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Pre phono Sugden A21SE
Phono Stage Two

06.02.2014..

Ormai il processo è irreversibile, con buona pace degli amici digitalisti. L’analogico continua nell’opera di riconquista dei territori da cui aveva troppo frettolosamente abdicato. Le aziende di alta fedeltà mostrano di averlo capito. Anche la Sugden, che non ha mai orientato la propria produzione verso supporti dedicati alla lettura del vinile, sembra aver cominciato a curare questo settore. Siamo ancora allo stato embrionale, certo, ma le elettroniche che dominano il catalogo britannico si confermano una vera delizia, fascinose e ben suonanti. In lista, entra con discrezione un preamplificatore phono interessante, dal costo budget, con un piccolo corredo di caratteristiche tecnico/costruttive al confine con la fascia di appartenenza appena superiore. Sto parlando dell’A21SE Phono Stage Two, che rappresenta un’evoluzione del modello Stage One, il quale era stato progettato per essere accoppiato all’amplificatore integrato A21SE, da cui traeva alimentazione a mezzo di un cavo specifico in collegamento con una scheda a bassa tensione collocata sul pannello posteriore. Il Phono Stage Two costituisce un sostanziale progresso rispetto al predecessore, in quanto dotato di alimentazione separata, che ne riduce le interferenze e la rumorosità.

 

Si presenta con un design a doppio box, di dimensioni veramente compatte, una linea essenziale e sobria, oltre a una consistente solidità. I due contenitori gemelli non sono stati concepiti per apparire. Al contrario consentono un collocamento agevole anche negli spazi reconditi di mobiletti carichi di apparecchiature. La dotazione viene completata con un cavo di alimentazione economico, un cavo di raccordo per la fornitura di energia e una chiave Allen M3 utile alla rimozione dei coperchi, ognuno dei quali è assicurato da quattro viti. L’alimentatore accoglie, sul pannello posteriore, la vaschetta IEC, l’interruttore di accensione e, sul frontalino, un led azzurro oltre al connettore di uscita per il cavo di congiunzione. La scheda interna è perfettamente duale, con una coppia per ogni tipologia di componente: fusibili, condensatori di filtro da 3300 mF ciascuno, transistor e un trasformatore della A.M. Transformers LTD., made in U.K., incapsulato in un robusto contenitore. Del box phono solo il pannello posteriore è occupato da una coppia di ingressi e una di uscite RCA, dal terminale di massa e dall’innesto del cavetto che trasferisce i VA necessari alla funzionalità dello stadio di elevazione del segnale analogico. Il circuito è totalmente discreto, sintonico a un ingresso dual-fet, il quale, accordato con operazionali Burr-Brown INA 217 84 W 1 XXB e OPA 2064 AP 66 W 1 F98, consente di ottenere livelli di distorsione molto bassi a fronte di una buona reazione dinamica.

 

Pur se lillipuziano, l’A21SE Stage Two è tutt’altro che rigido nella funzionalità, poiché accetta sia testine MM che MC, anche a bassa uscita, con diverse possibilità di settaggio. Sul ventre del piccolo chassis sono indicati i valori ottenibili servendosi dei jumper in dotazione. L’ingresso MM è il classico 47 K. L’ingresso MC si può regolare su tre posizioni di carico: low output, 100 ohm e 470 ohm. Direi che abbiamo a disposizione un segmento entro i cui limiti si possono far suonare parecchie testine. La sensibile attenzione riposta sui fattori di silenziosità e dinamica ha riscontro in un rapporto segnale/rumore maggiore di 64 dB e un guadagno, non specificato, che potrebbe attestarsi appena sotto la soglia dei 40 dB, con una sensibilità di uscita pari a 350 mV. Conosciamo tutti, ahimè, l’effetto ingannevole delle misure di laboratorio rispetto alle reali prestazioni di un’elettronica. Accade con macchine di rango top, figuriamoci in componenti pollicino come il nostro. Risulta molto più utile affidarsi alla natura, ovvero all’orecchio e alla propria sensibilità percettiva.

 

La maneggevolezza mi ha consentito di sottoporre il Sugden A21 SE a una prova nomade, nel senso che ho cercato la collaborazione di alcuni amici, i quali si sono resi disponibili al suo innesto nei rispettivi impianti, qualitativamente progressivi. In generale, pur se con risultati variabili nel dettaglio, il piccolo pre non ha mai veramente mostrato la forza di poter elevare la sostanza di catene hi-fi già mediocri, mentre ha risposto positivamente quando è stato collegato a set di alto livello, quasi traendo stimoli dalle iniezioni di qualità elettroacustiche che i relativi componenti dispensavano a profusione. Ho registrato un comportamento molto accondiscendente con elettroniche di classe, quasi a voler assecondare positivamente tutta la qualità del segnale che riceveva, salvo poi adagiarsi nelle occasioni in cui avrebbe dovuto rivestire il ruolo di trascinatore quando accoppiato a impianti meno nobili. A livello timbrico l’A21SE S2 si esprime nella modalità che viene propriamente definita British Sound, di cui abbiamo parlato contestualmente alle prove dei prodotti Onix. Suono morbido, gradevole, molto avvolgente, orientato più a un’idea di complessivo che di particolare. Nessuno dei parametri sonori classici, come micro e macro dinamica, scena, tridimensionalità, naturalezza etc., mi hanno mai fatto sobbalzare sulla poltrona. Devo però onestamente confessare che non ho accusato alcuna fatica d’ascolto, finanche a rasentare qualche piacevole sensazione di coerenza musicale ascoltando, questa volta sul mio impianto, una Clearaudio Stradivari V2 settata a 470 ohm. Meno gradimento ha avuto l’utilizzo della Koetsu Rosewood, la quale, caratterizzata da valori di bassa impedenza, ha bisogno di un patrimonio più esigente di interfacciamenti.

 

Il phono Sugden si ritaglia un posto in una fascia di valore molto inflazionata, dove la presenza numerosa di modelli porta in seno il rischio alto di omologazione. Il suono analogico autentico, almeno quello che alloggia nella mia testa, non si fa certo con un paio di operazionali e un’alimentazione appena curata. L’A21SE acquista un senso e una dimensione come completamento di un impianto orbitante intorno a un amplificatore integrato moderno privo di stadio phono, o come strumento per apprezzare quelle piccole quote di supporti in vinile spesso presenti nelle discoteche casalinghe. Situazioni, insomma, che sarebbero sufficientemente coerenti con un esborso tutto sommato contenuto. Poi, si sa, l’appetito vien mangiando…

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Ingressi: MM, MC e LTVS power

Uscite: linea, valore fisso

Regolazione del guadagno: selezione interna MM-MC

Regolazione del carico: interno per MC a 100 e 400ohm. MM carico fisso a 47Kohm

Terminale di massa a vite

Alimentatore esterno

Sensibilità d’ingresso: MM 3.0mV, MC 0.15mV

Uscita: 350mV

Risposta in frequenza: 20Hz-20KHz +/-1.5dB

Rapporto segnale/rumore: >64dB

Peso: 2kg imballato

Dimensioni: Phono 140x60x 77mm (LxAxP) - Alimentatore 140x60x77mm (LxAxP)

 

Distributore ufficiale Italia: al sito de Il Tempio Esoterico

Prezzo di listino Italia alla data della recensione: 790,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Giuseppe "MinGius" Trotto

di Giuseppe Trotto
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