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Visite e interviste
14.04.14
ReMusic intervista Estro Armonico

Diamo volentieri spazio ai progettisti e proprietari di Estro Armonico, Lorenzo Betti e Massimiliano Fraboni, per approfondire l'analisi del loro pre phono Bellaluce, provato qui dal nostro Paolo Di Marcoberardino.


Domanda: Che cosa vi ha portato a creare il Bellaluce, da noi recentemente apprezzato?

Rispondono Lorenzo Betti e Massimiliano Fraboni di Estro Armonico: Il Bellaluce è uno stadio phono MM valvolare,dove si è cercato di ottenere prestazioni le più vicine possibili al nostro top di gamma, il pre Triple Cascode, ma semplificando e implementando la circuitazione anche con dispositivi a stato solido. Sì, il Bellaluce è un ampli phono a valvole dove alcuni dispositivi a semiconduttori vengono utilizzati non sul percorso del segnale ma per "estremizzare" le prestazioni dei tubi termoionici. Inoltre l'alimentazione in questo caso non è raddrizzata e stabilizzata a tubi. 

Domanda: Quali i perché di queste scelte?

Betti/Fraboni: Il Bellaluce è la nostra sintesi di alcune considerazioni, alcune di natura squisitamente commerciale e conseguentemente legate ad altre di natura tecnica. Si trattava infatti di realizzare un pre phono che fosse di qualità elevata ma di costi contenuti rispetto al nostro top di gamma, che rappresenta invece esattamente il nostro pensiero sulla realizzazione di uno stadio phono MM allo stato dell'arte e in modo particolare realizzato integralmente con dispositivi a vuoto. Il Bellaluce riprende in maniera ideale il principio di massima dinamica connaturato nell'essenza progettuale di Estro Armonico. Realizza ciò con un disegno dove alcuni punti fondamentali della macchina vengono svolti da una circuitazione più lineare rispetto al nostro riferimento ma altrettanto efficace nell'amplificare il segnale proveniente dalla sorgente. Con il minimo degrado e la massima fedeltà possibile della curva di equalizzazione RIIA.

Domanda: Queste semplificazioni dove e come sono state compiute e come influiscono sul suono?

Betti/Fraboni: Non parliamo di semplificazioni ma di un approccio diverso nella generazione del guadagno necessario per ottenere il segnale linea. Infatti in questo apparecchio vengono utilizzati dei transistor al posto del "tutto tubi". Inoltre non dimentichiamo che stiamo parlando di un pre monotelaio rispetto a un due telai.

L'influenza sul suono è semplice: estrema velocità. Nel Bellaluce abbiamo unito le doti di trasparenza dinamica e contrasto con la capacità di porgere con veemenza il segnale al successivo stadio.

Domanda: Perché l'uso di valvole non comunissime in uno stadio phono?

Betti/Fraboni: Semplicemente perché, in un’ottica di reale progettazione, non ci siamo mai posti discriminanti sul "appeal" commerciale di una valvola rispetto all'altra ma semplicemente abbiamo sempre cercato i dispositivi che servissero realmente all'ottenere le funzioni necessarie. Utilizzare su un pre phono un tubo con cui è possibile realizzare un piccolo finale single ended può sembrare un non senso. Ma, con gli occhi di un tecnico, la disponibilità di un tubo estremamente generoso in termini di corrente e contemporaneamente dotato di una sezione di alto guadagno rappresenta invece una sorta di quadratura del cerchio. Inoltre tale scelta di valvole poco note permette di poter reperire sul mercato valvole NOS di qualità eccellente con cui equipaggiamo la nostra produzione.

Domanda: Perché la scelta di un pre solo MM e non anche MC?

Betti/Fraboni: Riteniamo che un pre di alto livello debba essere esclusivamente MM. Con le MC le variabili in gioco sono tali che la scelta migliore per un perfect matching è senz'altro quella del trasformatore di step up. Così facendo si ha realmente un ulteriore grado di libertà in modo tale da poter interfacciare praticamente qualsiasi testina.

Domanda: Tenete molto a sottolineare la reale artigianalità della costruzione, tale affermazione come si concilia con sicurezza di risultati e prestazioni ripetitivi e uguali nel tempo? 

Betti/Fraboni: Sì, la componente realizzativa è per noi parte del progetto stesso. Il costruire con le tecniche tradizionali come il cablaggio in aria, se ben realizzato permette la completa differenziazione sia in termini di materiali, come il diametro dei cavi, che di percorsi all'interno di un'elettronica. Tale costruzione è sicuramente più complessa e ovviamente costosa, ma i risultati che consente, se realizzata davvero con tutte le sacre regole, riteniamo sia sufficiente a preferirla. Non dimentichiamo inoltre che nella nostra produzione cerchiamo il più possibile di utilizzare componentistica occidentale, Made in Europe, USA, Canada. Tale scelta, sicuramente non economica, ci permette però di essere assolutamente tranquilli sull'utilizzo a distanza di anni dei nostri apparecchi. 

Tale costruzione non è certo casuale, ma è il frutto di uno studio sul miglior layout possibile. Una volta individuata tale organizzazione si procede poi a campionarla e da quel momento la ripetitività è assolutamente garantita al pari di un circuito stampato. Non dimentichiamo che proprio la realizzazione in piccole serie consente poi un controllo qualitativo assolutamente totale. 

 


Per ulteriori info: al sito Estro Armonico Audio

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