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Pre phono Audiozen Mantra Special Edition

23.12.2011..

E siamo inevitabilmente a trattare di analogico. Inevitabilmente perché appartengo allo sparuto gruppo di matti che non si è mai “liberato” della sua collezione di LP e che anzi continua a incrementarla e a fruirne con parecchio costrutto, nonostante le innumerevoli attenzioni per i settaggi, per la pulizia e la manutenzione dei vinili e le scomodità che questo comporta.

In particolare qui si tratta del pre phono Audiozen Mantra Special Edition solo per testine MM o MC ad alta uscita. Audiozen è una ditta siciliana di recente costituzione, sconosciuta ai più e di cui io stesso non avevo mai sentito parlare prima di questa esperienza, ma della cui esistenza sono ora decisamente contento. Ma andiamo per ordine, ogni cosa per gradi.

 

Estetica e funzionalità

Lo SE è una versione “migliorata” del pre phono base, oggetto quest’ultimo dal costo ben inferiore alla metà di quello qui recensito. Solo 399,00 contro gli altri 899,00 a listino, a voler evidentemente significare l’estensione e la qualità degli interventi migliorativi. Tali interventi comprendono la configurazione Full Dual Mono con due trasformatori di alimentazione racchiusi in un telaio separato e due schede di alimentazione a bassissimo ripple, vari componenti elettronici migliorati, connettore di terra dorato e uno chassis totalmente in alluminio con frontale nero da un cm di spessore.

 

 

Sul lato estetico/funzionale non c’è tantissimo da dire: configurazione a due telai con alimentatore separato, compatto, resinato al suo interno, munito di presa IEC e connesso al contenitore per le elettroniche da un cavo di circa un metro munito di attacco quadripolare. Detto contenitore è sul davanti dotato di due luci led blu, decisamente intense, che indicano il funzionamento dei due canali. Sul pannello posteriore si notano input e output RCA, attacco ground dorato, connettore per l’ingresso dell’alimentazione, un interruttore on/off a levetta. Inferiormente tre minuscoli piedini gommosi. Il tutto dotato di buona ergonomia e praticità, gradevole alla vista pur senza memorabili particolari di design. Peraltro, nessuna possibilità di regolazione.

Proverò ad analizzare il suono che esce da questa macchina per quello che sento e per le emozioni che riesce a darmi. In sintonia, spero, con quella filosofia “esoterica” che traspare dalle note presenti sul sito dell’azienda costruttrice, il cui nome è già un programma. Eh, già, qui si adoperano a piene mani termini propri di diverse filosofie/religioni orientali e dunque qui mi trovo piuttosto a mio agio, avendo personalmente trascorso un paio d’anni di vita in Giappone, con brevi puntate anche in altri Paesi asiatici.

E allora come va questo Mantra SE? Beh, qualche cosa me la sono già lasciata sfuggire. Sono molto favorevolmente impressionato. Da quando dimora nel mio impianto casalingo, sento decisamente più LP che altre sorgenti e sto mettendo alla frusta il fido nonnetto Thorens TD160, vecchio ma tutto in tiro sui suoi egregi piedini Polipods e con i suoi settaggi millimetrici, ormai conosciuti a menadito. E la fida Ortofon OMB, per me ottima testina MM, grandemente beneficiata da uno stilo ellittico non originale che vi si accoppia a meraviglia, sonicamente parlando.

Ebbene, questo perché, ed è un ottimo segno, mi si è ridestata la voglia, generata dal pre phono Audiozen presente ora nella mia catena di riproduzione, di riascoltare almeno i pezzi più significativi della mia collezione vinilica. Viaggiando indietro nel tempo fino ad arrivare al Fabio Barbato quindicenne con i primi LP autonomamente scelti e acquistati e ancora fruibili. Per la cronaca Simon & Garfunkel, Greatest Hits, con le loro intonatissime voci e chitarre e le loro atmosfere molto americane, oltre a Santana, Abraxas, un magico capolavoro di ritmo e fusion ben noto a tutti. Oggi, ormai cinquantaquattrenne, sono molto più smaliziato ed esperienziato, come direbbe Jimi, ma rimpiango la freschezza e la responsività agli stimoli di allora e il tempo, lunghissimo rispetto agli standard attuali, dedicato all’ascolto di ogni singolo album. Il Mantra Special Edition, in sinergia con il sistema attuale, mi ci riporta, non so bene come, vicino.

 

Impressioni di utilizzo e ascolto

Già, direte voi, ma il suono? Un gran bel suono. Da ascoltare per ore senza stancarsi. Pulito, caldo, avvolgente, potente, definito. Con nuove scoperte di parole o frasi (che sia l’effetto mantra?!) precedentemente date per incomprensibili. Dipanante, quindi. Energico, con contrasti dinamici realistici e un bel senso del ritmo. Naturale, con timbriche semplicemente giuste e le varie gamme di frequenza ben equilibrate fra loro, con bassi profondi e materici. Con un’ottima immagine, ben estesa anche in profondità nelle incisioni che ne sono dotate. Roba da far sparire le casse e non solo se “si chiudono gli occhi” ;-)

A suo agio anche con le grandi orchestre e nei passaggi più impegnativi. Ad esempio, la famosa registrazione del Triplo Concerto del divino Ludwig Van Beethoven, eseguito dal trio stellare Oistrach, Rostropovich e Svjatoslav Richter, diretti da Karajan, in cui gli strumenti solisti si rincorrono mantenendo la loro collocazione spaziale sempre ben definita. O nel trionfo barocco della suite in Re maggiore di Bach di Karl Richter, con le sue trombe smaglianti e prepotenti. Come pure nel peculiare sound del Joe Jackson di Night and Day, raffinato e curatissimo a livello di incisione e tuttavia anche estremamente coinvolgente, soprattutto nei ritmi più scatenati. O nei fiati e nelle corde, esotici ed evocativi di altri modi di stare insieme, lontani assai da quelli odierni, dei virtuosi Inti Illimani. Provato anche nel contesto dell’impianto “garage”, con gira Thorens TD165 e testina MM Nagaoka JT555, l’oggetto conferma tutte le sue virtù, pur con un diverso equilibrio timbrico complessivo, dalla gamma bassa un po’ meno materica e profonda e una presenza e brillantezza maggiore. Come del resto atteso vista anche la influenza in questo senso delle Magneplanar MMG.

 

Suggerimenti e attenzioni

Pecche? Non me ne vengono in mente di evidenti, se non forse i led un po’ troppo intensi e il prezzo, che fa scontrare l’Audiozen con una concorrenza parecchio agguerrita e variegata, dai nomi blasonati e qualificati del pari di Lehmann, Trichord, Clearaudio, Creek, Graham Slee e altro, spesso dotata di maggiore flessibilità, ovvero di entrate anche MC e di svariate regolazioni di carico/impedenza. Fatto questo non necessariamente negativo: in teoria meno funzioni = meno componenti = maggiore qualità, anche se rimangono escluse le testine MC, recuperabili con la spesa aggiuntiva di uno step up. Consigli: attenzione come al solito alla fase e al cavo di alimentazione, possibilmente neutro e trasparente; cavi di segnale altrettanto.

Per lo zen conta la purezza, l’immediatezza dell’atto, il non pensarci due volte, ma anche la concentrazione assoluta su quanto si fa. E questo si può in qualche modo ritrovare nel Mantra SE. L’occasione per sentirlo può non essere facilissima da trovare, ma vi consiglio di industriarvi se interessati alla categoria dell’oggetto, oltretutto italianissimo nonostante i forti effluvi orientali. Non rispondo per possibili colpi di fulmine…

 

Selezione musica ascoltata (LP)

Simon & Garfunkel, Greatest Hits, CBS

Santana, Abraxas, CBS

Bach, Suite n.3 in Re maggiore, dir. Richter, Orchestra Bach di Monaco, DG

Beethoven, Triplo Concerto, dir. Karajan, Berliner Philharmoniker, EMI

Joe Jackson, Night and Day, A&M Records

Inti Illimani, Canto de pueblos andinos, I dischi dello Zodiaco

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Impedenza d'ingresso: 47.000 Ω (100 pF)

Impedenza d'uscita: < 600 Ω

Rete RIAA: passiva calcolata seguendo i parametri della Audio Engineering Society

Guadagno: 38 dB

Sensibilità: 4 mV

Dimensioni: 233x43x175 mm (LxAxP)

Peso: 1,3 Kg

Distributore Italia: vendita diretta, al sito Audiozen

Prezzo di listino Italia alla data della recensione: 899,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Fabio "Perplesso" Barbato

 

 

DIRITTO DI REPLICA | LA PAROLA AL PRODUTTORE
Buongiorno, grazie per essere riusciti ad inserire la recensione sul sito proprio il giorno prima di Natale: è stato tra i regali più graditi!
Il recensore ha percepito oltremodo bene il mio approccio all'audio e quindi la mia filosofia costruttiva, relegando gli aspetti meramente tecnici (dove comunque nulla è lasciato al caso e lo stesso cablaggio interno è formato da cavi in rame puro di adeguata sezione) quasi in secondo piano, per dare invece spazio al piacere dell'ascolto. Almeno questa è la sensazione che ho percepito e quella che, in fondo, più mi soddisfa.
Complimenti quindi, sia per il taglio editoriale del sito e sia per la scelta dei collaboratori!
Antonino Pistone, Audiozen
28/12/2011

 
di Fabio Barbato
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