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Sandy Gross: i segreti di Re Mida

28.10.2015..
Sandy Gross

Forse l'avete già sentita. Come si fa un poco di soldi nel campo dell'audio? Si comincia con un sacco di soldi...

 

Dalla fine degli anni '70 del novecento, quando il cosiddetto “stereo” era il must tecnologico dei baby boomer, in questo campo è stato storicamente molto più semplice rovinarsi e dilapidare patrimoni che costruirne.

È così che Sandy Gross, diviene una figura mitica, una specie di Re Mida. Non sul piano tecnico, ma su quello commerciale. Quest'uomo ha fondato non una, ma tre (TRE) aziende di grande successo, tutte attualmente vive e in buona salute*: parliamo di Polk Audio, Definitive Technology e GoldenEar Technology.

 

*12 Questions For Sandy Gross, The Cofounder Of Three Legendary Audio Companies - Forbes, 12 marzo 2014: leggi QUI l'articolo

 

E in un mondo che ha visto scomparire nomi come Altec o Acoustic Research, meglio conosciuta come AR, questa è più che un’impresa. Infatti, sono tre, ma nel senso di azioni epiche, non di sole società commerciali.

 

Sandy Gross si definisce un “imprenditore seriale”. Dal punto di vista simbolico è all'estremo opposto di nomi altrettanto mitici, autori di disegni e brevetti di cui si favoleggia da quarant'anni, ma che costruttori e imprenditori veri non sono riusciti a diventarlo mai. Esempi? David Berning o Don Garber, quello dei valvolari Fi...

Ma Gross non è soltanto un uomo di vendite e marketing. Nelle sue aziende si è occupato di Product Concept e di Design, prima di divenirne CEO e Presidente. Inoltre le sue GoldenEar fanno attualmente incetta di premi sulle riviste cartacee ed elettroniche di tutto il mondo. E in qualche modo sviluppano concetti chiave già presenti, anche se spesso non nelle fasce di prezzo occupate dai suoi prodotti, che si giovano di eccellenti progetti e di una produzione orientale con severo controllo di qualità.

 

Il primo di questi concetti è lo sviluppo dell'altoparlante in profondità. Il baffle sottile, ai limiti della larghezza degli altoparlanti, risponde a due criteri: il primo è di estetica sonora, il secondo di estetica pura e semplice. Quella del WAF - Wife Acceptance Factor, che se è basso può impedire l'acquisto.

L'eliminazione del baffle e delle sue diffrazioni è all'origine della rappresentazione quasi iperrealistica degli spazi sonori, insieme alle tecniche di registrazione multimicrofoniche, fatte soprattutto in studio, coi singoli strumenti registrati in spazi fisicamente isolati e poi mixati.

Il suono olografico, più vero del vero – dal vero tre jazzisti non sembrano suonare così isolati uno dall'altro – è stato ingrediente base del successo dei minimonitor. Ma per fargli produrre immagini sonore tridimensionali, il tuo piccolo trasduttore non lo metti a parete o in libreria, ma su supporto.

Lo spazio fisico occupato diventa quello di una piccola torre, no? E questa ha in più i bassi cui il minimonitor aveva rinunciato. E con gli altoparlanti dei bassi montati non frontalmente, ma sui lati, dove l'ampia superficie contribuirà a sostenerli senza "danneggiare" le altre gamme, come insegnò a tutto il mondo Tim Holl quando disegnò la AR9 del 1978.

 

Se però le dimensioni globali restano limitate, la fisica impedisce il raggiungimento di un altro obiettivo molto ambito: una buona sensibilità – e non “efficienza”, come si sente dire.

Nei caricamenti tradizionali si può dimostrare l'interdipendenza di tre parametri: sensibilità, estensione dei bassi e dimensioni fisiche del volume d'aria della cassa acustica. Badate: è una questione che riguarda soltanto i bassi, non il resto della banda audio.

Se rendiamo i bassi “attivi” e indipendenti, con un crossover e un ampli dedicati, possiamo usare per il resto della gamma molti più ampli, spesso parecchio più raffinati e poco potenti, senza il vincolo delle impedenze problematiche nella parte della gamma audio dove ci vuole più energia. Così per esempio non ci sono più problemi con i valvolari. O con i piccoli transistor single ended a bassa controreazione alla Nelson Pass.

 

Non è il caso della AON 2, che usa due passivi in luogo di un doppio condotto reflex, cassa che con le sue piccole dimensioni infatti non brilla particolarmente per sensibilità, dove la sensibilità della Triton 1 è 91,3 dB mentre quella della AON 2 di 86,2. (NdR - Misure di John Atkinson, Direttore di Stereophile...)

Ma è così che GoldenEar implementa le Triton 1, 3 e 5. Non la 7, tutta “passiva”.

Un trucco a buon mercato? Un po’ sì, ma molto usato. Sino alle vette più alte dell'Hi-End. Bassi attivi in sospensione pneumatica li trovate a sostenere l'estremo basso della Magico Ultimate III e di molte delle Avantgarde “storiche”, cioè di tutte quelle che non usano le spesso gigantesche trombe anche per i bassi. Si tratta della stessa tecnologia delle Vandersteen top di gamma e di altri costruttori. Passare da un basso attivo – ad esempio quello delle YG Anat Reference II Professional – a una configurazione del tutto passiva – YG Sonja 1.3, attuale top di gamma – può comportare costi e difficoltà di pilotaggio elevatissimi, anche nel caso di quel che viene presentato sempre da Jon Atkinson come “Il miglior diffusore al mondo. Punto.”, cioè l’Anat Reference: 107,000 dollari USA la coppia…

 

Triton 1, quando passi a farti ascoltare da queste parti? Messaggio non troppo criptico all'importatore italiano e allo stesso costruttore, fortunato quanto abile…

Web picture www.strata-gee.com
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Web picture www.theabsolutesound.com
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di Angelo N. M. Recchia-Luciani
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