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SSD Euphony Drive

23.10.2017..

Sistema operativo e player all-in-one

Testare un sistema operativo a pagamento votato alla sola riproduzione musicale è una cosa rara. In rete ne gira infatti un gran numero, per lo più gratuiti ma destinati a persone con conoscenze informatiche medio alte. Allora sorge spontanea la domanda: ”perché spendere una cifra non esattamente modesta per acquistarne uno?” Proverò a spiegarne le ragioni, soprattutto a chi è a digiuno di nozioni e notizie attendibili sulla riproduzione di file musicali mediante PC, la famigerata “musica liquida”, termine che mi piacerebbe abolire vista la sua bruttezza ma che ho paura sia oramai tardi e allora… andiamo di musica liquida!

 

Il PC Audio

Parliamo di un oggetto oramai dibattuto in lungo e in largo dal mondo audiofilo, osteggiato da chi vede come il fumo negli occhi un PC che fa compagnia alle sue elettroniche predilette, che in genere non conosce alcun fondamento di informatica e grida per questo all’anatema. Oppure amato svisceratamente, soprattutto dai più giovani i quali, nati con un PC tra le mani, hanno scoperto un oggetto che con pochi soldi riesce a ottenere prestazioni a costi risibili, impensabili solo qualche tempo fa. In mezzo alle due agguerritissime fazioni si trova la maggioranza degli appassionati, consci magari dei limiti del loro lettore CD o della difficolta necessaria a fornirsi di un setup analogico degno di questo nome, che magari vorrebbero avvicinarsi al mondo della musica liquida ma sono trattenuti dalla indubbia difficoltà di reperire informazioni chiare e sufficientemente semplici per potersi costruire un semplice front-end digitale formato da un PC e da un DAC USB, che fornisca una prestazione di buon livello a un costo accettabile. E non hanno tutti i torti, perché se è vero che il mondo abbonda di player e sistemi operativi più o meno gratuiti, è vero anche che tutti questi sistemi pagano lo scotto di una discreta difficoltà di implementazione e di messa a punto, che richiede almeno qualche baie di informatica e, nel caso di sistemi basati su Linux, anche l’apprendimento di un linguaggio macchina simile ma assai differente da quello di Windows. Mac, invece, ben poco permette ai suoi utenti…

 

Ohimè! In questo panorama come sarà accolto un sistema veramente plug and play che anche solo prendendo un vecchio computer desktop, montandoci l’SSD acquistato con su preinstallato Euphony, con un palmare o un notebook o un altro PC portatile, un collegamento Internet via cavo Ethernet e un DAC collegato con un cavo USB si accende e dopo pochissimi passaggi inizia suonare? Io penso che sarebbe benedetto da molti… Nessun dolore, come canterebbe l’immortale Lucio Battisti…

 

Che cos’è allora Euphony?

Per essere sintetici all’estremo è una scheda SSD – Solid Stae Disk, un disco a stato solido, su cui è installato un programma basato su Linux. Questo è ciò che vi arriva a casa, un semplice SSD da montare sul vostro Desktop al posto di quello residente e il gioco è fatto. Un cavo Ethernet connesso a una rete casalinga o a un router, a sua volta connesso a Internet e un cavo USB al vostro DAC e tutto è pronto. Il PC diventa una macchina che non richiede né tastiera né mouse, perché verrà comandato in remoto via rete con un palmare, un notebook o un altro PC mediante browser. Il sistema operativo sembra in grado di riconoscere e far funzionare anche vecchi PC – io l’ho testato anche su un vecchio desktop con chipset H55 e processore i3 540 senza alcun problema. Dopo pochi secondi riconosce la rete a cui si connette e i driver ALSA riconoscono più o meno qualsiasi DAC con USB2. Tutte le difficoltà, inevitabili con Linux, sembrano svanite, il sistema è pronto a funzionare, anche grazie anche ad alcuni album test già contenuti sulla SSD. Qui però inizia a evidenziarsi il primo problema, che spiega anche perché il sistema venga venduto con SSD fino a 2 TB: non si possono leggere i file da HDD esterni, bisogna, tramite un file manager non troppo intuitivo, riversare gli album da ascoltare/conservare sulla stessa scheda SSD. Quello a me inviato per la prova è un piccolo SSD da 20GB, che tiene una ventina di album in FLAC, standard 16/44,1. Vi rimando a questo stringato manuale che è l’unica guida per far funzionare questo sistema. In realtà le istruzioni dicono che potrebbe essere possibile una lettura da HDD di rete ma confesso che non sono riuscito a “far vedere” all’Euphony un disco collegato al modem, che viene visto da tutti gli altri PC di casa connessi alla rete. Oltre a questo, Euphony è in grado di collegarsi a stazioni radio digitali, di cui un centinaio memorizzate già, con ottima funzionalità anche per quelle che mandano in rete segnale ad alto bitrate. Ma si può collegare anche a Tidal e a HDtracks, da cui può scaricare direttamente sul suo SSD le tracce acquistate. Questo inizia a dare un’idea delle funzionalità insite in questo sistema: facilità estrema di installazione e buona se non ottima capacità di usufruire di più sorgenti di file. Dal lato del suo utilizzo come player mostra una buona versatilità, potendosi utilizzare con il suo settaggio di default, ovvero MPD - Music Player Daemon, un player open source molto conosciuto e apprezzato tra i linuxiani. Può Indifferentemente suonare file DSD nativi, trasformare questi in PCM se non possedete un DAC in grado di trattare file DSD, oltre a FLAC, WAV e MP3, mentre non supporta i file APE, che dovranno essere trasformati in FLAC con uno dei tanti programmi di conversione, XRecode per esempio. Inoltre questo sistema permette anche di utilizzare il PC come end point Squeezelite, utilizzando LMS o Roon ma non ho esplorato questa possibilità, non utilizzando né LMS né Roon. Per concludere, offre la possibilità di selezionare il PC come Network Audio Adapter, possedendo un altro PC dove gira HQPLayer, che è il mio player di riferimento.

 

Funzionalità di Euphony

Questo è un sistema con ben poche possibilità, per non dire nessuna, di settaggio, come confermatomi dai suoi stessi sviluppatori. Come si può facilmente verificare dal manuale, in pratica Euphony tratta il segnale “as is”, permettendo un upsampling solo per i file DSD trasformati in PCM, mentre i restanti file sono suonati così come sono stati immagazzinati nel SSD. Pertanto i 16/44,1 usciranno con lo stesso bitrate, così quelli ad alta definizione. Sarà poi il trattamento riservato dal vostro DAC a fare il resto, perché bisogna ricordare che a parte i DAC N.O.S., cioè non oversampling, tutti i DAC hanno al loro interno dei DSP, ovvero dei piccoli computer miniaturizzati specializzati in pochissime funzioni, che provvederanno a trasformare il segnale a seconda del chip di conversione D/A montato e dalle scelte del progettista. Ovviamente utilizzando un DAC N.O.S. il segnale varrà processato esattamente come esce dal PC. Insomma, Euphony non è un sistema sicuramente pensato per gli smanettoni. È un bene? Di certo per chi cerca un sistema per avvicinarsi al mondo della riproduzione dei file musicali senza intoppi e patemi d’animo devo dire che ha ben pochi rivali, per quanto mi risulta. Una volta installato l’unica relativa difficoltà risiede nel trasferimento dei file dal vostro HDD, che connetterete a una porta USB del PC, a quello di Euphony. Importante: chi non è avvezzo alle gioie di Linux sappia che prima di staccare il suo HDD USB bisogna “smontare il disco” con l’apposito comando – click destro sull’icona del disco in oggetto da file manager – altrimenti si troverà per le mani un disco inutilizzabile con Windows o con altri SO.

 

Il sistema è scaricabile come test ma non sembrerebbe possibile acquistare poi una licenza per attivarne tutte le funzioni. La versione test non è solo limitata nelle funzioni ma il flusso musicale è interrotto da un bip ogni 30”, cosa che permette di farsi un’idea vaga delle capacità soniche del sistema e fa venire una discreta dose di nervoso, 3 o 5 minuti sarebbero quantomeno auspicabili. Una volta effettuata la registrazione in rete, viene inviato un numero di attivazione per quel preciso PC e non per altri. Per cui, in caso di cambio di PC o di guasto con cambio della scheda madre, è possibile che la licenza non venga riconosciuta. In questo caso, è obbligatorio trasferire la licenza al nuovo PC e per questo sarà necessario contattare gli sviluppatori che provvederanno ad annullare la vecchia attivazione e a fornirvene una nuova. Devo dire che sono molto solerti nelle risposte, per cui non penso possano sorgere problemi da questo punto di vista, così come per il supporto di eventuali problemi dovessero sorgere nell’installazione o nell’uso.

 

Come suona l’Euphony?

Per rispondere a questa domanda è necessaria un po’ di analisi in funzione del mutuo rapporto prezzo-facilità d’uso/prestazioni soniche assolute.

La facilità d’uso è eccellente, del prezzo si discuterà più avanti, resta il suono che è… variabile. L’SDD è stato utilizzato prevalentemente sul mio PC NAA, una macchina completamente alimentata con PSU lineari autocostruite intorno ai regolatori di tensione Belleson.

Questa è una macchina pensata per avere la massima qualità di alimentazione senza però avere la necessità di una grande capacità di calcolo, visto che il ruolo svolto come NAA nel sistema è fondamentalmente quello di buffer e di interfaccia USB con il DAC. Alla luce della pressoché nulla possibilità offerta da Euphony di trattare il segnale, quindi di impegnare la CPU, questa macchina si è rivelata perfetta per accogliere l’SSD del nostro Sistema Operativo in prova, che infatti ha marciato senza alcuna incertezza in tutte le situazioni.

Il suono, invece, varia a seconda dell’utilizzo che si decide di fare. Confesso che l’uso come NAA è stato abbastanza deludente, rispetto a quello ottenibile dal sistema di riferimento, con Windows Server 2016 e la connessione Ethernet diretta mista elettrico/ottica/elettrica tra il PC server e quest’ultimo. La cosa non mi ha sorpreso perché il cavo Ethernet utilizzato per connettere il PC alla rete è di ben diversa fattura e lunghezza rispetto ai due residenti Audioquest Vodka, l’extender e la rete stessa sono essi stessi fonti di rumore e quindi lo stesso computer dove viene sostituito solo l’SSD mostra prestazioni ben differenti.

 

Il mio setup digitale

 

Guardando con un minimo di attenzione l’immagine si vede il cassettino che permette la sostituzione immediata di della scheda SSD.

 

In pratica l’Euphony in questa configurazione evidenzia una mancanza di aria, un’immagine più piccola e meno sviluppata nelle tre dimensioni ma soprattutto un suono assai meno dinamico, in particolar modo per ciò che concerne la microdinamica, che rende il tutto un po’ più confuso e piatto rispetto al riferimento. Trovo che per questo utilizzo possa essere meno costoso un microPC tipo Cubox ,ben alimentato in lineare, rispetto all’Euphony, ottenendo un risultato pressoché identico, quando non addirittura migliore. Insomma, Euphony non mi sembra la scelta migliore per utilizzarlo come NAA.

Come MPD invece le cose cambiano e tanto: appare una buona estensione in alto, anche se con un accenno abbastanza evidente di roll-off all’estremo acuto, una buona gamma bassa, un equilibrio tonale corretto e anche un discreto punch. Mi ricorda Daphile, ma con un maggiore rigore timbrico. Rispetto al riferimento, che però bisogna ricordare è un sistema molto complesso e anche costoso a doppio PC, paga in estensione in alto e anche nel basso più profondo, quindi in profondità dell’immagine e nella capacità di seguire le nuance più fini della ricostruzione timbrica e ambientale. Però devo riconoscere che il sistema sembra molto sano, sicuramente più sano e soddisfacente, per le mie orecchie, di molti altri sistemi Linux-based che, per un motivo o per un altro, non mi hanno mai soddisfatto. Insomma, non è perfetto ma in questa configurazione è convincente, molto convincente. Questa appare anche la maniera più semplice per usarlo e quindi centra in pieno l’obiettivo di coniugare semplicità con prestazioni.

 

Quanto costa l’Euphony?

Per prima cosa bisogna mettere in conto il costo di un PC desktop o di un NUC, per il quale è disponibile la versione su SSD M2, mentre non è disponibile il tipo micro SATA. Certo che avendo a disposizione un desktop anche vecchierello o recuperandone uno nel mercato dell’usato questa spesa viene abbattuta anche a zero o quasi. È evidente, come lo è stato nelle innumerevoli prove che ho compiuto nel corso di un decennio, che a un PC di migliore qualità, con un alimentatore di buona qualità anch’esso, corrisponde un suono migliore. Ma il bello del PC audio è che è molto facile implementare a poco a poco la propria macchina con MOBO e CPU, memorie e alimentatori, non tralasciando il case per coloro che hanno la fissa dell’estetica, senza doversi forzatamente svenare in un colpo solo. Ovviamente i NUC - Next Unit Computing sono molto più eleganti da questo punto di vista, in quanto non permettono grandi interventi, ma una macchina come una Intel NUC7I3BNH BGA 1356 2.40GHz i3-7100U, che costa 250 euro cui vanno aggiunti circa 60-70 euro di RAM, anche in considerazione della scarsa o nulla possibilità di sviluppo del S.O. vi permetteranno, con una cifra che si aggira intorno ai 1.000 euro, di avere una macchina efficiente e ben funzionante, oltre che ben suonante e davvero minuscola. In questo caso è d’obbligo selezionare l’acquisto di Euphony su un supporto M2, ricordatelo. Aggiungendovi il costo di un buon alimentatore lineare a 19V il NUC farà un bel salto di qualità sonora, peraltro.

Il costo di Euphony in sé non è esattamente economico ma... quanto è in realtà, dal momento che insieme al sistema operativo vi arriva una SSD di cospicue dimensioni?

Basta un giretto sul Web per vedere rapidamente i prezzi di SSD da 250-500-1TB o anche 2TB e fare rapidamente il conto di quanto vi costa questo Sistema Operativo. Una SSD di buona qualità si aggira intorno a un costo di 110 euro a quarto di terabyte – 250 GB – per cui il resto è il prezzo del lavoro del gruppo di Euphony. A mio parere il prezzo richiesto non è eccessivamente elevato, visto che il livello di facilitazione per il cliente inesperto è davvero alto, il programma gira senza incertezze o intoppi e in poche ore diventa di gestione intuitiva e semplice. Qualcuno dirà che utilizza software open source e che esistono decine di sistemi similari del tutto gratuiti ma io sfido chiunque non sia un minimo esperto del sistema Linux a provare a installare uno dei tanti programmi gratuiti e trovare tanta facilità di utilizzo, con altrettanta qualità sonora. D’altronde se non si sa fare una cosa si compra il lavoro di chi lo sa fare e, in questo caso, a mio personalissimo parere è comperato a un prezzo non esagerato, seppure non economico. Inoltre la possibilità d’uso anche come radio digitale con buona qualità sonora, oltre alla sua integrazione con Roon – chi non sa cosa sia si faccia un giretto sul sito loro sito qui, ma questo è un programma effettivamente un po’ costoso – lo rende veramente un all-in-one pressoché unico sul mercato. Qui di seguito l'attuale listino europeo:

  • Euphony SSD Drive 500GB - 549,00 euro
  • Euphony SSD Drive 1000GB - 699,00 euro
  • Euphony SSD Drive 2000GB - 999,00 euro
  • Buggy Computer con Euphony SSD 500GB - 1.399,00 euro
  • Buggy Computer con Euphony SSD 1000GB - 1.699,00 euro
  • Buggy Computer con Euphony SSD 2000GB - 1.999,00 euro
  • Keces DC 116 Linear Power Supply - 399,00 euro

Come si vede esiste la possibilità di implementare il loro NUC, macchina fornita di processore i3 con 4 GB di RAM, con un alimentatore lineare Keces. La scelta di un alimentatore lineare di buona qualità rispetto alla mattonella switching fornita di serie con i NUC è un bel passo avanti dal punto di vista sonico. Esistono, comunque, sul mercato alimentatori altrettanto validi, ma come al solito, la comodità di un unico ordine e di un plug and play si paga....

 

Conclusioni

Euphony è un prodotto rivolto a persone che vogliono avvicinarsi alla musica liquida senza eccessivi patemi d’animo o impegni, che vogliono insomma ottenere un sistema efficace e sicuro per ascoltare musica a buon livello, comprese le stazioni radio digitali, non privandosi della possibilità di ascoltare anche file DSD, senza preoccuparsi di un futuro sviluppo personale del sistema ma pur sempre mantenendo il sistema efficiente con gli aggiornamenti emessi dagli sviluppatori in rete. Niente smanettoni per Euphony, quindi, ma appassionati di musica che vogliono ascoltare senza problemi i loro album. Il sistema, peraltro è abbastanza elastico da permettere diverse declinazioni anche nella modalità di lettura dei file. Acquistare il server completo e funzionante è ovviamente più costoso ma elimina anche la piccola quota di manualità necessaria per montare la SSD e la RAM all’interno di un NUC. Anche i pigroni inveterati sono accontentati!

 

Layout del file manager Euphony Drive

 

Gli unici appunti che si possono muovere all’Euphony sono quelli di una gestione della libreria un po’ farraginosa, il file manager non è di immediata comprensione e lo scarico dei file sul SSD non è esattamente velocissimo, e il fatto di non permettere un upsampling del segnale digitale, a mio parere assai migliorativo e capace di far emergere tanti particolari nascosti, soprattutto nei normali file 16/44,1, non è proprio al passo con i tempi.

Ma non ci sono rose senza spine e il prezzo da pagare per non infilarsi nel tunnel dell’incertezza e dei problemi legati al corretto settaggio e messa a punta di un sistema digitale custom può valere questi piccoli difetti.

 

 

Prezzo alla data della recensione: da 549,00 euro

Vendita diretta worldwide: al sito Euphony Audio

Sistema utilizzato: all'impianto di Daniele Sabiu

Una scheda SSD è una semplice scheda, in questo caso del produttore Zheino, ma può essere di qualunque altro, a seconda della convenienza del mercato e delle prestazioni offerte
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Il mio doppio PC, completamente dedicato alla musica e tutto DIY
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