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Visite e interviste
10.04.15
ReMusic da Rec N Play

Chi non ha partecipato al Rec N Play ha perso un’occasione straordinaria. Non lo dico così per dire. Uno dei sempre troppo pochi partecipanti ha detto che se fossero stati presenti mille appassionati di musica e audiofili, sarebbero stati in ogni caso troppo pochi. Io sono d’accordo.

 

Sappiate allora che a Sacile, in provincia di Pordenone, nasce nel 1981 una splendida realtà italiana, la Fazioli. Costruisce pianoforti e inaspettatamente – ma poi non tanto, vista la qualità degli strumenti che produce – diventa uno dei pochissimi leader di punta mondiali, affiancandosi a brand stranieri ben più noti e blasonati. I pianoforti Fazioli sono stupefacenti, bellissimi, con un suono straordinario per pienezza e timbrica, sono solidissimi nella costruzione meccanica e nel suono.

 

Proprio presso la Fazioli si è svolta Rec n Play. Questa interessantissima manifestazione si è rivelata un momento incredibile per arricchire il personale bagaglio di esperienza sia musicale che audiofila, un eccezionale momento per migliorare la propria percezione uditiva e stabilire riferimenti ineccepibili. La Fazioli Concert Hall è la sala per concerti dell’azienda di Sacile, un teatro di circa trecento posti, molto elegante e curatissimo sotto l’aspetto acustico, corretto con rifasatori di riverbero in legno massello, sullo stile di quelli usati all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Per l'occasione in questa sala regnava un bellissimo pianoforte Fazioli F278 Gran Coda affiancato da due altrettanto splendidi e imponenti diffusori Ars Aures Audio Estasi, due monoliti a tre vie con doppio woofer interno caricato in doppia camera, midrange e tweeter in configurazione quasi D’Appolito. Gli Estasi erano pilotati da un sistema di amplificazione a valvole con preamplificatore Ming Da MC-2A3 e finali mono Art Audio Quartet single ended a triodo da 55 watt e tubi 845PP, cavi di collegamento Deep Audio Ymir. A completare il quadro la console di registrazione composta da microfoni DPA 4006 con cavi di collegamento XLR Art Millenium 6000, da preamplificatore per microfoni Millennia Media HV-3B, registratore digitale Tascam CD-RW2000.

 

Mi sembra adesso il momento di raccontarvi quello che è successo in sala. L’evento è stato organizzato dall’Avv. Benedetto Cassarà, lungimirante responsabile della comunicazione per la Ars Aures Audio e proprietario della Orange System, che, coadiuvato dall’Ing. Giuseppe Nizzola, ha presentato il sistema audio presente in sala e esposto lo scopo della dimostrazione: registrare in diretta la performance artistica e riascoltare subito dopo la registrazione effettuata. Andrea Alia della Tau Records ha presentato il banco e la tecnica di registrazione. Con il competente ausilio del maestro Roberto Prosseda sono stati presentati i quattro giovani musicisti e, permettetemi di dirlo, bravissimi pianisti: Gigliola Di Grazia, Gabriele Strata, Fiorenzo Pascalucci e Axel Trolese.

 

La comparazione tra l’esecuzione e, subito dopo, l’ascolto della registrazione effettuata non è un esperimento nuovo, personalmente ho assistito a diverse di queste dimostrazioni. Certamente si tratta di esperienze interessanti che mi hanno fatto sempre esprimere un positivo consenso correlato però da qualche “se”, “ma” e “forse” e comunque la conclusione è sempre stata: la registrazione non potrà mai essere uguale alla realtà, ammesso che la finalità dell’alta fedeltà sia riproporre la realtà utilizzando una registrazione.

 

Ferma restando la mia personale opinione che, a tutt’oggi, non sia assolutamente possibile ottenere registrazioni uguali all’esecuzione live, devo però dire che questo evento ha dimostrato quanto ci si possa davvero avvicinare. In considerazione anche della difficoltà che, notoriamente, la registrazione del pianoforte oppone, devo rilevare che, durante la riproduzione della registrazione, la sensazione della natura percussiva dello strumento era notevole per dinamica e pressione sonora. La timbrica era perfetta così come la riproduzione delle armoniche di contorno che disegnavano aspetti tipici delle corde, della cassa di risonanza e della meccanica del pianoforte del tutto simili a quelle rilevabili dal vivo.

 

Allora era tutto perfetto? No. La registrazione, se da una parte offriva un maggior dettaglio, dall’altra esprimeva una mancanza di “corpo” che, ad onor del vero, ho potuto notare solo perché pochi secondi prima avevo assistito alla performance dal vivo.

 

Concludendo, ho assistito ad un evento davvero molto interessante e mi sono molto rammaricato che in sala non ci sia stato un buon numero di appassionati audiofili. Mi ha fatto davvero piacere constatare quanto abbia funzionato questa sinergia tra gli operatori che si sono dimostrati molto sensibili e coraggiosi nel proporre un approccio innovativo e originale. ReMusic non mancherà di tenervi informati sui prossimi appuntamenti, ma voi cercate di non mancarli.

 

 

Per maggiori informazioni:

al sito Ars Aures Audio

al sito Orange System

al sito Tau Records

al sito Fazioli

 

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