccato delle Seven - Immagine per gentile concessione GoldenEar
Uno spaccato delle Seven - Immagine per gentile concessione GoldenEar
Le Seven insieme agli altri componenti Triton dedicati al video - Immagine per gentile concessione GoldenEar
Le Seven insieme agli altri componenti Triton dedicati al video - Immagine per gentile concessione GoldenEar
Il tweeter a nastro di Heil delle Seven.
Il tweeter a nastro di Heil delle Seven.
Il mediobasso da 5,25
Il mediobasso da 5,25" delle GoldenEar Seven.
Da qui in poi, le Seven con la rete acustica di finitura abbassata per vederne le reali fattezze.
Da qui in poi, le Seven con la rete acustica di finitura abbassata per vederne le reali fattezze.
Il top delle Seven: notare negli angoli le sedi per l'aggancio del pannello superiore e il fissaggio della rete acustica esterna.
Il top delle Seven: notare negli angoli le sedi per l'aggancio del pannello superiore e il fissaggio della rete acustica esterna.
La base delle Seven.
La base delle Seven.
 
di Fabio Barbato
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