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Meccanica e convertitore
Musical Fidelity M1CDT e M1DAC

07.10.2012..

Marchio notoriamente inglese e leggenda vivente del mercato, negli ultimi anni Musical Fidelity ha prodotto apparati molto interessanti. Con i suoi trent’anni di esperienza audio e l’utilizzo delle ultime innovazioni tecniche costruttive, è azienda in grado di offrire al mondo hi-fi apparecchi con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Sulla Timeline ufficiale Musical Fidelity potete riscoprire il gran numero di prodotti di questo marchio che hanno segnato il tempo dell’hi-fi mondiale.

 

Per questa prova abbiamo un due telai digitale composto da meccanica e convertitore denominati M1CDT e M1DAC. Le due elettroniche giungono a casa mia dentro altrettanti cartoni dal peso di 3.5/4 kg l’uno, ben protette e imbustate con cura.

Iniziamo a scoprire l’M1CDT, prezzo di listino di circa 745 euro. L’M1CDT è una meccanica che meglio si interfaccia con l’M1DAC, insieme formano un duo di assoluto pregio se confrontato al prezzo pagato. Questa meccanica è in grado di leggere svariati formati quali CD, CDDA, CD-R, CD-RW e dotata anche di funzione CD Text.

Frontale dal design semplice, ma con tutti i comandi ben messi sotto la fessura di inserimento del CD. La meccanica è infatti del tipo a trascinamento, cosa insolita per un apparecchio dalle prestazioni elevate. L’illuminazione del display è chiara, ben visibile e mai fastidiosa nemmeno durante gli ascolti notturni. Anche le serigrafie di colore bianco sul frontale nero sono ben leggibili. Dicevamo della linea semplice del frontale con i soli tasti essenziali e niente più: accensione, play/pausa, stop, i due tasti di avanzamento e arretramento traccia, espulsione disco e fessura per l’infrarosso per il comando a distanza.

Basta? Siamo su un prodotto inglese, che volete di più.

Il frontale satinato e ruvido al tatto, ma anche anti-impronte per i maniaci della pezzetta sempre pronta, ma soprattutto anti-graffi accidentali. Il mobile è appoggiato su piedoni che sanno di stabilità e robustezza, come l’intero mobile costruito con lamiere spesse e inerti ai colpi.

La parte posteriore presenta la vaschetta di alimentazione IEC per i 220V, connettore ottico TosLink digitale S/PDIF, connettore coassiale RCA digitale S/PDIF e una inusuale uscita AES/EBU digitale bilanciata, oltre ai soliti RCA di linea. Davvero varia la possibilità di interfacciamento.

 

Dando uno sguardo all’interno, appena tolto il pesante coperchio, si nota da subito la meccanica di lettura, posta appena sotto la scheda di controllo e la sezione di alimentazione. Quest’ultima è molto ben curata, composta da sette sezioni separate con sistema di filtraggio di rete realizzato da un doppio filtro. Cablaggio ridotto al minimo e quel poco ben ordinato.

Nella confezione è compreso un telecomando per comandare la meccanica a distanza e un cordone di alimentazione. Cordone che all’occorrenza può essere sostituito con qualcosa di più pregiato. Personalmente ho condotto la prova con il cavo in dotazione.

Meccanica veloce nella ricerca dei brani e al controllo in fase iniziale delle tracce presenti sul CD, mai in errore durante le varie prove ma anche silenziosa, il che non guasta per ascolti notturni.

 

Il convertitore M1DAC, come dicevamo, ottimo per la coppia con la meccanica M1CDT, è a prima vista un apparato relativamente convenzionale, ma non fatevi ingannare dal suo aspetto British, al suo interno nasconde particolarità originali.

Iniziamo con il dire che con poco più di 520 euro ci si porta a casa un DAC davvero unico e ben suonante per la fascia di prezzo, frutto di più di venti anni di esperienza maturata con ottimi risultati.

Nel pannello posteriore possiamo vedere i quattro ingressi digitali: XLR bilanciato AES/EBU ingresso digitale, RCA coassiale S/PDIF 32-192 kbps 16-24 bit stereo PCM, connettore ottico TosLink 32-96 kbps 16-24 bit stereo PCM e USB tipo “B” per computer asincrono, una novità rispetto al modello precedente, che permette una interfacciabilità a 360° dell’apparato, potendo quindi ascoltare la musica da PC o Mac in modo da poter godere il catalogo dei titoli. La scansione dal computer è resa con musicalità senza compromettere o mortificare i normali parametri di ascolto hi-fi.

Per completare l’analisi dell’interno, mi preme sottolineare l’apposito circuito di alimentazione di alta qualità alimentato da un trasformatore R-Core per una maggiore immunità al rumore.

 

Acceso, l’M1DAC indica con led color blu la velocità del segnale in ingresso a 32KHz, 44.1KHz, 48Khz, 88KHz, 92KHz, 192KHz.

Altra serie di LED impilati verticalmente sul lato destro, posti sopra a un interruttore a pulsante che permette di selezionare il segnale in ingresso. Per terminare la descrizione del pannello frontale, il solito interruttore di alimentazione e un indicatore con LED verde di upsampling a 192 KHz.

La conversione digitale/analogica è affidata a una coppia di Burr-Brown DSD1796 utilizzati in modo differenziale per assicurare un tappeto di rumore il più basso possibile. A monte di tale conversione troviamo una coppia, sempre della Burr-Brown, di SRC4392 sample rate converter. Tutti i segnali in entrata vengono sovracampionati a 24-bit/192KHz prima della conversione, in modo da trasferire fuori dalla banda udibile eventuali rumori.

Il mobile, solido e ben curato, offre un ottimo smorzamento alle vibrazioni. I piedini in alluminio donano un aspetto di alta classe, le scritte sono ben leggibili e la componentistica di qualità. PCB ben realizzata e pulizia interna nei cablaggi, insomma massima cura anche nei particolari e nulla è lasciato al caso.

 

Anche il suono è ben curato. L’M1DAC ha un carattere piacevolmente aperto e molto dinamico, rende facile l’ascolto e altrettanto facilmente riesce ad affascinare.

Frequenze basse armoniose e agili, le medie chiare ed espressive che catturano il suono e lo restituiscono senza alterare la timbrica. Anche le alte sono sottili e pungenti quando se ne ha bisogno, ma senza esagerare.

In sostanza un DAC piacevole, energico e coinvolgente, che offre una varietà di ingressi e che può interfacciarsi con svariate meccaniche o PC.

Proprio con quest’ultimo ho iniziato la prova d’ascolto. Acceso e collegato con il mio portatile Sony Vaio pennetta USB M2Tech con cavo digitale di collegamento, sono andato a spulciare qualche brano nel mio HD.

Il setup utilizzato è il solito con i due ampli mono con le 211 alternati al piccolino in classe D e diffusori Glas’t, due vie in sospensione pneumatica che utilizzo come riferimento.

Il suono dell’impianto così composto è risultato molto gradevole e la scena sonora molto ampia. Ho subito messo a dura prova l’ascolto andando a pescare il brano The Ozone Percussion Group che fa parte dell'album realizzato dalla Manger, Musik wie von einem anderen Stern, in pratica un disco test. Traccia 14, molto energica, in grado di mettere a dura prova il sistema audio con una varietà di suoni, percussioni e campanelli tali da mettere a nudo i limiti dei componenti utilizzati. In sostanza un brano test severo e di sicuro riferimento. Ho tentato di alzare il volume e per un attimo l’ho fatto, grandi botte di grancassa… ma conoscendo alla perfezione i limiti del mio impianto sono tornato al volume che di solito utilizzo.

Come secondo brano ho scelto una voce femminile, quella di Diana Krall con il brano Just The Way You Are dall’album Live in Paris. Davvero notevole sentire cantare questa artista! Poi l’ascolto si è prolungato lungo l’intero CD visto che gli impegni di famiglia me lo permettevano. L'M1DAC risulta più raffinato, se lo si confronta al mio V-DAC della stessa casa costruttrice, ma anche più dettagliato, gestisce meglio i passaggi più complessi, c'è più respiro e la scena è più aperta, i timbri sono più naturali e il basso è rotondo senza essere secco. Le voci hanno più spessore e sono più naturali. Forse il merito è frutto della migliore alimentazione utilizzata in questo DAC.

 

Le prove si sono susseguite e i brani ascoltati restituivano sempre il sound giusto, in una giornata gradevolmente musicale e libera.

Era venuta l’ora di attaccare anche la meccanica e passare all’ascolto dei dischetti argentati. Fin qui si era andati di liquida.

Questa volta la scelta dei brani è ricaduta su un famoso gruppo degli anni ‘70. Parliamo di quello che è stato il gruppo più ricco di stili africani e afro americani, in particolare jazz e R&B, gli Earth, Wind & Fire.

Devo ringraziare un amico per avermi fatto scoprire questo meraviglioso gruppo, li ascoltava praticamente dodici ore al giorno ritmando la musica sul volante della sua auto.

Utilizzando brani più noti e che hanno reso celebre questa band, come Sing a Song, Fantasy, Can’t Hide Love, ma anche un CD raccolta, ho iniziato l’ascolto. Negli anni ho collezionato tutta la discografia di questo gruppo.

Mi sono immediatamente ritrovato nel mezzo di quei party afro americani anni ’70, con pantaloni a zampa di elefante dai colori più variopinti e capelli a cespuglio, tipico stile di quegli anni.

I ritmi erano forti ed emozionanti, pieni di energia che l’accoppiata Musical Fidelity riuscivano a restituire senza sforzo alcuno. Così ho finito la prova ritmando sul tavolo che mi era vicino, un po’ come il mio vecchio amico nella sua R5 Parisienne!

 

L’M1CDT unito all’M1DAC formano un due telai davvero di pregio a un costo vantaggioso considerando la versatilità del DAC e la qualità della meccanica. Se poi ci aggiungiamo anche l’unità M1CLiC, universal digital commander, è possibile gestire la musica sia in formato digitale che analogico tramite il modulo M1ViNL pre Phono MM/MC . Si possono posizionare affiancati o impilati magari anche distanti: il risultato non cambia.

Anche queste elettroniche purtroppo hanno preso il volo e hanno lasciato un vuoto nel mio mobile in attesa di riempirlo.

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore:

M1CDT

Uscite: una linea RCA, una coassiale RCA digitale S/PDIF, una ottica TosLink digitale S/PDIF, una XLR AES/EBU bilanciata digitale

Dimensioni: 220x100x300mm (LxAxP)

Peso: 3,5/4kg senza imballo/confezionato

M1DAC

Jitter: <12 picosecondi picco a picco

THD + rumore: <0.0025% 10Hz-20kHz

Risposta in frequenza: +0, -1dB, 5Hz-100 kHz

Ingressi: un XLR bilanciato AES/EBU digitale, un RCA coassiale S/PDIF 32-192 kbps e 16-24 bit stereo PCM, un ottico TosLink 32-96 kbps e 16-24 bit stereo PCM, un USB tipo “B” per PC/PDA da 16-24 bit e 32-96 kbps determinati dal file fonte/impostazioni computer

Uscite: una linea RCA phono, una linea XLR bilanciata

Dimensioni: 220x100x300mm (LxAxP)

Peso: 3,4kg/4,1kg senza imballo/confezionato

Distributore ufficiale Italia: al sito SO

Prezzo Italia alla data della recensione: M1CDT 745,00 euro, M1DAC 525,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Gianluca Polidoro

 
di Gianluca Polidoro
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