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Finale Muriano Research Traslatore 28W

12.07.2017..

Ho conosciuto L’Ing. Muriano qualche anno fa. Presentato su un sito come riparatore oltre che esperto di apparecchi vintage, lo avevo contattato stante la necessità di ridare un po’ di linfa ai miei lettori CD, che erano afflitti da qualche problema elettrico e meccanico, insorti dopo molti anni di onoratissima carriera. Sono partito quindi alla volta di Qualiano, in provincia di Napoli, con i due malati nel bagagliaio, nella speranza di concludere la missione. Giunto a destinazione, sono stato accolto da Gennaro nella sua piccola stanza operativa, dove mi aspettavo di trovare oscilloscopi, saldatori e altri generi da laboratorio. Invece mi sono ritrovato in un ambiente colmo di elettroniche blasonate, alcune delle quali professionali, oltre l’immancabile PC. L’approccio e le prime battute di conoscenza si sono consumati in un clima molto cordiale, poi il colloquio è proseguito trascendendo le ragioni per cui mi trovavo lì, sconfinando intorno a una cospicua varietà di argomenti: la musica, la registrazione, l’ascolto, i supporti, l’analogico, il digitale e decine di altri, senza mai neanche sfiorare i luoghi comuni e le banalità che affliggono tali tematiche.

 

Questa gradevole condizione lasciava percepire però qualcosa di insolito, positivamente insolito. Quante volte mi era capitata una situazione analoga… quante altrettante volte la noia mi aveva sopraffatto! Questa volta mantenevo una gran voglia di interloquire, discutere, approfondire e, piacevole sorpresa, Gennaro prestava attenzione ai miei discorsi. Finalmente giunse il momento di ascoltare un po’ di musica, atto iniziatico e sacrale intorno al quale orbitano tutte le chiacchiere e allo stesso tempo biglietto da visita dell’appassionato, ovvero strumento per far conoscere agli altri qualcosa di più intimo e personale.

 

E qui, devo subito dire, il sound era diverso, irriconoscibile… Avevo nel mio intrinseco un’idea di quel suono, non un’esperienza… Era un sound spiazzante, morbosamente attraente. Quella stanzetta di pochi metri cubi sembrava un piccolo auditorium. “Gennaro, ma cosa sta suonando?”, gli chiedo, “Quello che vedi lì, a terra”, mi risponde.

 

Sul pavimento giaceva un assemblaggio di componenti fissato su una tavola di legno. “Si trattava della mia prima esperienza e ascolto del prototipo di un Muriano Research Traslatore 90W con tecnologia NTS. Il destino si stava compiendo. Ne ebbi prova la seconda volta che tornai a visitare l’Ingegnere, quando, poco prima di oltrepassarne l’uscio di casa, udendo in lontananza musica che proveniva dalla solita saletta, esclamai compiaciuto: “Sta suonando il Traslatore, vero?”. Da quel giorno io e Gennaro siamo ottimi amici e il “Trasla”, come chiamiamo confidenzialmente l’apparecchio, è una splendida realtà, l’approdo di un progetto durato più di un decennio, vissuto intensamente dall’ideatore tra momenti di esaltazione alternati ad altri di scoramento, quando l’unico desiderio era di gettare tutto dalla finestra. Io sono stato favorito dalla sorte. In primis perché tra i due stati d’animo citati ha prevalso l’esaltazione. Poi perché sono arrivato nel momento giusto, ovvero quando il progetto aveva appena superato la fase prototipale. Fin dal primo ascolto ho sempre sentito il Traslatore assolutamente mio. Puntualizzo: non per il fatto che avessi fornito un qualche contributo tecnico. Mi riferisco a quel modo di suonare: è mio. L’ho cercato per una vita.

 

Gennaro lo sa, lo ha capito subito e gliel’ho anche raccontato. Lui mi ha concesso immediatamente di “giocare” con la sua creatura e forse, lo dico sommessamente, mi ha altresì offerto una sorta di ruolo putativo in ordine alla crescita e allo sviluppo del progetto, che ha un potenziale sconvolgente, nel senso letterale del termine. Intendo dire che porta in seno tutti i caratteri della rivoluzione. Il problema è illustrarlo e divulgarlo, perché il muro della diffidenza preconcetta e della presunzione diffusa è estremamente solido. Non parliamo poi dell’ostracismo dei poteri forti dell’alta fedeltà, i quali, piuttosto che alimentarsi di novità, si divorano tra loro. Il sopravvissuto divorerà se stesso, come in un rito di autocannibalismo.

 

Ma cos’è poi l’alta fedeltà. Un termine convenzionale, astratto. L’alta fedeltà non esiste. Se qualcuno afferma il contrario, allora esistono anche la media fedeltà, la piccola fedeltà e la fedeltà così e così. In ambito musicale a quale fenomeno dovrebbe prestare giuramento questa sedicente alta fedeltà? All’evento live? Impossibile. Neanche l’auditorium più impeccabilmente costruito potrà risultare “neutro”. Saranno sufficienti pochi spettatori in più o in meno per modificare in maniera marcata la rappresentazione. All’evento in studio? Difficile, la cattura di un suono sarà sempre legata a una mediazione elettronica, che sia analogica o digitale. Forse ci si può avvicinare alla fisionomia della registrazione dello stesso, ma il miglior impianto cosiddetto Hi-End del mondo, a causa di oggettivi limiti elettrici e meccanici, non riuscirà a riprodurre l’evento fedelmente, tanto meno il suo dinamismo e il grado emozionale. Una corda che vibra nell’aria, registrata su un supporto, sarà riprodotta da un altoparlante in maniera difforme dall’originale, per intensità, profondità, armonia, ritmo e timbrica. L’unico istante in cui si manifesta un fenomeno di alta fedeltà può essere individuato quando l’orecchio, inteso come metafora dell’individuo e del rispettivo apparato percettivo e vibrazionale, coglie l’evento sonoro nella frazione in cui lo stesso si manifesta.

 

Ecco allora che la soluzione si profila. La fedeltà è destinata a progredire a condizione che si adottino formule che riducano la distanza dell’essere umano, colui che ascolta, percepisce e si nutre del suono, nei confronti della sorgente della stesso, che si presume debba essere pura. Operando sempre più a fondo un’adeguata bonifica di qualunque ostacolo possa rallentare, ostruire o anche solo sporcare il percorso del segnale, l’apparato elettronico si fa strumento e l’uomo viene messo in condizione, non di subire, bensì di acquistare coscienza di una realtà sonora attraverso gli stimoli sensoriali. L’essere umano, nel corso di questo accrescimento percettivo, diventa sempre più protagonista rispetto al mezzo di riproduzione dell’evento sonoro, che rimane esattamente quello per cui nasce: uno strumento. Il corpo stesso viene rivalutato alla stregua di un’entità dotata di armonia e proporzioni geometriche, precisamente come la musica, nei confronti della quale l’atteggiamento è equanimemente dialogante.

 

Questa teoria antropocentrica del rapporto uomo/suoni/mezzo di riproduzione è l’elemento fondante della dottrina dell’umanesimo in musica. L’ing. Muriano e chi scrive avevano sviluppato autonomamente due versioni della stessa radice ideologica. Ora che ci siamo incontrati, ne abbiamo fatto, oltre a un soggetto di discussione e confronto, un filtro che ci aiuta a discernere la mistificazione dalla verità artistica. Siamo consapevoli che questa elaborazione teorica rappresenta una rottura drastica rispetto al sistema dell’Hi-Fi establishment, le cui conseguenze sono inimmaginabili.

 

La dottrina dell’umanesimo in musica, che qui ho sinteticamente illustrato, è la genitrice intellettuale della tecnologia NTS e del Traslatore. NTS è acronimo di Natural Transfert System. Badate che non siamo al cospetto della solita definizione-slogan coniata al fine di produrre effetti sorprendenti sull’utenza, similmente a uno spot pubblicitario. Tutta la produzione di elettroniche convenzionalmente considerate Hi-End, da oltre mezzo secolo, prende spunto da una piccola quantità di schemi storici molto collaudati. Che si tratti di transistor o di valvole, si può facilmente caratterizzare l’apparecchio a proprio piacimento. Più o meno caldo, veloce, colorato, morbido e quant’altro, ma sempre in dipendenza di parametri elettrici, meccanici e componentistici. Le possibilità di plasmare il segnale sono infinite, ma la sua gestione resta sempre tradizionale. Gli stadi di alimentazione, preamplificazione, raddrizzamento e amplificazione mantengono pedissequamente un’identica sequenza e collocazione. Un progresso apicale in termini di naturalezza è stato raggiunto con progetti che utilizzano i trasformatori di interstadio in luogo dei classici componenti, Audio Tekne su tutti. NdR – Che sono comunque circuitazioni fondamentalmente a valvole.

 

La tecnologia NTS vive in una dimensione completamente diversa. Per definirla con chiarezza trovo corretto e rispettoso utilizzare le parole dell’Ing. Muriano medesimo quando afferma che:

 “La tipologia NTS prende invece in considerazione primariamente l'aspetto “umanistico” dell'esperienza musicale e con esso tutti gli aspetti correlati. Nello sviluppo di un amplificatore su questa base, la circuitazione e tutta la sua struttura sono ideati a partire da questo assunto per avere come risultato ultimo l'ideale trasmissione del segnale dalla sorgente all'altoparlante senza interpretazione alcuna e senza alterazioni quantitative o qualitative. Per ottenere questo è stato sviluppato un modello circuitale profondamente diverso dagli schemi tradizionali, vecchi e nuovi, impiegando nel Traslatore (espressione massima di tale tecnologia) dispositivi attivi disegnati specificamente, un'alimentazione speciale ad altissima carica di energia ultra-veloce e una configurazione di uscita dinamica auto-adattativa.”

 

La circuitazione NTS reinterpreta altresì il rapporto tra amplificazione e diffusore. Nella realtà tradizionale l’amplificatore è un congegno attivo che dispensa corrente e tensione in proporzione diretta alla potenza disponibile. Il diffusore acustico invece è un componente caratterizzato da un carico passivo composito soggetto alla variabilità dell’assorbimento in corrente e della resistenza elettrica in relazione costante al contenuto armonico e alla potenza ricevuti. Da ciò deriva il fatto che il sistema costituito dall’amplificatore e dal diffusore è molto sensibile alla conformazione di quest’ultimo. Non solo. Il complesso cassa/altoparlanti produce una resistenza inerziale tanto forte da impedire una risposta decente in termini di reattività all’impulso, sia in fase di picco che di decadimento. Appurato che l’amplificatore stesso incontra molte difficoltà nel reagire con immediatezza, ovvero a fornire corrente repentinamente, a fronte di uno stimolo elettrico, va da se che risulta molto raro riconoscere a un sistema Hi-Fi tradizionale una risposta dinamica accettabile. Il frequentemente decantato buon pilotaggio, ovvero il controllo della cassa da parte dell’amplificatore non esiste. Il suono emesso, sia di andata che di ritorno, non ha dominio né direzione. Cito ancora l’Ing. Muriano:

Nel Traslatore la cassa non svolge funzione passiva ma è parte integrante del circuito funzionale e adegua in modo continuativo e dinamico le sue caratteristiche in funzione delle richieste del diffusore e del contenuto sonoro, mantenendo sempre le condizioni ideali per restituire integra l'intera gamma dinamica e cromatica del programma musicale, indipendentemente dal volume di ascolto, dalla dinamica dell'incisione e dal tipo di diffusore.”

Esiste un ulteriore aspetto che contrassegna in maniera stridula il rapporto tra l’essere umano e le macchine di riproduzione della musica. I dispositivi convenzionali, costruiti in coerenza con determinati parametri elettrici, sono in grado di esprimere valori in termini di risposta in frequenza, pressione sonora, distorsione e risoluzione talmente eccellenti che l’apparato uditivo non ha alcuna possibilità di percepirli in tutta la rispettiva ampiezza. Tali performance convivono però con il deficit, insito nelle macchine, di captare la qualità timbrica e la naturalezza dell’emissione, campi in cui il nostro organo neurosensoriale uditivo invece opera brillantemente. Qui interviene di nuovo l’ingegnere, spiegando che:

“Il processo Natural Transfert pone estrema attenzione proprio a questo aspetto, oltre a tutti gli altri, mentre lascia in secondo piano le caratteristiche tecniche inutili ai fini dell'ascolto; per lo sviluppo del Traslatore, ad esempio, è stato necessario creare anche un nuovo set di misurazioni tecniche basate sul funzionamento dinamico anziché statico. Questo perché le misure attualmente usate per rilevare caratteristiche e prestazioni degli amplificatori non darebbero alcun esito applicate al Traslatore, anzi il suo funzionamento non apparirebbe neppure possibile. In ultima analisi, l'ascolto con questo sistema, trascorsi alcuni minuti, pone in una condizione spontanea di “rilassamento” e di benessere che sono proprie dell'ascolto di musica “naturale”, questo perché vengono meno i meccanismi automatici di tensione e attenzione generati dal suono artificiale del sistema cassa/amplificatore, il quale richiede di essere continuamente “analizzato, filtrato e rimodellato” per risultarci piacevole.”.

 

Il Traslatore appare così talmente “umanizzato” che uno dei suoi stadi circuitali è stato concepito a imitazione del funzionamento della coclea e delle relative linfe. La sua personalità operazionale è molto affine a uno strumento musicale, talmente affine che prima di essere rilasciato alle proprie funzioni, è oggetto di una vera e propria accordatura, alla stregua di un pianoforte o una chitarra. Ecco perché il suo compito non si limita a traslare, a trasportare il segnale nella sua virginea purezza. Il Traslatore è stato concepito letteralmente per suonare.

 

Ora vorrei passare a qualche cenno tecnico sulla macchina, con la premessa che i contenuti sono esattamente quelli che l’Ing. Muriano ci ha accordato di rivelare, rinviando magari ad altri interventi, anche diretti, eventuali approfondimenti.

Mappa a blocchi circuito NTS 

Mappa a blocchi circuitazione Muriano Research NTS, vedi anche nelle immagini della colonna di sinistra o direttamente QUI.

 

Per correttezza e deferenza professionale preferisco far parlare ancora Gennaro:

“La mappa a blocchi è riferita alla macchina Madre, l'originale versione multitelaio da 90 watt autolimitata, da cui deriva la versione semplificata e ridimensionata da 28. Principio operativo e parti costituenti sono le medesime. Osservandolo si può notare che ci sono 7 unità, 4 funzionali e 3 primarie.

Il blocco 1 è l'interfaccia d'ingresso, che si occupa di accettare il segnale in ingresso come un qualsiasi amplificatore tradizionale e trasferirlo al gruppo 2 mantenendo inalterato il contenuto dinamico e cromatico.

Il gruppo 2 è formato dall'acceleratore di flusso convogliato e dal modulatore. In questo stadio il segnale viene sdoppiato e una delle parti subisce un'amplificazione in tensione e corrente molto elevate e viene utilizzata per modulare un acceleratore di flusso elettromagnetico. All'uscita di questo stadio il segnale musicale originario viaggia all'interno della sua copia fedele ad alta energia e potenziale.

Da qui raggiunge il gruppo 3, sede della sezione di uscita di potenza, il flusso convogliato ad alta energia è utilizzato per pilotare delle unità ottiche di potenza, specificamente sviluppate, alla cui uscita è presente un fascio di luce cromaticamente modulato, che è la trasposizione esatta del segnale elettrico in ingresso. In questo punto avviene la separazione del collegamento “solido” tra diffusore e amplificatore classico, riducendo di molto le interazioni negative tra le due parti.

Il gruppo 4 ha il compito di interfacciare il prodotto ottico con gli altoparlanti, ri-ottenendo una componente elettrica ad alta energia e velocità relativa.

Una sezione (5) alimentatrice ad alta energia ed efficienza provvede alle necessità elettriche di tutti gli elementi, tranne il gruppo 7, che è autonomo.

Il sistema auto-adattivo sensibile, la gestione e la mappatura della potenza disponibile insieme al comportamento di tutti i moduli, sono dipendenti dal gruppo 7, denominato “NTS Heart”. Non è un processore ma una unità multipla complessa, della quale però non è possibile dire molto.

Il modulo 6, denominato “Sense” è la gestione di sicurezza e verifica che tutto funzioni regolarmente. In caso di avaria o eventi anomali in entrata o in uscita, porta la macchina in modalità sicura, fermandone l'attività.”.

 

Come è evidente non c’è nulla che possa seppur lontanamente richiamare un’elettronica di tipo classico, fosse anche la più sofisticata. Qui siamo al cospetto di acceleratori di flusso elettromagnetico, di unità ottiche di potenza, di fascio di luce cromaticamente modulato. Non si può nemmeno parlare di elettronica non convenzionale, sarebbe estremamente riduttivo. Io sarei più propenso a parlare di progetto geniale, di progresso evolutivo, di intelligenza, di talento, di serietà e follia. Per capire questa entità è necessario depurarsi da tutti gli orpelli Hi-Fidelitystici sedimentati dentro di noi e adottare strumenti filologici ed esegetici idonei. Ma al di là della natura dei dispositivi circuitali citati, che non sono propriamente audio, è più interessante rendersi conto di che livello di musica sia in grado di produrre un segnale elettrico che entra come tale, si trasforma in flusso di luce per conservare accelerazione, forza e purezza, per poi tornare elettricamente caratterizzato al fine di interfacciarsi con i diffusori. Una macchina di tale atipicità, non può essere neanche descritta nelle sue performance musicali con termini tipici. Ma resta molto complicato trovare un’aggettivazione adeguata al riguardo. Ci vorrebbero dei neologismi.

 

Il Direttore Castelli al momento del suo primo ascolto del Traslatore lo ha definito “paradossale”. Appropriatissimo! Paradossale è la facilità con cui si beve tutte le elettroniche, anche le più costose o quelle unanimemente considerate ben suonanti. Paradossale è la grazia con cui rispetta e gestisce il segnale musicale sorgivo e la macchina che lo produce, con i suoi limiti e le sue virtù. Paradossale è la lettura dello spartito della natura, ovvero l’assetto spazio/temporale/armonico della musica, il beating, la metronomicità o la creatività. Paradossale è la lealtà timbrica allo strumento sollecitato o percosso nell’attimo in cui viene sollecitato o percosso, senza anticipi o ritardi. Paradossale è il sustain, ovvero la capacità di tenere in sospensione ogni singola nota consentendole di percorrere tutto l’arco espressivo, dalle sub alle ultra-armoniche, nel totale rispetto degli intervalli di otto gradi della scala diatonica. Paradossale è l’energia impulsiva con cui trasmette il suo messaggio. Paradossale è l’area del silenzio, praticamente infinita ma capace di conformarsi a qualunque luogo d’ascolto. Paradossale è il fatto di rimanere praticamente freddo anche dopo ore di ascolto. Questo perché, al contrario di tutte le elettroniche comuni, non dissipa energia e vanta un’efficienza vicina all’ideale.

 

Tempo fa Gennaro mi chiese cosa pensassi io del Traslatore. Non gli ho mai risposto in maniera completa. In questa sede posso affermare che ho eletto questa creatura a compositore della colonna sonora del corpo e del cervello. La sua azione provoca un effetto stimolante attivatore dell’apparato cerebrale che scatena sensazioni amplificate di piacere, eccitazione e soddisfazione. La musica “traslata” innesca nel cervello circuiti associati con il sistema nervoso e produce reazioni fisiche quali sudorazione, eccitamento e brividi. Uno strumento che è la chiave dimostrativa di come la musica abbia effetti precisi sulla fisiologia del corpo, compresi il battito cardiaco, la respirazione, la sudorazione e l’attività mentale, alla stessa maniera in cui è efficace nel moderare i livelli di eccitazione e concentrazione regolando l’umore.

 

Il Traslatore NTS resta però un’elettronica molto insidiosa. L’alta fedeltà è articolata in una serie di livelli che vanno dall’entry level al top level. Il Trasla rappresenta invece il più fulgido esempio di exit level, nel senso che è in grado di traghettare l’appassionato fuori dalle barriere ideologiche e progettuali dell’alta fedeltà stessa, per trasportarlo nella dimensione dell’umanesimo in musica, dove sono vigenti le regole della natura e dove l’uomo assurge al ruolo di protagonista e artefice del proprio destino audiofilo. Dall’avvenuta traslazione corporeo/mentale, ma forse sarebbe meglio dire culturale, non si potrà più tornare indietro se non in due occasioni. La prima per raccontare. La seconda per liberarsi, intendo proprio in senso materiale, di tutte le elettroniche che hanno contribuito a rendere i nostri ascolti un’anticamera del tormento e dell’afflizione, imponendoci un concetto della musica artefatto e mentitore, semplicemente fuori dalla realtà.

 

P.S. Sempre il Direttore Castelli e io siamo felici possessori antesignani di Traslatore 28W all’interno dei nostri sistemi audio, diametralmente differenti. Non lo faccio mai, ma esorto chi legge a organizzarsi per una seduta d’ascolto. Si garantisce un’esperienza emozionante e gratificante. Sono a disposizione di chiunque ne abbia il desiderio. In alternativa è possibile contattare l’Ing. Muriano personalmente.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore:

Potenza: 28 watt per canale indipendentemente dal tipo di carico

Risposta in frequenza: 0/62.000Hz

Sensibilità: 0,7V per 1W 16-32.000Hz

Ingresso: segnale diretto senza condensatori di alcun tipo sul percorso

Efficienza energetica: superiore al 99%

Altro: sistema auto-adattivo per il controllo dell’accoppiamento

 

Distributore ufficiale Italia: vendita diretta; progetto in cerca di rappresentanti, distributori o finanziatori; vai qui al sito Muriano Research

Prezzo Italia alla data della recensione: 3.000,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Giuseppe "MinGius" Trotto

Finale a circuitazione NTS Muriano Research Traslatore 28W
Finale a circuitazione NTS Muriano Research Traslatore 28W
Il design del frontale riprende il concetto di infinito insito nella circuitazione NTS del Traslatore, il cui marchio ne riporta appunto il simbolo (∞).
Il design del frontale riprende il concetto di infinito insito nella circuitazione NTS del Traslatore, il cui marchio ne riporta appunto il simbolo (∞).
Il frontale dell'apparecchio provato è in alluminio spazzolato naturale riportato su un fondo di alluminio sempre spazzolato ma satinato nero.
Il frontale dell'apparecchio provato è in alluminio spazzolato naturale riportato su un fondo di alluminio sempre spazzolato ma satinato nero.
Né valvole né dispositivi a stato solido – transistor, MOSFET o integrati – sono usati sul percorso del segnale.
Né valvole né dispositivi a stato solido – transistor, MOSFET o integrati – sono usati sul percorso del segnale.
Un dettaglio sui dispositivi ottici, destinati all'amplificazione finale del segnale in potenza.
Un dettaglio sui dispositivi ottici, destinati all'amplificazione finale del segnale in potenza.
La mappa a blocchi del circuito NTS, in corso di brevetto proprietario Muriano Research.
La mappa a blocchi del circuito NTS, in corso di brevetto proprietario Muriano Research.
Gli apparecchi Muriano Research sono disponibili anche con questa finitura dei frontali,
Gli apparecchi Muriano Research sono disponibili anche con questa finitura dei frontali, "in negativo" rispetto a quella del modello provato.
di Giuseppe Trotto
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