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Correnti sonore
28.05.11
Non chiamateci rivista

Mi sono sempre domandato come avrei voluto che fosse una rivista hi-fi.
Non deve essere una rivista! Ma una tavola imbandita, perfettamente in ordine e opulenta dove vengono serviti prelibati primi piatti, sontuosi secondi piatti e contorni succulenti, vino nobile e pane fragrante e delicato, frutta profumata e dolci da leccarsi le dita.
Gli italiani a tavola d’altronde sono sempre molto esigenti.
Quindi questa non è una rivista, ma è un sito web, cioè un luogo di ritrovo, una tavola imbandita dove l’appassionato può saziarsi di foto e di informazioni (purtroppo mai esaustive) circa gli oggetti del nostro desiderio: le apparecchiature audio.
Eccomi allora ad affrontare questa sfida, tentare di dar vita a una favola, cercare di soddisfare la sete di esperienze e conoscenze degli amanti della musica riprodotta nel miglior modo possibile. In quest’avventura mi aiuteranno un gruppo di amici e appassionati, alcuni alla prima esperienza altri invece hanno già collaborato in passato o collaborano con varie testate giornalistiche cartacee e web.


Da dove cominciare? Ma naturalmente dalla fine.
Si, perché il mio pensiero base è che non esistono apparecchiature che suonano male. Esistono invece apparecchiature che devono essere messe nelle condizioni di suonare al meglio, di essere studiate e capite, di essere curate e assecondate nelle loro esigenze spesso estreme. Tutto questo fa parte di un percorso; io vi parlerò e vi racconterò proprio di questo percorso, di come sono riuscito a tirare fuori il meglio dall’apparecchiatura oggetto della mia disamina. Lo farò con parole chiare e dirette, al limite dell’asciuttezza descrittiva, nel tentativo di offrire un concentrato di informazioni e spiegazioni. Insomma, una filosofia contro corrente ed un taglio giornalistico nuovo rispetto a quelli attuali che prevedono l’impiego di un mare di parole per dire… niente.
Se c’è una cosa che tenterò di evitare nel modo più assoluto sarà quella di cadere nella banalità.
Sono convinto che la mediocrità non porti da nessuna parte e non faccia bene a nessuno, né ai costruttori, né agli operatori e non serve agli appassionati che sono quelli che dovranno spendere il loro denaro per la loro (nostra) passione. Se necessario sarò quindi inclemente, sarà doloroso nel breve periodo, ma pagante per tutti nel lungo periodo.
Sarà mia cura offrire un servizio gratuito a tutti coloro che verranno a visitarci, perché il web è gratuito e perché questo è il modo migliore per essere liberi.
Grande impegno sarà prodotto per curare la versione in lingua inglese e cinese, in modo da informare un vasto pubblico mondiale.
Grande speranza è quella di riuscire ad offrire anche una versione in russo e in arabo per raggiungere un numero maggiore di appassionati.
Il mio divertimento sarà anche il vostro. La mia sete di conoscenza sarà fonte di sollievo per chi ci seguirà. Il mio bagaglio di esperienze arricchirà anche il vostro, e la mia voglia di godere della musica farà godere anche voi!
Lo so, è sicuramente una folle sfida, ma senza sfide proprio non riesco a vivere.

Due parole sul suono
Due grandi artisti come il compianto Miles Davis e il grande Dizzy Gillespie cercavano il loro “suono”. Pur utilizzando lo stesso strumento i due artisti hanno alla fine hanno scelto un determinato tipo di tromba, così Miles con la sua tromba quasi sempre con sordina, e Dizzy con quella rivolta verso l’alto.
Nella musica rock è molto riconoscibile il suono dei Dire Straits o di Sting o dei Led Zeppelin tanto che possono essere riconosciuti anche ad un ascolto del tutto superficiale e veloce perché il loro suono è caratteristico ed inconfondibile. Per non parlare della musica classica e l’uso che i compositori fanno e hanno fatto dell’orchestra, sul numero e la composizione degli strumenti.
Insomma, io penso che ogni artista abbia in mente un determinato suono e che tenda a ricrearlo utilizzando ciò che ha a disposizione: musica e strumenti. Allora mi piace pensare che, anche per noi audiofili, valga lo stesso ragionamento: ognuno di noi ha nella testa un suono che vuole raggiungere assemblando un sistema audio in grado di riprodurlo così come è nella mente. Mi auguro fortemente che ogni audiofilo abbia ben in mente il proprio suono, se non altro si parte da un dato certo, anche se si tratta solamente di un’idea.
In troppe occasioni mi trovo a ragionare con amici e appassionati che non sanno ciò che vogliono e che spesso ricercano un “miglioramento” del proprio sistema audio senza però avere nessuna idea del possibile risultato finale, senza avere nessuna idea su ciò che vogliono raggiungere.
Chiarissimo è l’obiettivo finale: informare nel miglior modo possibile gli appassionati di tutto il mondo, suggerire la migliore musica da ascoltare e come ascoltarla al meglio.

Un’ultima cosa
Senza il lavoro dei tecnici e dei progettisti non ci sarebbe nessun sistema audio. Ricordiamolo! Spesso però gli stessi tecnici tendono a non dare nessuna importanza alla prova d’ascolto.
Io credo inoltre che la psicoacustica, cioè la scienza che studia il modo in cui il nostro cervello elabora i segnali che giungono alle nostre orecchie, intervenga in modo fortemente soggettivo sulle sensazioni d’ascolto e soprattutto che, alla fine, sia proprio l’ascolto che porti a scegliere l' apparecchio e determini il livello qualitativo di un sistema audio, a prescindere dal costo o dal grado di tecnologia impiegata. Ecco perché, sicuramente, sarà la prova d'ascolto ad essere messa in maggiore evidenza e, quando possibile, sarà affiancata dai dati tecnici o valutazioni sulle scelte tecniche adottate dai costruttori.
Grazie per la pazienza e buon divertimento.

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