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Visite e interviste
08.10.14
La musica prima dell'audio

Qualche tempo fa il Direttore Maximo Giuseppe Castelli, in uno stato perpetuo di meningi in ebollizione, mi prospettò l’opportunità di una visita presso gli stabilimenti Zingali Acoustics di Aprilia. Fui entusiasta della proposta, non fosse altro per il fatto che si profilava finalmente l’occasione di colmare una lacuna, ovvero l’indolenza di aver spesso pensato, ma, ahimè, mai realizzato, sebbene vivessi a pochi chilometri di distanza, di occuparmi di una realtà vivida, indipendente e creativa dell’universo audio internazionale, sulla breccia da trent’anni circa.

 

Nel 1986 l’azienda avvia una fervida attività di progettazione e produzione di diffusori destinata al settore professionale e agli studi di registrazione, espandendola, dopo pochi anni, a quello dell’alta fedeltà senza compromessi, grazie al supporto di approfonditi studi e sperimentazioni nel campo dell’elettroacustica, approdati alla creazione di quello che può considerarsi a pieno titolo, tra gli ottantacinque (85) modelli del catalogo, il vessillo aziendale: il sistema di riproduzione a tromba Omniray.

 

La curiosità e l’eccitazione andavano crescendo dentro di me, anche perché avevo già avuto l’anticipazione che non si sarebbe trattato di una visita ordinaria… Tipo quelle che si fanno abitualmente presso i costruttori per una chiacchierata intorno al mondo dell’audio o per avere in anteprima informazioni sull’ultimo prodotto da lanciare sul mercato… Un pomeriggio di pochi giorni fa, quindi, appuntamento con i Direttori Castelli e Rocchi davanti all’ingresso dell’azienda, situata in via delle Industrie, nella zona industriale di Aprilia.

 

Giuseppe Zingali ci accoglie con garbo negli ampi ambienti del suo Quartier Generale e ci fa accomodare nel cuore della sala espositiva, tappezzata da pareti e moquette rosso fuoco, circondati da decine di coppie di diffusori, alcuni esteticamente interessanti, taluni bellissimi, altri ancora da considerare come pregiatissime sculture di essenze lignee dalle linee morbide e tondeggianti. Passeggiando tra queste, proprio con la stessa composta concentrazione con cui ci si atteggia visitando una mostra di quadri o un museo, il Castelli e io abbiamo giocato a individuare quale modello ci saremmo portati volentieri a casa. Se i nostri desideri si fossero potuti realizzare, non avremmo certo avuto contrasti, visti i gusti diametralmente in opposizione... Il colloquio con Giuseppe (Zingali, intrigante la coincidenza che fossimo in tre ad avere lo stesso nome) ha fatto emergere un evidente disincanto nei confronti del mondo dell’Alta Fedeltà e delle rispettive componenti, fossero esse umane, divulgative o commerciali, con l’aggravante delle ripercussioni derivate da una condizione di crisi globale come quella attualmente in corso. Emblematici gli aneddoti con cui ci ha raccontato delle recenti esperienze, come quelle del Monaco Hi-End. Proprio in questo scenario di macerie e oscurità, ecco l’idea, la folgorazione, l’epifania. Zingali crede ancora fermamente nel futuro… he has a dream!

 

Visto lo stato di work in progress del progetto, questo micro articolo non nasce con l’intenzione di strappare il velo del riserbo che ancora ne protegge la realizzazione, ma di stimolare la curiosità del lettore e dell’appassionato, lanciando una serie di indizi che ne possano intrigare l’intelletto e la curiosità. Prepariamoci a essere testimoni di un caso di mecenatismo moderno, il cui obiettivo dichiarato sarà l’investimento in cultura, che significa investire nel proprio futuro. La cultura è uno stimolo per la creatività, la quale è il fondamento dell’evoluzione e dell’innovazione, ovvero i pilastri di ogni sviluppo economico e sociale. La cultura è nutrimento per lo sviluppo dello spirito critico e l’acquisizione di una prospettiva di valori concreta e solida, in assenza della quale risulta inibito qualsiasi tentativo di crescita economica. Tutte le imprese, senza distinzione di genere merceologico, dovrebbero avere l’investimento in cultura insito nel proprio DNA. Un mecenate/imprenditore acquista autorevolezza nel momento in cui considera utile ed eticamente legittimo – seppure non necessario – non solo l’eventuale ritorno economico, ma anche il feedback in termini sociali.

 

Zingali si accinge a proclamarsi progenitore di un disegno epocale, fatto di nobiltà intellettuale e professionale, i cui ingredienti saranno il lavoro operoso e l’applicazione, la tecnica, l’acustica, la musica, la registrazione e la riproduzione, finanche l’intrattenimento e l’offerta artistica.

 

Non posso dire di più. ReMusic la troverete orgogliosamente in prima fila nel raccontare e sostenere le fasi del progetto, con l’intento di accompagnarlo fino all’apoteosi conclusiva. Non dovete fare altro che seguirci. Per ora vi svelo il suo nome: Omniray Recording Theatre.

 

alla seconda parte dell'articolo

 

 

Per ulteriori info: al sito Zingali Acoustics

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