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Integrato AAAVT Sonus Mirus 40

02.12.2013..

Premesse

L’ampli integrato valvolare in prova oggi è la prima produzione completamente Made in Italy by AAAVT, one man company da noi conosciuta per gli apparecchi di origine cinese particolarmente competitivi nel rapporto prezzo/prestazioni.

Motore del tutto è Mauro Scarabotti.

Fonico, tecnico del suono, responsabile in passato della progettazione e dell’installazione di impianti a bassa frequenza in una grande azienda, Mauro diffonde ovunque la sua più che ardente passione per le amplificazioni a valvole. A lui si deve appunto questa piccola ma agguerrita realtà distributiva che gli ha permesso di portare in Italia apparecchi cinesi da lui adeguati, corretti o ispirati nel progetto, di qualità apprezzabile e prezzi terrestri.

 

Design

L’AAAVT Sonus Mirus 40 è un amplificatore integrato valvolare interamente progettato e realizzato in Italia per il mercato Hi-Fi Hi-End.
 In questi amplificatori è stata trasfusa tutta l'esperienza maturata in questi primi dieci anni di AAAVT e la passione storica di Mauro. Le modalità di funzionamento previste sono due: ultralineare e triodo. La circuitazione è classica, con la valvola preamplificatrice in SRPP, schema molto stabile e tale da consentire di lavorare con e senza controreazione. Tutti i trasformatori sono resinati per minimizzare i rumori meccanici e realizzati con lamierini a grani orientati di qualità. Telecomando con solido corpo in alluminio in dotazione.

Il Sonus Mirus 40 può montare valvole EL34, di cui era dotato l’esemplare in prova, KT77 o 6CA7. Il fratello maggiore dispone di 50 watt e impiega valvole KT88, KT90 o KT120 a richiesta.

Mauro mi ha precisato che i telai sono le uniche parti realizzate in Cina, mentre l’assemblaggio avviene in Italia, da dove provengono anche i trasformatori.

 

Costruzione

“Classico” è termine più che pertinente per questo ampli. Telaio nero, valvole e trasformatori a vista, griglia coprivalvole asportabile. Sul frontale troviamo i comandi del volume, accensione, selezione dei quattro ingressi e le due manopole del funzionamento in ultralineare o triodo, con o senza controreazione.

La regolazione del bias è molto semplice grazie ai trimmer laterali. I relativi valori operativi consigliati vanno da 350 mV a 400 mV.

Sul retro si trovano i quattro ingressi linea, le uscite per i diffusori impostabili su 4 e 8 ohm e l’IEC del cavo di alimentazione.

Tolto il pannello inferiore si scopre il cuore dell’apparecchio: curato, ordinato, cablato in aria e dotato di componentistica di ottima scelta. Non ho le competenze per vagliarne l’aspetto tecnico, cosa che verrà fatta separatamente, ma la semplice vista è rassicurante e fa apprezzare il lavoro umano, paziente e meticoloso che prevede una realizzazione simile.

Ingressi e volume sono replicati sul telecomando, non quelli della configurazione circuitale, selezionabile solo da pannello frontale.

 

Ascolto

Apriamo i giochi. Sì, perché con questo Mirus si può veramente giocare. Ovviamente tenete conto che il passaggio fra una circuitazione e l’altra, la parte vera del gioco, va fatto a volume abbassato, per evitare shock ai diffusori. Detto questo, vi propongo subito la mia personale sequenza di prove, che in funzione di due-più-due combinazioni possibili porta inevitabilmente a quattro condizioni d’ascolto:

  • ultralineare con controreazione
  • ultralineare senza controreazione
  • triodo con controreazione
  • triodo senza controreazione

Dalla circuitazione teoricamente più complessa a quella sulla carta più semplice, si ottiene quindi questo schema:

 

Ultralineare con controreazione – La scena si crea nello spazio fra i diffusori. L’immagine è più puntuale, definita in uno spazio virtuale in scala rispetto alle dimensioni che avrebbero in ambiente gli strumenti. Masse orchestrali e dinamica guadagnano del massimo wattaggio offerto.

 

Ultralineare senza controreazione – Cade un leggero velo, si perde un poco di controllo, ma le impressioni sopra riportate sono fondamentalmente confermate.

 

Triodo con controreazione – Tutto un altro ampli. La scena è all’interno della stanza, non più definita dallo spazio dei diffusori o nello spazio fra di loro. Il suono è più “arrembante”, presente, materico. Si ha molto di più l’impressione di un evento dal vivo che riprodotto.

 

Triodo senza controreazione – Cade un altro velo e, anche in questo caso, le impressioni riportate poco sopra sono sostanzialmente confermate.

 

Va da sé che, con i miei diffusori dall’efficienza relativamente alta (96 dB) e modulo piuttosto agevole, la scelta della configurazione a triodo senza controreazione era di gran lunga la mia preferita. Se in ultralineare il basso mi poteva sembrare di poco più secco e pronto, in quella a triodo era di molto più articolato ed emozionante. Se la scena era molto definita e rispettosa delle proporzioni fra strumenti in ultralineare, a triodo gli strumenti erano più vicini, fisici e presenti. L’ultralineare componeva una scena, il triodo vi portava dentro.

 

Tenete però presente che, provando varie casse dal modulo più contorto, con crossover più complesso e tutte dall’efficienza sotto i 90 dB, ben al di sotto in certi casi, queste erano praticamente inascoltabili in configurazione a triodo, esigendo di conseguenza e a gran voce l’ultralineare.

 

Pro

Il Mirus è uno splendido laboratorio, trasmette tutto il calore e l’inspiegabile magia delle migliori amplificazioni a valvole. Moltiplicato per quattro. Le differenze non sono opinioni, ma belle realtà facilmente udibili, percepibili, presenti all’ascolto.

 

Contro

Quando avete trovato il vostro suono, adatto al vostro gusto e – molto più importante, ai vostri diffusori – le configurazioni diverse da quella scelta perdono completamente di significato e valore, non interessano più. Avete spremuto l’apparecchio per quello che può fare e dare, anche se tanto. Fine dei giochi.

 

Chissà

Il Mirus non lascia dubbi, vedi i consigli per gli acquisti finali per approfondire questo aspetto.

 

Metafore veloci e sintesi finale

Il Sonus Mirus 40 è un grande atto d’amore. È un ampli molto ben costruito, con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Non per niente è completamente costruito a mano, con saldature punto-punto, cavi fascettati, componenti selezionati e di prim’ordine, ecc. ecc. È una realizzazione che si potrebbe ottenere solo con competenze e capacità da autocostruttore. Anche evoluto. Anche con tanti anni, anzi decenni, di conoscenza storica. Soprattutto se l’autocostruttore o amatore in questione è un amico e vi chiede – come in questo caso – un costo orario decisamente contenuto, praticamente fuori mercato e impossibile da sostenere per un’azienda.

 

Non è come certe “sboronate” di chi pensa di aver capito tutto e, pur avendo magari ottenuto un risultato o un risultatino, ancorché ineccepibile all’ascolto, tenta con disprezzo il colpo del prezzo inarrivabile. Tanto conta l’idea. E la realizzazione chi se ne frega. E gli audiofili son tutti scemi.

 

No.

 

Questo AAAVT è fatto con cura, attenzione e – soprattutto – rispetto per l’acquirente.

 

Il punto dolente dell’apparecchio è invece la sua stessa forza. Il Sonus Mirus 40 è un ampli che permette di ascoltare buona parte della storia delle circuitazioni a valvole, del loro “sound”, di portarsi quindi a casa più apparecchi contemporaneamente. Ma l’esperienza e il solo buon senso mi dicono che realizzazioni di questo tipo non portano, inevitabilmente, a risultati “estremi”. Questo è un ampli che fa bene tutto, ma non eccelle. Bada bene, si parla sempre di una realizzazione che, per costo, fattura e prestazioni, eccelle e come.

 

A chi è rivolto

Queste considerazioni, lungi dallo sminuire il valore del progetto e dell’apparecchio, portano quindi a dei buoni, semplici e solidi “consigli per gli acquisti”. Dovete solo sapere cosa state acquistando, insomma.

Il Sonus Mirus 40 e – presumo – anche il suo fratello maggiore 50, sono apparecchi rivolti a chi ha più di un paio di diffusori. A chi è ai primi passi e vuole fare esperienza, una gran bella esperienza. A chi cerca un apparecchio costruito praticamente senza compromessi e in grado di “introdurre all’ascolto” delle principali differenze delle circuitazioni valvolari. A chi ruota diverse casse nel proprio impianto, anche solo per prova o dimostrazione. A chi vuole ottenere risultati d’ascolto puristi senza usare equalizzatori, banditi dalla CIA, la Convenzione Internazionale Audiofila. A chi vuole ottenere ottimi risultati d’ascolto senza usare i cavi come equalizzatori, pessima abitudine audiofila.

Il Mirus è un ampli non adatto a chi ha già sentito tutto, a chi cerca un apparecchio estremo per prestazioni assolute, spesso però molto impegnative.

In questo senso è un primo ampli per chi voglia fare esperienza di ascolto, per chi vuole “stupirsi con effetti speciali”, l’ampli unico per chi vuole iniziarsi al fascino delle valvole, oppure… il secondo ampli per chi ne ha già uno di livello assoluto/superiore.

Chi quindi ha voglia o bisogno di dimostrare diversi tipi di diffusori, dal modulo non particolarmente contorto e di efficienza media/medio-alta, e di sentire “l’effetto che fa” pilotarli con molti ampli diversi riuniti paradossalmente in un solo apparecchio, troverà nel Mirus un insostituibile strumento di lavoro e piacere. Praticamente unico.

 

 

Timbrica | estensione in frequenza, capacità di riproduzione fedele dello strumento e delle sue armoniche

L’apparecchio è ben selettivo, anche se non in maniera estrema. Naturale e piacevole sono termini che si ripetono nel mio taccuino degli ascolti.

 

Dinamica | micro (dettaglio) e macro (assoluta), estensione e velocità dei transienti

Dinamica naturale, aggraziata, non particolarmente pronunciata, con quel tipico “velluto” delle migliori valvole, almeno a parer mio.

 

Immagine | ambiente, trasparenza, scena, piani sonori, palcoscenico virtuale, senso di presenza, risoluzione

Come detto, cambia fortemente in funzione della circuitazione adottata. A voi la scelta, compatibilmente con i diffusori da pilotare.

 

Tonalità | impostazione generale dell’apparecchio, se presente o caratteristica: ad esempio calda, fredda, virata, ambrata, lucida, opaca…

Molto dipende dalle valvole. Ho provato l’ampli con due set diversi, KT77 ed EL34, e personalmente preferisco le seconde. Il sound dell’apparecchio mi sembra comunque virato leggermente sul caldo, ma non opaco.

 

Emozione | capacità di coinvolgimento emotivo, molto dipendente dagli accoppiamenti, parametro assolutamente anarchico e personale

Con diffusori veloci e dal modulo compiacente il Mirus dà il meglio di sé. Questo parametro dipende quindi anche in questo caso dalla configurazione in cui state ascoltando l’ampli, la più adatta alle casse in prova. In generale però si tratta di un ampli valvolare che tende a restare un gradino sotto la sorpresa, forse anche per questo sempre piacevole.

 

Costruzione e imballo | Nel suo genere, ineccepibile la prima. Un solido standard di doppi cartoni e imballaggi plastici la seconda.

 

Rapporto prestazioni/prezzo | Se vi piace sperimentare suoni e divertirvi a sentirne le differenze il rapporto è altissimo, praticamente senza concorrenti.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Potenza massima erogata su 4 e 8 ohm: 2x40W ultralineare, 2x21W triodo

Risposta in frequenza: 20Hz-30kHz ±0,5dB

Sensibilità d’ingresso per la massima potenza: 220mV ultralineare, 160mV triodo

THD: Max 0,3% 440Hz

Uscite: 4 e 8 ohm

Impedenza d’ingresso: 100Kohm

Valvole impiegate: EL34, KT77 o 6CA7 x 4; ECC99 x 2; e ECC803S/12AX7 x 2

Tensione di alimentazione: 115V 60Hz, 230V 50Hz

Potenza assorbita: <300W

Fattore di smorzamento: 8-10

Rapporto segnale rumore: 80dB lineare, -92dB pesato A

Ingressi: quattro selezionabili localmente e con telecomando

Volume: potenziometro Alps a motore telecomandato

Controlli: tasso di controreazione variabile e selettore modalità triodo/ultralineare

Dimensioni: 410x410x240mm (LxAxP)

Peso: 28kg

Distributore ufficiale Italia: vendita direttta

Prezzo Italia alla data della recensione: 1.950,00 euro

Sistema utilizzato: al mio impianto

di Giuseppe Castelli
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