..
Logo_testata_ReMusic .. .. ..
.. .. ..
.. .. ..
Al meglio non c'è limite
09.03.14
Klipsch Heresy One
Modifiche in corso

Pronunciare il nome Klipsch fa rabbrividire. Possedere una coppia di diffusori Klipsch fa godere.

 

Se poi i diffusori in questione sono due Heresy prima serie del 1972 siamo all’estasi. La prima produzione del marchio, quella su cui il Colonnello Paul metteva direttamente le mani, può annoverare modelli entrati nel mito. Portarsi a casa una Horn o una Belle d’epoca in buone condizioni significa sistemarsi per tutta una vita di ascolti.

 

Le Heresy che ho inserito nel mio impianto da un paio d’anni sono veramente due gioielli: cassa chiusa in legno massello di betulla, crossover essenziali con doppio trasformatore e due condensatori, woofer K-22 da 12’’ con sospensione in tela rossa trattata, midrange a tromba K-55V della Atlas Sound e tweeter a tromba K-77 Electrovoice, rigorosamente in alnico.

Con un’amplificazione adeguata il risultato è garantito: la musica scorre con estrema naturalezza e forte impatto emotivo. Questo non sottintende che le Heresy siano perfette. Sono, al contrario, frutto di un progetto di compromesso, teso a mantenere salvi i caratteri e gli standard qualitativi Klipsch in una versione di diffusori rivolta ad un mercato economicamente accessibile. Ovviamente, scendere a compromesso equivale a mortificare qualche parametro. Nel caso in questione vuol dire, seppure in un contesto armonico e timbrico di eccellenza assoluta, un basso leggero, un medio non autoritario e un alto con qualche difetto di raffinatezza.

 

Cosa si può fare per tentare di rimediare a ciò? La prima idea è stata quella di predisporre le Heresy per la biamplificazione e di separare le linee basse da quelle medio-alte. Al fine di rinforzare e ampliare il basso, ho pensato di riservare il cabinet originale al solo woofer, così da recuperare litri di aria in cui l’altoparlante potesse liberarsi ed esprimere le sue enormi potenzialità. I driver a tromba, quindi, sono stati estratti e fissati su un telaio esterno in massello di iroko, senza pareti laterali, al riparo da onde stazionarie e risonanze.

 

Nella stessa struttura aperta, disaccoppiata e soprastante il diffusore, ho collocato i crossover, che non sono gli originali, bensì i nuovi modelli costruiti da Bob Crites. Il cablaggio primigenio è stato completamente sostituito con cavi Western Electric di sezione varia. I terminali sono stati sostituiti e integrati per il bi-amping. Anche i supporti dedicati sono stati costruiti in massello di iroko, in modo da preservare il profilo estetico del complesso e individuare la giusta altezza dei componenti.

 

Non essendo un tecnico non ho assolutamente tenuto in considerazione eventuali misure e curve, ma ho fondato la bontà del progetto esclusivamente sull'ascolto confidando sul mio udito e il mio gusto sonoro.

 

Il risultato è sorprendente.

 

La scena acustica ha esploso la sua tridimensionalità, il basso è energico e profondo, talmente esteso che sto ancora sperimentando alcune soluzioni per un maggiore controllo. Il medio è coerente e preciso, mentre l’alto ha perso l’asprezza iniziale in favore di una maggiore delicatezza. Il telaio superiore, libero di ruotare, consente di tarare un’angolazione fine dei medio-alti rispetto al corpo del diffusore e al punto di ascolto.

 

Le foto in sequenza testimoniano tutti i passaggi costruttivi che sono stati effettuati per la realizzazione del disegno.



Appendice | Klipsch Heresy One modificate

e super tweeter Sopranino ENIGMAcoustics


Il progetto di modifica delle mie Klipsch Heresy ha avuto un fortunato ulteriore implemento, costituito dai supertweeter Sopranino ENIGMAcoustics. Il Direttore Roberto Rocchi ne ha approfonditamente parlato in questo recente articolo esaltandone le doti fino a mettere in guardia l’eventuale acquirente da possibile dipendenza. Ebbene, confermo in toto le conclusioni di Roberto: i Sopranino sono qualcosa di straordinario! Mai ascoltato un componente incidere in maniera così eclatante sulla resa e la qualità di un set Hi-End. A un paio di mesi dal loro inserimento nel mio impianto, sono pronto a rilasciare una dichiarazione convinta: non potrò più farne a meno.

 

Guardate le foto, sono incredibilmente belli!

 

Il progetto non è terminato. Il prossimo step sarà orientato a disaccoppiare ulteriormente il telaio superiore delle Klipsch dal cabinet del woofer, a mezzo dell’innesto di un cuscino d’aria tra le due strutture.

 

Chiunque fosse interessato a un ascolto può contattarmi alla nostra email.

 

 

Per ulteriori info:

al sito Klipsch

al sito ENIGMAcoustics

..