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13.12.13
Preamplificatore ForteVita
AudioVisore II | Le precisazioni

A qualche settimana dalla pubblicazione della prova del preampli ForteVita AudioVisore II abbiamo ricevuto un'ulteriore mail di precisazione da parte del costruttore. La cosa ci ha sorpreso perché si trattava di precisazioni... sulle puntualizzazioni da lui stesso compiute! (che potete leggere qui)

 

Tant'è. ReMusic accoglie ben volentieri questo ulteriore apporto, in nome della trasparenza della nostra linea editoriale. Trattandosi quindi di – ripeto – precisazioni del produttore sulle proprie puntualizzazioni mi astengo dall'aggiungere altro. Anche perché lo riterrei inutile, vista la chiarezza delle argomentazioni qui sotto riportate, estremamente comprensibili nel loro intento e precise nel definire ulteriormente la posizione del produttore.

 

Nel bene e nel male.

 

 

 

DIRITTO DI REPLICA | LA PAROLA AL PRODUTTORE

 

 

Precisazioni finali del costruttore J. Fortevita sulla propria stessa replica

 

A seguito della pubblicazione dell’ultimo articolo Preamplificatore ForteVita AudioVisore II | Le repliche Vi saremmo grati se fosse possibile cortesemente inserire alcune fondamentali precisazioni al fine di poter far conoscere ai vostri lettori al meglio la filosofia progettuale e costruttiva di ForteVita.

Citazione dall'articolo: “Ti invio l'interno di un noto preamplificatore – N.d.R. Il Mark Levinson No26L – il cui progettista è stato e rimane per me un esimio maestro. Infatti è da lui che ho imparato il perché di quanto sia deficiente pilotare dei MOSFET utilizzando dei bipolari come driver nello stadio finale.”
Sostituire* il termine “deficiente” inteso nel reale significato etimologico del termine “dēfĭcĕre” con il termine “privo di reale utilità” aggiungendo anche come addendum che per la messa a punto dei nostri prodotti utilizziamo due monitor attivi** che vengono considerati "senza se e senza ma" strumenti da lavoro allo stato dell’arte quali gli ATC SCM 50 ASL, e più recentemente anche i Meyer Sound HD-1 che fanno comunque uso di mosfet negli stati finali. È il risultato che conta!

Vorremmo inoltre precisare che da parte nostra non è stata fatta alcuna citazione della marca del preamplificatore da Voi riportata (ML 26), e quindi chiediamo tale citazione venga rimossa* (la foto è stata allegata semplicemente a titolo esemplificato di un fantastico layout interno).

Citazione dall'articolo: “i numerosi componenti servono probabilmente a correggere gli errori apportati da uno stadio che deve correggere quelli dell'altro e poi ancora quelli del successivo”.
Vi saremmo ancora grati a precisare che tale affermazione non è assolutamente correlata ad alcun prodotto citato nell'articolo e che è stata prodotta nel passato da Nelson Pass parlando di amplificatori a stato solido con elevati tassi di controreazione per diminuire il guadagno complessivo risultante dai molteplici stati dell’amplificatore stesso.

Infine aggiungere se possibile che nella opinione di ForteVita ciascun produttore di elettroniche è pienamente legittimato a perseguire la via e i processi costruttivi più idonei al raggiungimento di un unico fine che è quello di ottenere la miglior riproduzione del segnale audio secondo le proprie metodiche e senza alcun condizionamento, come ad esempio il layout, i materiali, il numero di prodotti/anno, i metri quadri dell'azienda e/o quant'altro. Il contenitore dell'AudioVisore tra l'altro è prodotto in due aziende diverse con macchinari a controllo numerico dal costo di svariate centinaia di migliaia di euro cadauna.

 

 

*N.d.R. Ovviamente, grazie alle vigenti prerogative del diritto all'informazione, nulla di quanto qui chiesto è stato fatto o verrà fatto.

**N.d.R. I diffusori erano già specificati nella gallery immagini dell'articolo stesso.

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