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Preampli e finali mono Albarry Music AP11 e M608

21.12.2016..
Albarry Music AP11 e M608

Black metal and red plastic

Mi piace iniziare questa nuova esperienza di ascolto partendo, come ho già fatto in passato, dal design dell’apparecchio in prova. Qualcuno potrebbe obiettare che, in buona sostanza, questo sia l’elemento meno importante: "sì, è bello ma come suona? Quanto costa? Affidabilità?". Una cosa è certa, ci troviamo ancora una volta di fronte a degli oggetti immediatamente riconoscibili, almeno per chi abbia un poco di esperienza nel mondo dell’alta fedeltà. Un’alternanza di nero metallo e rosso plexiglass trasparente che ci porta diretti alla britannica Albarry Music e ai suoi AP11 e M08. Ora è chiaro che i gusti sono gusti o, come ben dicevano i padri latini, de gustibus non est disputandum. Il rischio che soluzioni estetiche di questo tipo trovino giudizi antitetici da parte degli appassionati è alto, ma rimane il fatto che basta dargli uno sguardo per individuarne la provenienza e questo, in un periodo di altissima omologazione stilistica, non è cosa trascurabile.

Poco ci importa delle goliardiche e cattivelle definizioni che hanno affibbiato nel tempo a queste elettroniche, in particolare mi riferisco ai finali monoblock, come “scatole da scarpe” o “caramellone”. Magari c’era un po’ di invidia, o forse… è la vecchia storia morale della volpe e l’uva!

 

NdR - In passato si è spesso paragonato affettuosamente gli apparecchi Albarry alle caramelle Rossana, dato che l'estetica dei loro cabinet ricorda l'incarto della caramella Perugina

 

Albarry Music nasce alla fine degli anni ’70 nel Nord-Est dell’Inghilterra come piccola realtà artigianale. Il naming dell’azienda prende letteralmente spunto dall’unione dei nomi dei due fondatori e proprietari: Albert Henshaw e Barry Wood. Negli anni riesce a fidelizzare un numero sempre crescente di clienti pienamente soddisfatti del suono di queste originali amplificazioni. Le critiche della stampa specializzata sono state spesso più che positive e attualmente si trova distribuito in molti paesi nel mondo.

 

Tecnicamente parlando

Quanti telai separati deve avere un’amplificazione di alto livello? Il rischio tangibile è che questa domanda, forse un po’ retorica, si presti a una miriade di risposte diverse, tante quante sono e saranno le diverse filosofie costruttive nonché, le inossidabili convinzioni personali. Certo, avere delle alimentazioni completamente separate tra le varie componenti e ulteriormente divise per canale, è teoricamente un pregio: maggior separazione stereo tra i canali, abbassamento dei disturbi derivati dall’interazione elettromagnetica, migliore ottimizzazione di carichi di corrente. Al contempo qualche malizioso potrebbe obiettare che il segnale, nel caso dei componenti separati, è costretto a tragitti più lunghi dovuti agli inevitabili cavi di collegamento tra il preamplificatore e il finale di potenza. Rischiando così, un certo livello di degrado. Possibile anche una riflessione meno tecnica, in merito all’ingombro maggiore o minore delle apparecchiature da collocare in un ambiente domestico. Certamente anche il sottoscritto ha i suoi punti di vista sulla questione, ma in questo ambito deve prevalere il giudizio complessivo sulla qualità del prodotto: uno, tre o dieci pezzi non importa, cerchiamo di capire come sono fatti questi Albarry Music e come suonano. Tanto per iniziare, non suonano! Siete un po’ sconcertati da questa mia affermazione? Niente paura, a tutto c’è una spiegazione, come sempre condivisibile o meno. Silenzio assoluto, nessun pur lieve ronzio o fruscio: ovviamente mi riferisco alla condizione dove nessun segnale è presente all’ingresso selezionato, anche ruotando la manopola del volume verso il massimo. In particolare è l’ingresso phono, il più critico per eccellenza, a mostrare dati di estrema silenziosità. Il primo segreto per raggiungere questa condizione è la cura certosina delle alimentazioni: sia nel preamplificatore che nei due finali i trasformatori sono più che ben dimensionati, il layout impeccabile e i componenti di qualità. In ciascuno dei finali mono il filtraggio della corrente continua è affidato a due condensatori elettrolitici della Kemet da 22.000 μF ciascuno. Più di una volta, nei miei articoli e nelle interminabili discussioni tecniche con gli appassionati di elettronica a bassa frequenza, mi sono speso per una posizione ben precisa: non è il tipo di componente attivo a decretare il successo di una amplificazione, ma la validità del progetto e come questo viene messo in pratica. Quindi nessun tuffo al cuore e nessuna pur minima indignazione nello scoprire che il nostro preamplificatore AP11 è basato sull’utilizzo, sapiente, di amplificatori operazionali. Ma non basta, non si tratta di chip alla moda e con prezzi esorbitanti, ma di classicissimi TL071 - TL072 della Texas Instruments, operazionali a basso rumore con I/O MOSFET di lunghissima tradizione e utilizzo nel mondo professionale. Per quanto riguarda i finali ci troviamo di fronte a una classica configurazione in classe AB, push-pull a transistor con capacità di raddoppio della potenza tra 8 e 4 ohm di carico. Originale e comoda la soluzione di porre sul retro dei finali un pulsante di reset per il ripristino in caso di intervento delle protezioni di sovraccarico.

Una piccola nota: il nostro preamplificatore e i due finali monofonici sono dotati di cavi di alimentazione. Non mi sono sembrati particolarmente “esoterici”, hanno la terminazione per il connettore IEC da inserire nelle vaschette poste sul retro dei tre apparati e non sono dotate di spina. La Albarry Music ci suggerisce di completarli con quella idonea alle nostre prese, che come si sa, sono tra le cose meno standardizzate al mondo. Ecco accontentati anche i tifosi del “connettore da gioielleria”, che si potranno sbizzarrire nella scelta del più luccicante e tecnologicamente innovativo del momento. Il mio personalissimo consiglio è quello di non esagerare: quando l’alimentazione è fatta bene è sufficiente del materiale di buona qualità perché tutto fili liscio.

 

Nel Dettaglio

Il preamplificatore AP11 appare essenziale nelle forme e nei comandi, facilmente collocabile in ambiente grazie alla profondità veramente ridotta: 193 mm compresa la sporgenza delle due manopole del volume e della selezione degli ingressi. Sull’alternanza del nero alluminio e del plexiglass rosso trasparente ci siamo già soffermati, i led rossi che indicano l'accensione sono interni e creano una scenografica e calda luminescenza ben avvertibile in condizioni di bassa luce ambientale.

Completa e ben studiata la composizione degli ingressi: CD con gain moderato pari a 4,5 dB quindi adatto alle sorgenti digitali con livello di uscita alto – cioè linea Aux, Tuner  e Tape – con gain pari a 15 dB e MM Phono. Le uscite sono Tape Out per utilizzare un eventuale registratore e naturalmente Pre Out per collegare i finali.

Stessa scenografica presenza di rossa luminescenza per i finali M608, sul retro troviamo: l'ingresso del segnale dal preamplificatore – Line In, i morsetti delle casse che accettano filo spellato e banana plug per 4-8 ohms, il pulsante di Reset detto in precedenza e per finire la vaschetta IEC di alimentazione dotata di fusibile.

 

Ascolti

Una ventina di ore lasciate trascorrere in ascolti distratti, tanto per far girare e riscaldare un po’ il sistema: qualcuno parla di “rodaggio”, a me questo termine fa sorridere, ricorda troppo le automobili anni ’70/’80 e qualche film comico che ne ha ben stigmatizzato la fenomenologia. Nei successivi e sicuramente più attenti ascolti, ho notato, come quasi sempre oserei dire, che un periodo di riscaldamento compreso tra i trenta minuti e l’ora sicuramente permette alle amplificazioni di esprimersi al meglio. La prima nota di plauso – ma se utilizzassi il termine “eccellenza” non mi sentirei di esagerare – va alla silenziosità del sistema, come detto, in assenza di segnale. Nessun timore reverenziale nel pilotare diffusori “difficili” come le mie vecchie B&W 802, i 60 W su 8 ohm dei due mono, che sulla carta potrebbero sembrare pochi per diffusori molto ostici, sono in questo caso realmente sufficienti per volumi sonori da denuncia condominiale. Ovviamente tutto questo senza avvertire distorsione alcuna, né mostrare la corda nei transienti dinamici più ripidi. Arrivati a questo punto, con un’espressione molto poco tecnica, potrei svincolarmi e dire: è veramente tutto al posto giusto! Voci splendidamente riprodotte, alte frequenze cristalline e mai affaticanti e in basso un ottimo controllo.

Se proprio devo trovargli un difettuccio, lieve ma avvertito, è nella velocità o per meglio dire nel timing. Mi è capitato di ascoltare apparati migliori in questo parametro, ma quasi sempre timbricamente meno raffinati.

Forse avere tutto, ma proprio tutto da una singola amplificazione è quasi impossibile. Negli Albarry c’è tanto, quel tanto che serve per un ascolto di classe e con la massima soddisfazione.

Arriva dunque il momento, oserei dire topico, dove in tutte le recensioni che si rispettino, sia che si tratti di sorgenti, amplificazioni o diffusori, viene indicato uno o più generi musicali di “elezione”. A mio modesto parere, se il livello qualitativo della catena di riproduzione e la sinergia dei singoli componenti è alto, questi problemi non dovremmo porceli. Dalla acustica, passando per il pieno orchestrale, virando verso il rock duro o l’elettronica dovremmo essere sempre soddisfatti. Gli apparati in prova non fanno eccezione a questa mia personalissima visione, ascoltateci pure la vostra musica preferita, qualunque essa sia!

Per concludere vorrei rinnovare i mie complimenti alla bontà dell’ingresso phono MM, indubbiamente il più utilizzato dal sottoscritto per condurre questa prova di ascolto. Cari "vinilisti", io vi ho avvertito! Dimenticavo: per chi avesse bisogno di un pre phono per testine MC, Albarry ne produce un modello denominato MCA11, ovviamente stilisticamente in linea.

 

Considerazioni finali

Una raccomandazione: se il design dei prodotti Albarry Music vi lascia un pochino interdetti o se state pensando "OK, però non saprei come collocarli/disporli nel mio ambiente", trovate il modo di ascoltarli: improvvisamente l'estetica non sarà più un problema e come per magia vi ricorderete che sì, spostando un pochino quelle cose là, anche nel vostro ambiente ci vanno che è una meraviglia!

 

 

N.d.R. Gli Albarry sono apparecchi molto bensuonanti, di ottimo rapporto qualità/prezzo e praticamente immutati nel tempo. La scomparsa di Neil Burnett, il progettista Albarry, già da anni non più attivo in azienda, è purtroppo dell'ottobre del 2016. Tutto ciò renderà secondo noi questi apparecchi storici molto ambiti e di valore nel lungo periodo, sia nell'usato che nel NOS - New Old Stock.

 

 

Selezione musica ascoltata

A Perfect Circle - Mer de Noms (LP- 2000)

Agnes Obel - Citizen Of Glass (LP-2016)

Alice in Chains - MTV Unplugged (LP-1996)

David Bowie - Blackstar (LP-2016)

Chris Cornell - Higher Truth (LP-2015)

Cincinnati Pops Orchestra - Orchestral Spectaculars, Erich Kunzel (Telarc CD-2002)

Kaleo - AB (LP-2016)

Igor Stravinsky - The Firebird and The Rite Of Spring - Royal Concertgebouw Orchestra (SACD-2008)

Peter Gabriel - Up (LP-2016)

Radiohead - A Moon Shaped Pool (LP-2016)

Regina Spektor - Remember Us to Life (LP-2016)

Roger Waters - Amused To Death (LP-2015)

 

 

SCHEMA RIEPILOGATIVO
Voto massimo ✳✳✳✳✳ Spark, le scintille ReMusic

Timbrica: ✳✳✳✳ 1/2 | Naturale, mai affaticante, ricca in tutte le sue componenti, eccellenti le voci, sia maschili che femminili.

Dinamica: ✳✳✳✳ | Se c'è nella registrazione, vi verrà restituita senza problemi.

Dettaglio: ✳✳✳✳1/2 | Ottimo in tutto il range delle frequenze riprodotte.
Trasparenza: ✳✳✳✳1/2 | Niente si nasconde e non ci sono veli da togliere.
Velocità: ✳✳✳1/2 | Non sempre al massimo.

Immagine: ✳✳✳✳1/2 | Estesa e realistica in tutte le direzioni spaziali.

Costruzione: ✳✳✳✳ 1/2 | Impeccabile, di grande pregio, peculiare nelle forme e nei colori.

Rapporto prestazioni/prezzo: ✳✳✳✳ | La qualità c'è tutta sia nella costruzione che nelle prestazioni, il costo è alto ma si tratta di apparati indubbiamente di classe.



Caratteristiche dichiarate dal produttore

 

Preampli AP11

Distorsione di linea: migliore dello 0,0008%

Risposta in frequenza di linea: 5Hz-150Khz

Sensibilità ingresso phono MM: 0dB - 2mV

Accuratezza RIAA: 0,2dB

Tempo di salita: migliore di 20V μ/sec

Guadagno CD: +4,5dB

Guadagno degli altri ingressi linea: +15dB

Dimensioni: 440x75x158mm LxAxP +35mm per la manopola del volume

 

Finale mono M608

Potenza di uscita: 60W su 8 ohm a 18dBW
Risposta in frequenza: 2Hz-110KHz
Fattore di smorzamento: >500
Impedenza di ingresso: 5,1Kohm
Sensibilità di ingresso: 550mV 0dB
Rapporto Segnale/Rumore: >113dB pesato A a 2/3 di potenza
Stadio di uscita protetto in temperatura a 80ºC
Corrente di picco e sovraccarico monitorati da un circuito I/R opto-coupler
Dimensioni: 158x140x265mm LxAxP

Peso: 14kg la coppia

 

 

Distributore ufficiale Italia: al sito de Il tempio Esoterico

Prezzo Italia alla data della recensione: preampli AP11 con Phono MM 3.500,00 euro, finale mono M608 4.500,00 euro la coppia

Sistema utilizzato: all’impianto di Mauro Cittadini


Di qui, alcune immagini del finale mono Albarry Music M608
Di qui, alcune immagini del finale mono Albarry Music M608
Di qui in poi, varie viste del preampli Albarry Music AP11
Di qui in poi, varie viste del preampli Albarry Music AP11
L'AP11 e gli M608 fotoshoppati per l'immagine di copertina
L'AP11 e gli M608 fotoshoppati per l'immagine di copertina
Qui invece l'immagine originale...
Qui invece l'immagine originale...
E la sua versione in
E la sua versione in "notturna", molto suggestiva...
di Mauro Cittadini
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