Il faber power di Fabrizio Baretta

10.09.2025

Cosa succede se un bel giorno Fabrizio Baretta viene a trovarti per ascoltare il tuo impianto?

 

Tante cose…

 

Partiamo dal principio. Fabrizio Baretta è uno dei nomi italiani stranoti del nostro settore. Innanzitutto fondatore di Faber’s Cables e Faber’s Power, ora gestiti dal figlio Enrico, vedi qui e qui, è però in particolare uomo dalle innumerevoli collaborazioni in campo audio. Per costruttori o espositori, italiani o stranieri, si è adoperato nella messa a punto delle nostre preziose sale d’ascolto, da quelle casalinghe ai saloni delle fiere, dalle stanze improvvisate fino a veri e propri ambienti da sogno da “oligarchi russi”. È insomma professionista che ha lavorato con grande successo in questo campo per così tanto tempo e a un livello così alto che possiamo tranquillamente definirlo uno dei massimi esperti.

 

Fabrizio Baretta da Andrea Bolognesi

 

Fabrizio e il sottoscritto

 

Fatta questa doverosa premessa, mi trovo a redigere il resoconto di una bellissima giornata ricca di spunti di riflessione e singolarità inaspettate. Quando Giuseppe – Megadirettore Clamoroso e Gran Lup. Mann. – mi confermò la fattibilità di questo incontro, mi disse: “vedrai che ti farà ascoltare il tuo impianto come non lo hai mai sentito”. Io pensai subito che avremmo testato qualche prodotto, cavo o pre phono ad esempio. Oggetti che magari avrebbero fatto fare un bel salto in avanti al risultato sonoro finale del mio sistema. Ma mi sbagliavo.

 

Qui iniziamo a capire come lavora Fabrizio. È vero che è famoso in particolar modo per i suoi cavi o altre sue creazioni, di cui sicuramente avremo modo di riparlare. Oggi però cerchiamo di capire il metodo vero e proprio che lui applica nel momento in cui deve consigliare un upgrade.

 

Il faber power di Fabrizio Baretta

 

La fase elettrica, quella che si vede

La prima visita a un audiofilo è dedicata solo all’ascolto dell’impianto, per capire soprattutto una delle cose che purtroppo molto spesso è messa a punto solo marginalmente, ovvero la famosa fase elettrica del sistema. Ma cosa si intende per fase elettrica corretta? Sappiamo tutti – o dovremmo sapere – che esiste una fase elettrica, molto importante ai fini del risultato, che possiamo facilmente individuare nei nostri cavi di alimentazione e apparecchi con un banalissimo cercafase. Ancora più semplicemente possiamo fare una prova per capire se il nostro cavo di alimentazione sia o meno in fase corretta quando, una volta attaccato alla rete, ne troviamo la fase nel foro a destra come da foto.

 

Il faber power di Fabrizio Baretta

 

L’operazione che abbiamo fatto tutti o dovremmo aver fatto nel nostro impianto è proprio questa: il controllo che tutti i cavi di alimentazione siano correttamente in fase.

Questa che finora per me come per molti era l’operazione finale, adesso, dopo aver parlato con Fabrizio diventa solo il punto di partenza.

 

La fase elettrica corretta, quella che si sente all’ascolto

Il motivo è tanto semplice quanto poco considerato. Quello che giustamente Fabrizio mi fa notare è che la fase dei cavi da sola non basta per assicurarci che veramente tutto l’impianto si comporti acusticamente in modo corretto. Perché? Perché ogni elettronica ha un suo comportamento che varia in funzione della fase elettrica, che potrebbe essere internamente corretta o invertita, portando a un risultato che si traduce all’ascolto nella perdita o nella modifica di alcuni parametri percepibili senza troppi sforzi

 

Come si procede dunque alla ricerca della fase corretta? Si fanno prove “a orecchio”. Abbiamo infatti proceduto ad ascoltare dapprima l’impianto con tutti i cavi di alimentazione messi in fase con il cercafase e poi via via ruotando la singola spina nella presa di corrente. Una prova accessibile a tutti, a costo zero che potrebbe riservare più di una sorpresa a molti di noi.

 

La percezione della fase non corretta da me è stata chiara e netta, si è tradotta in un abbassamento della scena in primis, un impoverimento delle armoniche e un indebolimento della dinamica. Una sensazione quindi piuttosto facile da decifrare ma che, una volta trovata la quadra corretta di tutti i cavi, ha portato nel mio caso a un miglioramento paragonabile all’introduzione di una nuova elettronica!

 

Questo è infatti uno degli aspetti sui quali Fabrizio cerca di far riflettere molto. Noi tutti conosciamo molto bene la nostra propensione alla ricerca dell’accessorio o del nuovo componente che ci aiuti nel nostro viaggio verso il miglior suono possibile. Ma troppo spesso dimentichiamo o diamo poca importanza a quello che è la base di tutto: l’alimentazione corretta. Un’alimentazione correttamente in fase, dall’inizio alla fine dell’impianto, ci permette di apprezzare a fondo le potenzialità del sistema che abbiamo, rendendoci davvero edotti su quello che può fare e avendo la base di partenza corretta per eventuali altri upgrade, che adesso verranno percepiti per quello che sono veramente, al netto di una più o meno fortunata messa in fase casuale.

 

Le insidie della fase

Durante questa bella giornata di prove però non è emerso solo questo, si è palesato casualmente un altro aspetto particolare e che mi ha fatto particolarmente riflettere. So che sembrerà strano e difficile da accettare, ma vi ripropongo solo e soltanto quello che abbiamo entrambi riscontrato.

 

Una volta messi in fase corretta a orecchio tutti gli apparecchi, ci siamo accorti che ancora qualcosa non andava. C’era qualcosa che continuava a creare un comportamento non corretto di un diffusore rispetto all’altro. Ponendosi di fronte a un canale il suono e la voce apparivano liberi, “svincolati” e tendenti verso l’alto. Nell’altro diffusore invece c’era un senso di costrizione, il suono e la voce sembravano bloccati nel trasduttore e tendevano a non sganciarsi liberamente. È stato a quel punto che Fabrizio mi ha chiesto se per caso avessi nella stanza degli alimentatori switching…

 

Francamente non riuscivo a fare mente locale e ho risposto di no. Stavo pensando naturalmente a qualcosa collegato nelle vicinanze delle prese che uso per l’impianto.

Allora Fabrizio ha guardato dietro le mie spalle, sulla parete di fondo, e ha individuato le mie due luci da mensola della Ikea, con i loro bei due… alimentatori switching. Non ci crederete, ma bastavano per creare un disturbo di rete e compromettere il risultato. Una volta ruotate le spine nelle prese a muro… magia! Ecco di nuovo i due diffusori comportarsi alla stessa maniera con una scena acustica più estesa nelle dimensioni. La voce più alta, più focalizzata e con un senso di maggiore energia. Ripeto, nel mio caso non parliamo di un cambiamento difficile da percepire, tutt’altro!

 

Mi rendo conto che la cosa in sé possa dare adito a scetticismi di ogni genere ma quello che posso consigliarvi, assolutamente a costo zero, è provare. Una volta trovata la fase elettrica dei cavi con il cercafase siate curiosi e fate un tentativo ruotando le spine delle alimentazioni delle vostre elettroniche: potreste avere sorprese davvero inaspettate. Costo zero, ripeto. Cercate quindi di vincere la pigrizia, che a volte da sola basta per impedirci di raggiungere un risultato migliore.

 

Se poi scoprirete che non sentite differenze o che per fortuna avevate già tutto in fase corretta, meglio così. Sarete però certi di stare dando il giusto valore ai vostri investimenti, facendoli funzionare al meglio. Che è meglio per loro e per voi!

 

Metti una sera in pausa

Ecco infine un’altra piccola curiosità, una perla della quale mi ha messo a conoscenza Fabrizio. Avete un lettore CD o uno streamer? Bene, fate questa prova. Fate partire un brano, ascoltate attentamente almeno per un paio di minuti e a un certo punto premete Pausa. Ripremete il tasto Pausa/Play e la traccia riprende. Notate niente di strano? Vi sembra esattamente identico il risultato sonoro?

Ora fate un’ulteriore prova. Stesso brano, fatelo partire e a un certo punto premete Stop, fate ripartire da capo con Play e riascoltate

Queste due semplici prove hanno portato Fabrizio a confermare anche con me una sua ipotesi: nel momento in cui agiamo sul tasto Pausa e riprendiamo l’ascolto di nuovo dallo stesso punto si crea una sorta di cambiamento che presenta all’ascolto le stesse caratteristiche della inversione della polarità del segnale!

Provate a farci caso. Da me sono stati nettamente percepibili la riduzione della scena e del generale piacere d’ascolto, cosa che invece non succedeva fermando la riproduzione con il tasto Stop.

 

In merito al fenomeno della polarità o fase del segnale, bisognerebbe aprire una parentesi: ogni brano è stato registrato in origine con una propria polarità o fase assoluta e, se non lo si riascolta con la polarità corretta, quella originaria, il risultato sarà diverso. Si calcola che la stragrande maggioranza, oltre il 70% dei brani che ascoltiamo, siano a fase invertita.

 

Finalmente adesso mi sono spiegato la presenza di quel tasto Phase che ho occasionalmente trovato sui nostri amati apparecchi elettronici. Pensateci un attimo: su quanti lo avete notato? Io ricordo solo al momento di averlo visto sul DAC DCS Bartok. Ai tempi, non intuendone l’importante funzione, onestamente facevo fatica a capire e, ahimè, non gli davo il peso che meritava. Adesso, dopo la giornata con Fabrizio, ne apprezzo il grande valore e francamente difficilmente ne farei a meno.

 

La fase in sintesi

Alla fine, quello che si deve ottenere per avere un sistema in grado di esprimere al meglio tutte le potenzialità è il conseguimento concomitante di due parametri:

  • fase elettrica del sistema corretta
  • fase/polarità del brano che si sta ascoltando corretta

L’ottimizzazione di questi due fattori comporterà il raggiungimento della coerenza della fase acustica, della corretta immagine dell’evento sonoro, che si tradurrà nella stabilità della scena anche fuori dal punto ottimale di ascolto, nello sganciamento totale del suono dai diffusori, nell’altezza verosimile delle voci e nella disposizione nello spazio degli strumenti.

 

Il faber power di Fabrizio Baretta

 

Il miglior disco è nelle curve

Anche la possibilità di agire sulle curve di riproduzione del pre phono, però, è determinante. Sempre nell’ottica di ottenere il risultato più coerente possibile con il software che stiamo usando, a seconda della sua incisione una curva corretta aiuterà sicuramente a ritrovare timbriche e attenuazioni corrette.

 

Il faber power di Fabrizio Baretta

 

A questo proposito ci siamo sbizzarriti a trovare le curve corrette nell’ascolto di alcuni dischi Deutsche Grammophon degli anni ‘50 e ‘60 grazie alle impostazioni delle curve presenti sul mio Gold Note Ph10, che ci ha dato la possibilità di esplorare variando gli aspetti fondamentali quali impedenza della testina e curva RIAA per esempio, riuscendo così a trovare la configurazione migliore in base al disco che stiamo ascoltando, ovviamente conoscendo grazie all’esperienza di Fabrizio il tipo di curva che veniva usata principalmente nei vari tipi di incisione e settando i carichi giusti per la testina attualmente in uso. Tutto questo nell’enorme comodità di poter agire sulle regolazioni in toto da una manopola all’esterno dell’apparecchio, a differenza di molti altri pre phono per i quali i settaggi sono spesso necessitati di alcuni macchinosi interventi, a volte persino accompagnati dall’obbligo di aprire il cabinet.

 

Il faber power di Fabrizio Baretta

 

Sull’onda di queste prove Fabrizio mi ha mostrato il suo nuovo pre phono, che produce appunto l’altra sua azienda Faber’s Power, nella quale si focalizza su distributori di rete, grounding box e, appunto, pre phono. Nello specifico parliamo del Faber’s Power GM_PHONO V3.0, un bellissimo oggetto sul quale in futuro vorrei soffermarmi di più, visto che anche solo i dati tecnici parlano di un livello molto alto, con grande capacità di adattamento per tirare fuori veramente il massimo dalle nostre testine e dai nostri amati solchi magici.

 

Il faber power di Fabrizio Baretta

 

Ci si rivede

Spero davvero di avere altre occasioni di ospitare Fabrizio, perché questo è solo un sunto di una giornata molto piacevole in compagnia di un esperto che ha fatto della sua passione il suo lavoro e che è veramente riconosciuto per dei risultati sul campo.

 

Grande Fabrizio, a presto!

 

Sistema utilizzato: all’impianto di Andrea Bolognesi

di Andrea
Bolognesi
Leggi altri suoi articoli

Torna su

Pubblicità

al sito Trau
Banner Hi Fi Di Prinzio 336x280

Is this article available only in such a language?

Subscribe to our newsletter to receive more articles in your language!

 

Questo articolo esiste solo in questa lingua?

Iscriviti alla newsletter per ricevere gli articoli nella tua lingua!

 

Iscriviti ora!

Pubblicità