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28.07.16
Integrato Electrocompaniet ECI 3

Glass, black and Gold

L’elemento design, nella realizzazione di alcuni apparati Hi-Fi, è una sorta di chiave visiva che permette un riconoscimento immediato. Un macroscopico DNA che al primo impatto ci fa capire cosa abbiamo di fronte e mette in fila i ricordi a esso legati. Non sono moltissimi i marchi che possono vantare questa caratteristica, ma sono certo che molti di voi avranno già iniziato mentalmente a formulare degli esempi. Indubbiamente la Classic Line di Electrocompaniet appartiene a questo piccolo ma significativo gruppo.

Il massiccio frontale di cristallo, i pulsanti color oro e il nero fondale saltuariamente illuminato da qualche lucina blu, a meno di pacchiane imitazioni, non mentono: siamo dalle parti, industrialmente parlando, degli splendidi fiordi di Tau, Norvegia.

 

Suoneranno mai bene questi benedetti transistor?

Io non risponderò all’interrogativo posto, cercate anche voi di non farlo, è una domanda retorica, infida, che potrebbe portarvi in un territorio accidentato e pieno di trabocchetti! Electrocompaniet nasce nel 1972, come detto in Norvegia, a opera di Per Abrahamsen e Svein Erik Børja con una scopo preciso: partendo dagli studi fatti dal Finlandese Dr. Matti Otala della Tampere University of Technology unitamente a Jan Lohstroh, si voleva produrre un amplificatore a transistor che non facesse rimpiangere al pubblico audiofilo le beneamate valvole. Il successo internazionale del Two Channel Audio Power Amplifier, chiamato anche Otala amplifier, diede ragione a progettisti e manager. Insomma, a quanto sembrò all’epoca, si poteva fare!

Electrocompaniet ha perseguito con pervicacia negli anni questa filosofia di base: posso ricordare ad esempio lo splendido progenitore dell’ECI 3, argomento di questo articolo, quell’ECI 1 che tanti cuori audiofili infranse!

A proposito della serie Classic Line, sulle pagine di ReMusic trovate la recensione del preamplificatore EC 4.8, a cura di Roberto Fugito.

 

Tecnicamente parlando

In un periodo dove l'obsolescenza programmata, in particolare delle apparecchiature elettroniche, sembra un’ineluttabile necessità, è bello imbattersi in un amplificatore che resiste da quasi dieci anni nel catalogo del suo costruttore. Sintomo di una serietà progettuale fuori da comune, ma anche del favore che il pubblico audiofilo continua a tributargli. L’opportunità di recensirlo su queste pagine, doverosamente colta dalla nostra redazione, ci permette di dire la nostra su un qualcosa che ormai non è retorica considerare un classico dell'Hi-Fi.

Il massiccio pannello frontale offre un’operatività estremamente semplificata: tasto di accensione e quatto pulsanti detti Navigator, disposti a croce, che sul verticale regolano il volume e sull’orizzontale selezionano i sei ingressi a disposizione, uno dei quali, quello CD, bilanciato con connettori XLR. Il tutto ovviamente segnalato da lucine blu a indicare la fonte del segnale e la posizione del volume. A disposizione per tutte queste operatività un comodo telecomando a infrarossi. Sul versante delle uscite troviamo: ben due tape out, un’uscita pre RCA sbilanciata e una XLR bilanciata e ovviamente i morsetti per i diffusori.

Componentistica di alta qualità e un layout impeccabile fanno di questo integrato un ottimo esempio di elettronica allo stato dell'arte.

L’Electrocompaniet ECI 3 è un amplificatore totalmente accoppiato in corrente continua, con struttura completamente bilanciata. Il controllo del volume è motorizzato e la commutazione degli ingressi è servoassistita da relè. Alimentazione curatissima, con trasformatore toroidale da 550 VA in configurazione Floating Transformer Technology - FTT e filtraggio costituito da ben 40.000 μF. La potenza dichiarata su 8 ohm, ovvero 2 x 70 watt sembra prudenziale, l’impressione è che non manchi mai corrente anche con diffusori ostici per bassa sensibilità e rotazioni dell’impedenza di carico. A tal proposito la casa dichiara che si ha stabilità nell’erogazione sino a 0,5 ohm: un dato di assoluto rilievo.

Raccomandazione inutile e tediosa, ma non posso esimermi: accendete questo ampli almeno un'ora prima degli ascolti, la maggiore qualità espressa vi ricompenserà della pazienza riservatagli.

In medio stat virtus

L’antica locuzione latina, dove la “virtù si trova nel mezzo”, sembra adattarsi alla perfezione alle performance esibite da questo ECI 3. La filosofia progettuale e la realizzazione tecnica, appaiono mirate a un centro bilanciato dove nulla è lasciato al caso, dove in nessun parametro si è voluto esagerare o rischiare. Non ci sono discese profonde, agli inferi delle basse frequenze, pratica che spesso porta a imbarazzanti impasti sonori. Le alte frequenze sono presenti e definite, ma mai squillanti e affaticanti o, peggio ancora, fastidiose. Ma il vero punto di forza sono le medie: il dettaglio percepito in questo settore è veramente spettacolare, tra i migliori ascoltati per definizione e naturalezza. Confesso di non aver mai avuto un ottimo rapporto con la musica digitale, in particolare con il formato CD, ma se c’è una amplificazione che, almeno in parte, mi ha riconciliato con i 16 bit e 44,1 kHz è proprio questo integrato, che nella sua elaborazione musicale riesce ad armonizzare alcune delle carenze tipiche quali l’artificiosità timbrica di alcuni strumenti, pianoforte in primis, e la carenza armonica sulle voci, sia maschili che femminili. Rimane il fatto che, come sempre, gli ascolti più soddisfacenti sono stati fatti con sorgente analogica, giradischi per la precisione, utilizzando un pre phono esterno autocostruito. A tal proposito trovo che sia un vero peccato che un amplificatore di questo livello non sia dotato di un ingresso phono. Sì, lo so, la Electrocompaniet all’interno della Classic Line ne produce uno siglato ECP 2, perfettamente adattabile sia dal punto di vista funzionale che estetico. Ma un integrato di classe, secondo la mia visione, dovrebbe avere anche questa possibilità. Probabilmente l’ECI 3, essendo nato in un periodo nel quale si riteneva improbabile se non impossibile un ritorno del vinile, ha convinto i progettisti che se ne potesse fare a meno.

Veniamo ora alle questioni spinose: a questo punto si inizia a definire un amplificatore “adatto” a determinati generi musicali e a un determinato tipo di clientela e, normalmente, a questo punto a me si manifesta un fastidioso tic alla palpebra e una sorta di prurito sulla schiena. Se c’è un elemento che, secondo la mia esperienza, all’interno di una catena di riproduzione, deve essere manifestamente neutro, è proprio l’amplificatore! Ci pensano già sorgenti, diffusori e ambiente a caratterizzare timbricamente il suono. Detto questo ci tengo a ribadire le buone e in alcuni casi ottime qualità di questo ECI 3, che deve essere, nel caso, una scelta consapevole e ragionata da parte del suo possibile acquirente.

 

Considerazioni finali

Lo vidi, lo ascoltai, me ne innamorai. Per molti questa è stata la storia del rapporto con questo amplificatore, altri hanno preferito bellezze più esoteriche ma, si sa, in fatto di gusti personali non si discute! Da inserire nella lista degli amplificatori che un audiofilo, almeno una volta nella vita, dovrebbe ascoltare.

 

 

Selezione musica ascoltata

Bryce Dessner - St. Carolyn By The Sea; Jonny Greenwood - Suite From There Will Be Blood (LP-2014)

The Chemical Brothers - Born in the Echoes (CD-2015)

David Bowie - Blackstar (LP-2016)

Chris Cornell - Higher Truth (LP-2015)

Cincinnati Pops Orchestra - Orchestral Spectaculars, Erich Kunzel (Telarc CD-2002)

Joe Jackson - Fast Forward (LP-2015)

Leonard Cohen - Popular Problems (HD Tracks 24/96 - 2014)

Roger Waters - Amused To Death (LP-2015)

Mumford & Sons - Wilder Mind (LP-2015)

Pearl Jam - Vitalogy (CD-1994)

 

 

SCHEMA RIEPILOGATIVO:
Voto massimo ✳✳✳✳✳ Spark, le scintille ReMusic

Timbrica: ✳✳✳✳ | Naturale, mai affaticante e con quel pizzico di eufonia che non guasta.

Dinamica: ✳✳✳1/2 | Lontana da qualsiasi artificio ed effetto speciale, si impara ad apprezzarla col tempo.

Dettaglio: ✳✳✳✳ | Eccellente nelle medie frequenze, complessivamente di alto livello.
Trasparenza: ✳✳✳✳ | Come osservare attraverso un cristallo estremamente trasparente e privo di distorsioni, ma del quale avvertiamo la presenza.
Velocità: ✳✳✳1/2 | Una berlina di gran lusso, si viaggia comodi e sicuri, ma quando c’è da spingere sull’acceleratore la risposta non manca.

Immagine: ✳✳✳✳1/2 | Estesa e credibile in tutte le direzioni spaziali.

Costruzione: ✳✳✳✳ 1/2 | Impeccabile, di grande pregio.

Rapporto prezzo prestazioni: ✳✳✳✳ | Giudizio puramente affidato al gusto personale, per alcuni un vero affare per altri meglio rivolgere lo sguardo altrove.

 


Caratteristiche dichiarate dal produttore

Tutte le misure sono state effettuate a 120/240V e 50/60Hz

 

Sezione preamplificatore

Impedenza di ingresso nominale: 330Kohm

Livello massimo di ingresso: >10VRMS

Rumore equivalente in ingresso: <4µV

Sensibilità ingressi sbilanciati: 0,6V

Sensibilità ingresso bilanciato: 0,3V

 

Sezione amplificatore

Impedenza di uscita: <0,01ohm

Corrente massima di picco: >60°

THD misurata a 1KHz metà potenza, 8W: <0,005%

THD misurata a 1KHz -1dB 8W: <0,006

Potenza di uscita nominale: 2x70W su 8ohm - 2x120W su 4ohm - 2x160W su 2ohm

 

Consumo elettrico in assenza di segnale: 70W

Dimensioni: 483x115x410mm LxAxP

Peso: 12kg

Distributore ufficiale Italia: al sito de Il Tempio Esoterico

Prezzo Italia alla data della recensione: 3.350,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Mauro Cittadini

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Electrocompaniet ECI 3
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