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10.09.12
Intervista Extreme Audio
Leonardo Speakers

In occasione della visita presso Extreme Audio e del secondo articolo di ascolto ReMusic dedicato ai Leonardo Speakers, abbiamo rivolto qualche domanda ad Aldo Zaninello, debordante deus ex machina di Extreme Audio, e Daniele Coen, progettista principale degli stessi Leonardo Speakers, i due imprenditori del settore che hanno portato a questo risultato così significativo.

 

Domanda: Un nuovo progetto, una nuova tecnologia: come mai tale scelta, diversa da quelle finora utilizzate per i diffusori di Extreme Audio?

Aldo Zaninello, Extreme Audio: Beh, è vero, sembra tutto molto diverso dai tradizionali progetti Extreme Audio incentrati su tweeter di Heil, Görlich o ceramici ultra veloci e woofer coerenti per velocità e decadimenti temporali… tutto nel rispetto di timbrica e senso di realismo, ma nella sostanza la tradizione è rispettata nel senso che il progetto Leonardo mi ha affascinato perché è quanto di più coerente, musicale, esteso e facile da pilotare che mi è capitato di sentire.

Per crescere credo siano necessari pochi preconcetti o sovrastrutture di pensiero, l’obiettivo era quello di presentare nel 2012 un prodotto nuovo, esclusivo e affascinante, al top del nostro catalogo.

Abbracciare una tecnologia e un progetto così diversi per Extreme Audio ci aveva non poco preoccupati. Ma l’amore per la musica, la ricerca continua del piacere d’ascolto con coerenza, dinamica ed estensione, ci ha guidati e trascinati in questo progetto. Quando è iniziato? Due anni fa, tramite amici comuni, io e l’Ing. Daniele Coen ci incontrammo a casa sua ad ascoltare un diffusore non tradizionale e curioso… ”Mi piace” gli dissi “sa di suono vero… perché non proviamo a…?” Il trip per le modifiche e le elaborazioni era partito immediatamente. Avevamo iniziato la collaborazione e lo sviluppo delle Leonardo! L’Ing. Coen lavorava già da vent’anni su tali tecnologie. Entrambi avevamo qualcosa da dare all’altro per completare il lavoro. Abbiamo accettato e iniziato un percorso affascinante di collaborazione e scambio di esperienze alla ricerca del risultato assoluto. Con aspirazioni e prospettive in grande. Per superare i normali limiti e problemi che hanno finora segnato tali tecnologie. E tutto questo con l'obiettivo di arrivare all’anniversario del decimo anno di Extreme Audio con un prodotto nuovo e forse rivoluzionario, da inserire nel catalogo dei nostri suoni più rappresentativi.

 

Domanda: Il Leonardo è un diffusore a dipolo, cosa lo differenzia dagli altri ribbon?

Aldo Zaninello: Qui lascio la parola a Daniele, che meglio può spiegare tutte le differenze…

Daniele Coen, Leonardo Speakers: Differenze… Innanzitutto il risultato sonico, la sensibilità ottenuta e l’estensione in frequenza. Tutto ottenuto tramite la “coerenza” tra l'emissione del woofer nastro-planare e quella del mid-tweeter, ribbon, con la notevole capacità dinamica in bassa frequenza, fino ai limiti delle frequenze udibili.

Però, per capirci meglio, conviene partire dalle mie prime esperienze sugli altoparlanti a nastro. Ho iniziato a progettarli più di venti anni or sono e dal 1994 ho progettato per l’allora RES Audio, gli Sky1, e successivamente gli Sky2. Quei progetti si distinguevano per una vivida dinamica nella gamma alta e medio-alta, un senso di realismo assoluto, sia timbrico che spaziale… Ma non era facile accoppiarli con i driver tradizionali, per quanto high tech fossero… Mancava la coerenza, lo strumento riprodotto iniziava con delle note alte in un modo e finiva con le basse in un altro… Forse si trattava di un problema di miscela tra dipolo in alta frequenza e monopolo in bassa, ma i dipoli che ho realizzato con woofer tradizionali mi hanno dimostrato che era qualcosa d’altro.

La sfida che ho raccolto nella realizzazione delle Leonardo è stata di ottenere un risultato uguale anche nella gamma bassa e medio-bassa. Questo ha permesso appunto di raggiungere quella notevole coerenza di emissione tra le due vie. Il risultato è stato raggiunto dopo tanti esperimenti e grazie all’attenzione a tutti i fattori. Primo fra tutti, l'utilizzo di materiali uguali per le membrane delle due vie, il nastro puro e il nastro-planare, con tecnologia di conformazione il più possibile simile, a meno ovviamente del fattore fisico di forma. Sempre per il raggiungimento della massima coerenza, il campo magnetico del woofer nastro-planare ha la medesima elevata intensità di quello del mid-tweeter a nastro puro. Questo è stato ottenuto grazie a diversi accorgimenti. Alcuni di questi sono oggetto di una domanda di brevetto, altri sono tenuti segreti, come nelle migliori ricette… Infine c'è stato il lungo lavoro di ottimizzazione e messa a punto svolto assieme ad Aldo nell'ultimo anno e mezzo, che ha toccato vari elementi costruttivi e, chiaramente, il filtro, che è uno dei fattori fondamentali che consentono di raggiungere l'equilibrio timbrico, senza il quale non si può parlare di coerenza.

Per quanto riguarda la dinamica in bassa frequenza, sono della massima importanza la messa a punto dei parametri meccanici della grande membrana del woofer e l'ampia escursione, resa possibile dal disegno della struttura magnetica.

Un altro degli aspetti che contribuiscono alla coerenza, che ritengo sia appannaggio di parecchi dipoli a nastro, è che non sono afflitti da problemi di eccessiva direttività, questo significa che la risposta in frequenza della pressione acustica nella direzione di ascolto è pressoché uguale alla risposta in frequenza in qualsiasi altra direzione. Le Leonardo sono quindi ulteriormente meno direttive rispetto ad altri modelli con la stessa tipologia di componenti, proprio grazie al dimensionamento delle membrane e alla frequenza di incrocio di 900Hz. Questo fa si che la posizione di ascolto non sia più una “gabbia immaginaria” entro cui l'audiofilo si chiude in solitario egoismo, ma si espanda a tutto l'ambiente, rendendo possibile il godimento della musica riprodotta in un contesto molto più ampio, “socializzante”.

 

Domanda: Per i Leonardo sono stati utilizzati dei magneti ceramici, perché e quali sono le differenze e i vantaggi?

Daniele Coen: Abbiamo fatto delle simulazioni a elementi finiti e realizzato diversi prototipi con altri materiali magnetici. Il risultato è che i magneti al neodimio consentono una sensibilità leggermente più alta e un peso un po' più basso. Il magnete flessibile o plastoferrite consente maggiore comodità realizzativa, ma ottiene sensibilità decisamente più basse. Il magnete ceramico della migliore qualità, dato che ovviamente ne esistono di diversi, consente di ottenere una maggiore escursione. Si noti che questa è degna di un woofer a corsa lunga, ben 17 mm, ma con un rapporto di peso/dimensione della membrana decisamente facile per il pilotaggio degli ampli. Per quanto riguarda la superficie, il confronto con un woofer a cono tradizionale non è proponibile: per avere una superficie di 0,45 m2 ci vorrebbe un woofer di 76 cm di diametro netto, circa 80 cm di diametro esterno, con una massa mobile di diverse centinaia di grammi… è evidente che il confronto con i pochi grammi della membrana del nastro-planare è perdente fin da principio.

 

Domanda: Quali tipi di problemi avete dovuto superare per garantire queste prestazioni tecniche, intendo la risposta in frequenza estremamente ampia e l'efficienza alta?

Daniele Coen: Per la scelta del materiale della membrana ho fatto tesoro dell'esperienza accumulata negli anni con la costruzione degli altoparlanti a nastro puro. Sono comunque state necessarie diverse prove che hanno coinvolto sia lo spessore che il tipo di poliestere. Per inciso Mylar è un marchio registrato di DuPont, ma il film di poliestere viene prodotto anche da altre aziende, con le più varie caratteristiche d’uso.

Quale sia stato quello scelto ovviamente è uno dei più riservati segreti costruttivi delle Leonardo…

Inoltre la membrana di un nastro-planare o di un nastro puro emette suono perché è coperta in gran parte da conduttori. Questi sono solitamente in lega di alluminio, per ottenere una più alta sensibilità, grazie al buon rapporto tra conducibilità specifica e peso specifico. Chiaramente la scelta del tipo di lega è stata effettuata alla luce delle caratteristiche di resistenza e durevolezza ricercate per i nostri scopi.

In aggiunta a questo conduttore attivo, in un altoparlante a nastro vi sono parecchi metri di conduttori passivi, che servono al suo cablaggio interno, e anche questi hanno una udibile influenza sul suono. Forti dell'esperienza White Gold, abbiamo adottato per questi conduttori il rame puro in configurazione filo litz, ottenendo una superiore estensione in alta frequenza e migliore finezza di grana.

 

Domanda: Come avete ottenuto quell’estensione in basso da un dipolo, senza un carico acustico tradizionale?

Daniele Coen: Qui ci sono serviti anni di pazienza ed esperienze di acustica in ambiente di ascolto e possiamo in modo elementare spiegare che i vari dimensionamenti della struttura, le feritoie, la superficie della membrana e il contributo delle tre variabili sempre presenti in ambiente di ascolto, pavimento/soffitto/parete di fondo, fanno parte del “calcolo di accordo”, per così dire.

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Extreme Audio

Per ulteriori informazioni: Aldo Zaninello, tel. +39.0426.320318

 

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