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Preamplificatore Bartolomeo Aloia Kueyen

17.03.2014..
Aloia Kueyen 1

ReMusic Spark AwardCon una certa emozione mi sono avvicinato alla prova di questo preamplificatore.


I motivi sono semplicemente due: ho finalmente l’opportunità di parlare di un marchio artigianale italiano di prim’ordine, qual è Aloia e, in secondo luogo, nutro per il progettista un sentimento di sincera gratitudine.
Iniziai su riviste specializzate a leggere gli articoli di Bartolomeo Aloia nei primi anni ottanta e, lungi da me dal capirci più di qualcosa, compresi però il sincero e intellettualmente corretto approccio che questo ingegnere aveva nell’affrontare tante questioni tecniche, delle quali nessuno o pochissimi possedevano ben chiari i concetti e, soprattutto, le loro applicazioni pratiche. Mi scuso per aver usato il titolo di ingegnere, cosa che a Bartolomeo Aloia non piace, ma in tempi di dopolavoristi/progettisti io invece lo utilizzo con convinzione.
Il suo stile chiaro ed esplicito, per alcuni fin troppo, di sicuro non tenero con molti “addetti ai lavori”, esprimeva in maniera concreta conoscenza e libertà intellettuale, doti per la verità ancora oggi piuttosto rare nell’ambiente Hi-Fi, anzi a dirla tutta in ogni ambito.
Non ultimo, ha sempre adoperato nei confronti dei cosiddetti “recensori” parole poco inclini all’apprezzamento, per usare un eufemismo, il che, in ciò che sto per fare, suscita in me un pelo di sotterranea e divertita apprensione.


Devo dire che l’oggetto che ci apprestiamo a valutare a quattro mani con Roberto, ci porge un aiuto non secondario per effetto delle sue virtù qualitative a mio parere incontrovertibili.
D’altra parte, invito a trovare qualcuno che almeno in un'occasione abbia ascoltato un Aloia valutandone in negativo le sue prestazioni musicali, perché io non ne conosco alcuno.


Inizieremo con il dire tre cose:

  • che il Kueyen è un prodotto nuovissimo
  • che rappresenta una “umanizzazione” in termini di costi e ingombri del VTPA The Last, il capolavoro di Aloia in tema di preamplificazione
  • che costa decisamente meno di 4.000 euro

L’impegno del costruttore, dunque, si è orientato al contenimento dei costi, salvaguardando quanto più possibile le prestazioni del The Last, che io ricordo semplicemente stratosferiche.
In quel “quanto più possibile” è racchiusa senza dubbio la buona riuscita di questa apparecchiatura, ovviamente tenendo ben a mente che il Kueyen non suona come il The Last per il semplice motivo che, in caso contrario, quest’ultimo sarebbe un preamplificatore mal progettato, il che non è.
La realizzazione del Kueyen è del tutto analoga a quella del modello maggiore, a testimonianza del fatto che Aloia è oramai giunto a una completa maturità progettuale, che decreta l’adozione di solide e convinte scelte maturate nel corso della sua esperienza di molti decenni.
In buona sostanza, per lui un preamplificatore deve essere fatto con un certo schema e con determinati presupposti tecnici da lui ritenuti i migliori. Punto e basta.
La semplificazione, intuibile anche dalla fattura mono telaio dell’oggetto, è essenzialmente riposta nella alimentazione la quale, sebbene conservi uno stadio induttivo, da sempre incrollabile impostazione del progettista, non presenta l’ulteriore e imponente sezione induttiva contenuta nel secondo telaio separato del The Last.


Dal punto di vista strettamente tecnico il Kueyen, avendo condensatori sullo stadio d’uscita e quindi non essendo accoppiato in continua come il The Last, può ragionevolmente “sopportare” una linea di alimentazione meno sofisticata seppure, dal punto di vista assoluto, del tutto pregevole per fattura e prestazioni.
Lo schema di guadagno, realizzato anch’esso con una configurazione totem-pole tanto cara al progettista, annovera in questo caso due valvole 12BH7 di produzione moderna che, considerato il pregio dell’elettronica, consiglio di sostituire con due esemplari NOS. Non so quanto il costruttore condivida questa raccomandazione, ma potrete, prima di fare qualunque sostituzione, consultarlo personalmente, al limite vi dirà di non dare retta a quel cialtrone che ha scritto questa cosa, cioè il sottoscritto.


Ora, parlare di una elettronica Aloia significa, comunque, avere a che fare con un oggetto pensato a dovere, dove nulla è lasciato al caso e dove tutto è frutto di studi e prove realizzati nel corso di una vita. Ha poco senso quindi andare a fare una disamina tecnica la quale, per forza di cose, risulterebbe approssimativa e darebbe poca giustizia a un oggetto decisamente ben realizzato.
Sappiate quindi, che in questo Kueyen tutto ha un senso tecnico, nulla è lasciato al caso e, soprattutto, la qualità dell’oggetto va al di là di ciò che c'è "all'interno".


La realizzazione è di prim’ordine con scelte, anche nella componentistica, di ottimo livello nei punti cruciali dei circuiti, cosa che solo una fattura artigianale può consentire.
Il telaio è del tutto identico al The Last e, quindi, abbiamo una veste estetica priva di fronzoli, cromature e lucine, per privilegiare un aspetto professionale e concreto, seppure decisamente insolito.
Evidenti alcune analogie con il The Last, quali la scheda di servizi che sovrintende l’accensione e la gestione delle varie sezioni circuitali, disposte ognuna su scheda separata, così come alcune funzioni decisamente inusuali in preamplificatori commerciali. In particolare mi riferisco al doppio livello di regolazione del volume, che oltre a prevedere un primo potenziometro del tutto usuale, presenta due ulteriori comandi separati per i due canali.
In sostanza andrà prima regolato un primo comando di volume tradizionale, in riferimento al livello d’uscita della sorgente nonché alla sensibilità del finale. In seguito, per definire il livello d’ascolto finale, si potrà agire sui due potenziometri separati, molto precisi in quanto di tipo lineare.
Voglio dire che questa scelta non mi trova particolarmente d’accordo per due motivi: un potenziometro per quanto buono incide sempre negativamente sulla qualità del segnale musicale, inoltre il tutto a volte appare un po’ macchinoso. Di contro, avremo la possibilità di una regolazione fine più accurata.


Altra particolarità, forse più utile, del Kueyen, è la possibilità di definire il valore della impedenza d’ingresso del collegamento denominato CD, in un range variabile da 10 a 500 Kohm su sette possibili valori. Questo perché Aloia, e come dargli torto, ritiene che gli stadi d’uscita della maggior parte dei lettori CD e DAC ovviamente, siano di scarsa qualità e, dunque, piuttosto sensibili al valore di impedenza che “vedono” all’ingresso del preamplificatore.
Devo dire che dopo alcune prove, il mio Naim si è mostrato decisamente indifferente a tutto ciò, ma non è escluso affatto che altri lettori possano gradire carichi per così dire “personalizzati”, magari alcuni “esoterici” player a tubi con stadio d’uscita anode follower e valori di impedenza ridicolmente alti.
Comunque provare non costa nulla, e anzi per certi aspetti questa funzione offre la possibilità di poter variare, entro un modesto range, le prestazioni finali del vostro sistema.


Dal punto di vista operativo, dunque, il Kueyen si dimostra essere un oggetto per niente banale, con dietro un “pensiero” progettuale ben preciso, delle scelte oculate e sensate ed è costruito con cura e realizzato come solo un oggetto artigianale di qualità può essere realizzato.
Certo non passa inosservato.


Ha le dimensioni grosso modo del mio finale PassLabs e ovviamente, come tutte le elettroniche valvolari, ha bisogno di aria intorno anche se non ha mai raggiunto temperature veramente elevate.
Per tutto l’arco della prova si è mostrato stabile nelle prestazioni, silenzioso e affidabile: ho avuto la netta sensazione di avere a che fare con un oggetto in grado di durare in eterno.

Prova d’ascolto
Esiste, nell’ascolto di musica riprodotta, una sottile linea tra il suono "piacevole" e quello "realistico". Quello "reale" sta sul palco e solo lì. Un limite a volte sfuggente, quasi etereo, nel quale si cela la divisione tra l’ascolto uditivo e quello emozionale.
Purtroppo, sono pochi i preamplificatori che oltrepassano con sicurezza tale limite, poiché la grande maggioranza di essi riesce, nel migliore dei casi, solo a suonare e, sempre purtroppo, nessuno di quelli che possono superare tale limite costa una cifra ragionevole.
Il Kueyen non compie miracoli, ma di sicuro possiede nel suo DNA questa capacità, a volte esplicita altre volte leggermente incompiuta, di oltrepassare la linea, e catapultarci nell’emozione piena.
Il suo carattere è assolutamente limpido, con una rara abilità nel descrivere il cesello della Musica, trasparente e dettagliato, timbricamente credibile seppure intonato a una lieve vena di appuntita apertura sul medio alto la quale, forse, può essere addomesticata da una valvola NOS o un cavo sinergico.
La grana sonora è piuttosto fine, seppure non del tutto impalpabile, e dunque inferiore per qualità ai migliori. Ma già il fatto che il paragone va ai migliori vi dovrebbe far comprendere di quale apparecchio di razza stiamo parlando.


Sorprendente la qualità delle basse frequenze, degna dei migliori preamplificatori a stato solido, potente e molto ben modulata, con il valore aggiunto, appannaggio solo dei valvolari di qualità, dato da un contenuto armonico che non mostra mai un basso monocorde e artificioso, ma sempre tremendamente realistico e solido.


Quello che il Kueyen riesce sempre a rendere magica è, comunque, la riproduzione della voce umana, ricca di armoniche e deliziata da un tocco di raffinata definizione che ne scontorna con grande selettività i particolari umorali e tecnici. Si prova piacere nel riconoscere il rauco grido di Kurt Cobain in Smells like teen spirit oppure il personale modo di esprimere una poesia in dialetto di De Andrè nella splendida Creuza de Mä.
Splendidi poi gli ensemble acustici, sia di musica barocca che moderna, pervasi da una eccellente dose di ariosità e trasparenza, con l'unica lieve criticità nella tromba, che in alcuni frangenti tende sulle note più alte, soprattutto se suonata con la sordina, a essere riprodotta con un eccesso di aggressività o per meglio dire con una caratterizzazione timbrica non del tutto lineare. Stranamente con gli archi ciò avviene meno, con un senso di fluidità musicale degna di nota. Me ne accorgo per esempio con la splendida versione in vinile della ristampa di Chet dove, nel primo brano, una tromba dalla dinamica stratosferica modifica la sua dimensione e l'intensità al variare delle note, cosa che con questa incisione non avviene e, soprattutto, non avviene mai dal vivo.


Ogni pianoforte riprodotto dal Kueyen si avvantaggia di un dettaglio ragguardevole, ma senza che lo stesso perda un grammo del suo contenuto armonico, della ricchezza del timbro. Il medio basso appare molto controllato e scontornato perfettamente dalle frequenze inferiori, come dicevo prima, potenti e dinamiche, con un basso ben modulato sempre trave portante di un tessuto musicale mai scarno o povero.
Con la musica sinfonica, il grande respiro e la collocazione ambientale degli strumentisti è esemplare, non vi sono limiti spaziali se non quelli della incisione e dell'ambiente, con dimensioni ampie e verosimili, con una piena rispondenza tra distanza e dimensioni che percepiamo nei soggetti sonori. Tutto piuttosto preciso, localizzato e facilmente individuabile.


Quello che un po' manca, e dalla magia torniamo al solo ben riprodotto, è la macrodinamica orchestrale, che nei picchi assume un lieve arretramento dinamico, un rallentamento che pare accompagnarsi da un senso di compressione appena accennato.


Considero tale aspetto come forse l'unica piccola pecca di questa elettronica, non tanto come un difetto intrinseco, quanto un parametro non all’altezza dei restanti che si attestano sull’eccellenza.
Ad ogni modo, il senso di realismo che il Kueyen imprime al messaggio musicale è decisamente elevato e in ciò si dimostra per ciò che è: un preamplificatore a tubi di elevata qualità.

Conclusioni
Il Kueyen in casa mia ha prima di tutto mostrato una ottima interfacciabilità, dando l’impressione di essere piuttosto rivelatore di ciò che lo precede e del finale che pilota, cavi compresi.
Ciò mi fa ritenere importante la ricerca di un set di cavi che mostrino buona sinergia, più di altri casi, dove magari alcune elettroniche tendono a suonare in modo pressoché uniforme.
In tutta onestà non riesco ad individuare sul mercato un preamplificatore di questo prezzo che suoni meglio del Kueyen, proprio non ci riesco, sebbene vi siano oggetti in questa categoria che già possono offrire una elevata percentuale del suono che i migliori garantiscono.
Ma il Kueyen possiede personalità e talento, doti che talvolta trascendono il mero aspetto economico di un oggetto.


In poche parole l’Aloia è il classico best buy sul quale si potrà tranquillamente fare affidamento per allestire un impianto di tutto rispetto e che imporrà al possessore un enorme sforzo economico per salire di livello.
Sarà comunque un oggetto affascinante, costruito come un carro armato e, a mio modesto avviso, ulteriormente migliorabile con un set di valvole di pregio.
Non so se il progettista abbia chiamato Kueyen la sua elettronica sapendo che questa parola, in lingua mapuche, significa luna. Certo è che, come la luna, questo preamplificatore Bartolomeo Aloia vi accompagnerà, poetico e rassicurante, in tutti i vostri ascolti, qualunque musica vi piaccia.

P.S. Finisco di scrivere queste righe esattamente il giorno in cui giunge la notizia della scomparsa del grande Lou Reed. In suo onore metto nel Naim Transformer e viaggio beato nei meandri di questo capolavoro moderno, sempre attuale e affascinante. Un ascolto emozionante, per il giorno particolare e forse perché era, per quel misterioso motivo che ti fa dimenticare nello scaffale per un po’ i migliori dischi, molto tempo che non ascoltavo questa opera. Sarà forse il mio stato d’animo nel ricordare l’artista newyorkese in uno splendido concerto che vidi a Bologna, se non ricordo male, nel giugno del 1980, sta di fatto che sprofondo nel divano in una specie di beatitudine un po’ triste e malinconica, a ricordare il tempo che fu.
Solo le nascite e le morti ci raccontano in modo pedissequo il tempo che passa, e solo un ottimo impianto può esaltare i sentimenti intimi che la Musica può suscitarci, come un amico fedele, lui suona, e tu ascolti e magari ti emozioni anche.
Addio Lou.

Caratteristiche dichiarate dal produttore:
Tipologia di apparecchio: preamplificatore linea
Risposta in frequenza:
- risposta propria 10Hz-200kHz (-3dB)
- risposta sulla terminazione di un cavo schermato di 2 metri 10Hz-100kHz (-3dB)
Impedenza di ingresso: settabile nel range 10Kohm-1mohm
Guadagno: 20dB
Sensibilità per 1V out: 100mV
Rapporto S/N: 94dB ref. 1V
Valvole impiegate: 2x12BH7 per canale
Polarizzazione: a diodi led
Alimentazione: cinque stadi, tra i quali stabilizzatore serie, blocco separatore induttivo, stabilizzatore parallelo.
Feedback: assente
Distorsione THD: 0.1% per 1V input
Tipologia distorsione THD: monotonicamente crescente

Distributore ufficiale per l'Italia: Bartolomeo Aloia, Corso Savona, 4 - 10024 Torino (TO) - Tel. 0039 011 644342
Prezzo in Italia alla data della recensione: 3.600,00 euro
Sistema utilizzato: all'impianto di Paolo "Miracolo" Di Marcoberardino

di Paolo Di Marcoberardino
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