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23.03.15
ReMusic da Gianfranco Pellas

L’uomo è un orso. Ne ha l’aspetto, forte e imponente. Ne ha il comportamento, ruvido e gentile al tempo stesso. Sempre apparentemente affabile, ma anche diretto e pane al pane.

 

L’uomo è un orso, poderoso e tendenzialmente irruento, ed è sempre stato così.

 

Questo, in sintesi, è Gianfranco Pellas, persona di grandi risorse e vita tumultuosa, dai molti e disparati interessi e passatempi, sempre elevati a livello di realizzazioni concrete, condotte e sviluppate con grande profluvio di risorse, tempo e dedizione. Aggiungiamo alla premessa un elenco per difetto di queste passioni: fotografia, subacquea, falegnameria, penne stilografiche, orologeria. E si potrebbe certo continuare. Considerate anche solo che, insieme agli amati figli, pure casa sua è praticamente “autocostruita”… Per i più curiosi, ecco qui il link al sito degli hobby di Gianfranco.

 

In questa sede consideriamo invece che Pellas per noi è soprattutto un grande audiofilo, con una bella esperienza produttiva passata. Molti a questo punto ricorderanno – e giustamente – i prodotti Ikarus Audio. Quell’esperienza è chiusa, con molti bei progetti realizzati e apprezzati. La maggior parte di questi rivive oggi nel lavoro quotidiano e instancabile di Gianfranco stesso, sempre con la testa in cablaggi in aria, valvole insolite e musica assortita.

 

Di riffe o di raffe dal Pellas sono passati, hanno preso o si sono semplicemente ispirati, tanti, forse tutti. Che fossero eminenti penne del settore, primo fra tutti il suo grande amico Gianfranco Maria Binari, o progettisti e costruttori stessi, come Fabio Camorani, Luca Chiomenti, Leonardo Lamberti o Ciro Marzio. N.B. Sia ben chiaro che questa non è né un’accusa né una polemica. Si tratta di una semplice constatazione, del resto incontestabile. Parla solo bene della giovialità e generosità del nostro ospite, della sua voglia di condivisione e amicalità.

 

Le realizzazioni

Come i nostri lettori sapranno, questa tipologia di articoli è fondamentalmente fotografica, in realtà comincia a questo link e prosegue nella gallery sotto al testo. Basti quindi dire qui che Gianfranco predilige l’alta efficienza e i monovia larga banda nei diffusori e le valvole, possibilmente triodi single-ended, nell’amplificazione. Ecco già svelato uno dei suoi pallini. Che scartabelli e rimugini su Amperex, Chatham, Fivre, o Mullard, la voglia è spesso quella di intrigarsi con valvole insolite, poco conosciute, ancora da scoprire. D'altra parte, il mercato è pieno di ampli con le 6550/KT88, ad esempio, e non avrebbe tanto senso commissionarli a uno come lui.

I progetti quindi sono i più semplici possibile, ma non banali. La realizzazione di grande artigianalità, nel senso migliore del termine, da quel Made in Italy di paziente manualità e finitura che fa veramente venire l’acquolina in bocca al resto del mondo.

 

Il suono

In questo tipo di articoli mi interessa suggerire, trasmettere e comunicare il “sound” degli impianti ascoltati. Come fatto, ad esempio, negli altri miei contributi dal titolo che inizia “ReMusic da…” che trovate qui. Premesso questo, devo anche aggiungere che, trattandosi di apparecchi e diffusori estremamente rivelatori ma anche molto diversi l’uno dall’altro per componenti, valvole e altoparlanti, quella che tenteremo qui è una sintesi iperbolica più che un’analisi puntuale.

 

I primi dati parlano di un suono ampio, diretto, esuberante, vitale, eufonico, dal medio corposo e dal timbro complessivo tendente al “caldo”, al vellutato. Dai miei appunti potrebbero saltare fuori le consuete considerazioni riguardanti gli impianti del dittico valvole single-ended più monovia larga banda. Il limite, se di limite si può parlare, in questo caso è dato dalle scelte progettuali stesse, quelle orientate alla tipologia di altoparlante in questione. Una certa attenuazione degli estremi, bassi e acuti, è da mettere in conto. Personalmente credo che persino l’estrema realizzazione attuale dell’altoparlante “alla Lowther”, cioè i Voxativ, risentano di una certa limitazione in tal senso. Come anche di una certa compressione nei pieni sonori, non a caso nelle dimostrazioni Voxativ in giro per il mondo ci viene impedito di alzare il volume… Si tratta del prezzo, e nemmeno esoso, da pagare per avere il vantaggio della vicinanza al messaggio musicale stesso, vantaggio per me invece senza prezzo. Niente filtri, in tutti i sensi, nelle realizzazioni di Gianfranco. Grandissimo il senso di immediatezza, palpabile la vicinanza agli strumenti, debordante la massa sonora. È un suono ad alta efficienza nel senso classico del termine, ma senza l’uso delle trombe, che secondo Gianfranco “strillano” mediamente troppo.

 

Consigli per gli acquisti

A chi è rivolto o a chi si rivolge quindi un costruttore simile? Proprio qui sta uno dei vantaggi del potersi affidare a un vero autocostruttore sul territorio e non a un improvvisato, come addirittura anche certi blasonati e sedicenti marchi sono.
 
In primis uno dei principali corto circuiti del nostro settore è stato dato dal continuo lievitare dei prezzi degli apparecchi e dai costi della nostra passione in genere. Francamente scorrere i listini dei principali brand mondiali fa un po’ accapponare la pelle. In un gruppo di Facebook recentemente un audiofilo faceva giustamente notare che, con l’equivalente monetario di molti apparecchi presenti sul fantastico mercato Hi-Fi, nella vita reale si acquistano auto – e non economiche – se non appartamenti interi…

Con il buon piccolo produttore o autocostruttore locale l’acquisto è invece quasi sempre di ottimo rapporto qualità/prezzo. Nulla contro i marchi e i grandi brand, di loro è fatta la nostra passione. Ma sappiate che l’intero costo di produzione di un articolo – ideazione, ingegnerizzazione, produzione in linea, distribuzione, comunicazione, garanzia, ricambi, servizi post vendita e chi più ne ha più ne metta – non deve superare il dieci per cento (10%) del costo finale, pena l’esclusione dai mercati esteri. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
 
Il secondo grande vantaggio è che, da uno come Gianfranco, potete aspettarvi il “vostro” apparecchio o diffusore. Un prodotto unico e su misura, costruito con eleganza e coinvolgimento, senza stare a contare le ore o il tempo passato a rifinirlo e leccarlo.
 
Siete quindi stanchi dei prodotti “a marchio”? Vi fidate più delle vostre orecchie che del logo sul frontale dell’apparecchio? Siete dotati di una maturità d’ascolto che vi porta lontano dalle mode e dai prodotti da supermercato? E infine vi interessa o lusinga invece potervi permettere un rapporto umano e diretto col costruttore dei vostri apparecchi High-End…
Allora Gianfranco fa per voi. Lui inizia e finisce le cose. Le pensa e le fa. Le affronta con passione e dedizione e non ne esce finché non le ha portate a termine.
In questo senso, il progetto che gli commissionerete sarà veramente il “vostro” progetto, nel senso che sarà per voi e solo per voi, ma condiviso anche "fra di voi": dalle nausee della gravidanza alle sue voglie inattese, fino alle urla di giubilo che porteranno alla sua nascita.
 
Insomma, la persona è squisita, di grande disponibilità e inventiva, determinazione e pazienza. Ho un solo ultimo e saggio consiglio riguardante il Pellas. Fate attenzione a non approfittarvene: l’orso potrebbe risvegliarsi.

 

Addenda in forma di omaggio
Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Anche questo caso conferma il detto. La signora Gabriella, la moglie di Gianfranco, è di quelle persone con la spina dorsale in fibra di carbonio. Del genere mi spezzo ma non mi piego, tanto per capirci. D’altra parte si deve essere di buona pasta – ma altrettanto solida – per assecondare e alimentare le passioni e gli eccessi del Pellas…

Devo a lei una definizione illuminante, che mi consente un approfondimento a tema.

Lamentandosi della pletora di improvvisati e presuntuosi che affollano il mercato di produzioni scarse e senza autoironia, la signora Pellas sentenziava sconsolata che, purtroppo, “tutto suona”.

Nel contesto preciso la frase era assolutamente icastica, una vera mannaiata. Purtroppo – ripeto con Gabriella – molti si affacciano in questo settore accroccando quanto disponibile e purché sia, cioè mettendo insieme i pezzi in modo disordinato, alla meno peggio. “Tutto suona”, nel senso che chiunque voglia allestire un ampli, un paio di casse o un qualsiasi prodotto audio e voglia spacciarlo per Hi-Fi, se non High-End, può farlo facilmente. E spesso lo fa. Il “come” lo fa spiega la differenza tra un buon prodotto/

produttore e un bidone/bidonista.

Bisogna precisare che è un diritto di tutti essere sul mercato. Crederci. Investire. Buttarsi. Ma di fronte a, che so, preamplificatori composti da un paio di componenti di risulta, per giunta mal montati, che non vuoi farmi vedere aperti se no scopro la banalità della cosa, proposti a cifre volutamente esagerate, tanto per accalappiarmi, e spacciati per i migliori del mondo anche da “guru de noantri” senza scrupoli professionali o vergogna personale, ce ne corre.
Tra la vera azienda, con dipendenti e produzione reale, e il singolo autocostruttore, che produce per conto proprio e in rapporto diretto coi clienti, secondo me non ci sono e non ci dovrebbero essere altre figure professionali.
O sei un’azienda, con tutte le sicurezze che puoi e dovresti offrire, o sei il sarto che ti cuce l’abito addosso, cioè l’apparecchio sul tuo impianto.
In mezzo c’è solo tanta fuffa e millantato credito.

 

 

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La tana dell'orso.