Il progetto dei miei diffusori Bequadro

20.03.2024

Alla gentile domanda di ReMusic postami in occasione di questo articolo di Andrea Bolognesi su quali considerazioni mi abbiano portato a costruire i miei diffusori e i loro componenti, materiali e altoparlanti, posso cominciare a rispondere dicendo che ho posto dei capitolati ben specifici nel progetto globale. Da un lato i componenti evidentemente dovevano avere dei requisiti che non ho trovato nelle offerte dei costruttori e, dall’altro, c’era la mia volontà di fornire un prodotto totalmente ideato e costruito in casa. Appunto il capitolato principale è quello di avere un feedback meccanico ed elettrico il più basso possibile. L’immagine allegorica, l'analogia della danza di una ballerina leggiadra e quella contrapposta e paradossale di un rinoceronte in tutù viene spesso citata. Entrambi ballano, ma le energie in gioco sono totalmente differenti, così come l'inerzia. Il risultato nello spazio potrà apparire lo stesso, ma la nostra vista, così come il nostro udito, percepiranno delle performance differenti, con evidente e inconfutabile preferenza per la bella ragazza sulle punte. A parte la colorita rappresentazione, per arrivare a questo ho definito che l'intero progetto dovesse avere un collegamento elettrico, globale, di tipo serie, arrivando all'estremo per la prossima Bequadro Zero – il top di gamma, che sarà presentato presto – che vedrà la serializzazione sia della gamma bassa che della mediobassa.

 

 

Vrel Electroacoustic Bequadro

 

Perché in serie? In serie come dei bambini che si prendono per mano. Ancora un'analogia. Un gioco, un girotondo divertente. I bambini sono due o tre o dieci, quanti volete. Alti, bassi, forti o deboli. Ma il gioco funziona ed è divertente perché esiste compensazione. Proviamo invece a immaginare un’azione con gli stessi bambini che si stringono strettamente. Sono "in parallelo". Termina il gioco. Perché tutto è "trattenuto", somiglia più a una lotta.

Il driver HDPP, l'unita preposta alla gamma medio alta della Bequadro, è appunto frutto di questo concetto. Due membrane identiche, in opposizione di fase elettrica, che lavorano nella medesima cavità, con spostamento coincidente. Le bobine sono in serie, perché il carico acustico, molto simile, non è lo stesso, in quanto questo driver "suona" anteriormente nella tromba, mentre posteriormente è lasciato libero. Una sorta di push-pull isobarico. Il driver HDPP è stato identificato come componente comune per tutto il progetto Bequadro. Questo essenzialmente per fornire una identità sonica comune a tutta la linea. Il driver HDPP è dotato di un’unita magnetica particolare, comune con tutti i prodotti Vrel, per garantire una permeabilità magnetica, con la ferrite, adatta ai nostri scopi.

 

Vrel Electroacoustic Bequadro

 

Gli altoparlanti usati per le basse e le medie sono chiamati Extended Range. Possono essere da 10" – per le B1 e B2, oltre alla nostra proposta NFM di monitor da studio – oppure da 15" – B3 e B4. Sono i Vrel 255a e 385a. Esistono inoltre varianti “b” usate per le sezioni Gravis dei subwoofer. I cestelli sono realizzati in lamiera, secondo la vecchia scuola, la soluzione preferita per avere una struttura sufficientemente sorda e al contempo elastica. Il tocco vintage fa il resto, anche per l'occhio... Ma deve essere scartata la tesi dell'economia, al contrario. Se tutti producono stupendi cestelli in lega di "non so che" – non è alluminio, o magnesio, mia madre diceva di diffidare sempre dai ripieni tritati in cucina… – non è per le caratteristiche tecniche, ma semplicemente perché costa meno.

I coni sono in carta, esattamente due coni, identici e leggeri, incollati tra loro.

La sospensione è in tela trattata, a mio avviso non esiste altro di altrettanto efficace, semplice e affidabile. La stima della sua efficacia è di oltre cinquanta anni, forse più.

Il centratore è classico, in tela. Una cura particolare è rivolta però al trattamento, che per le sospensioni ha una capacità adattiva, una sorta di “memoria” a lunga scadenza. In questo modo trovo la soluzione per un requisito importante, legato al feedback e a quanto espresso sopra. Pretendo, di fatto, che ogni altoparlante possa meglio adattarsi al carico acustico che vede, in base alla sua posizione e alla posizione in ambiente dei diffusori.

 

A questo concetto, a determinare questa sorta di deduzione, ci sono arrivato per gradi, e con molta sperimentazione. I miei clienti mi segnalavano come il suono e l'estensione migliorasse con il tempo. D'altro canto, esiste un’intera letteratura riguardante il rodaggio degli altoparlanti. Qui si va oltre, e quello che potrebbe rappresentare un limite o un intralcio, l’ho fatto mio e diventa cardine del progetto. Di fatto, il woofer più in basso di una B2, adegua e mantiene le sue caratteristiche, diverse anche di molto rispetto il componente analogo più in alto. E si crea sinergia, perché nel collegamento in serie la corrente circolante è comune e si assistono a fenomeni di compensazione interessanti: avere cioè un’impedenza ragionevolmente alta, non perturbata e perciò scarsamente reattiva, insieme a un’efficienza piuttosto elevata. Per me sono specifiche fondamentali, che non posso considerare disgiunte.

 

Vrel Electroacoustic Bequadro

 

Tornando agli Extender Range 255 e 385, i cestelli sorreggono un complesso magnetico anche qui particolare, e comune con il driver HDPP. Il ferro impiegato per i poli magnetici è di tipo laminato – come quelli dei trasformatori, in pratica – poi lavorato, tornito, ecc. ecc. per ospitare la ferrite che genera il campo magnetico. La resa in termini acustici di questo componente è simile alla resa del buon vecchio Alnico, con un’energia e larghezza di banda superiore, simile a quella del neodimio, pur con i costi, la stabilità, e la massa – e vedremo perché è un bene – della ferrite. Il tutto inglobato in resina, per evidenti motivi di contenimento delle vibrazioni e per contribuire a un aspetto fondamentale, insieme alla ferrite: confrontandolo con un motore elettrico, poter disporre di uno "statore" pesante, con inerzia elevatissima, complice la leggerezza ed elasticità del cestello, in cui far agire l'azione del "rotore" elettrico dell'altoparlante, la bobina mobile. Questa è realizzata con un supporto particolare di due metalli – uno l’alluminio – per renderla "silenziosa" alle frequenze più alte e ancora silenziata da diversi dispositivi dissipanti, posti sotto la cupola del driver. In questo modo l'altoparlante suona sino a una certa frequenza, con una attenuazione piuttosto accentuata ma regolare delle alte frequenze.

 

Nessun crossover elettrico nel sistema è quindi il prossimo capitolato. La decisione è univoca, nel mio modo di ragionare, insieme a quello di offrire un diffusore totalmente dipolare, perciò in grado di suonare allo stesso modo sia avanti che posteriormente.

 

Vrel Electroacoustic Bequadro

 

Concludo con quella che è l'attenzione rivolta verso la struttura del mobile, dei sistemi di fissaggio, dei piedi di appoggio, e degli accessori/necessori, come le griglie e le tele di protezione. Tutto è frutto di studio ma supportato dalla sperimentazione che, ancora, diventa l'azione corroborante, perché qualsiasi particolare diventa importante in un sistema acustico di questo tipo, in cui l'azione di controllo dei sistemi di amplificazione è ridotta ai minimi termini.

 

Vrel Electroacoustic Bequadro

 

Tutto quanto realizzato ricade sotto un sistema di analisi generale, chiamato DRFM. Così, ad esempio, i piedini hanno un compito ben diverso rispetto a quello che altri attribuiscono, cioè non sono riduttori di risonanza, o isolatori, ma piuttosto stabiliscono il fattore di merito del sistema, determinando la resa dell'altoparlante, in cui il pannello frontale del dipolo è chiamato a svolgere una funzione collaborativa nell'emissione acustica. I sistemi di fissaggio degli altoparlanti al pannello sono ugualmente importanti, specie nel registro delle frequenze mediobasse. La tela posteriore, rimovibile e costituita da centine, determina una parziale compensazione dell'emissione posteriore. Una griglia particolare, in betulla lavorata a laser, si comporta da lente acustica divergente, utile negli ascolti notturni a basso livello.

 

Vrel Electroacoustic Bequadro

 

Concludo con la tromba per il driver HDPP, che è su disegno a direttività costante. Non presenta alcun tipo di compressione acustica o rifasamento nei confronti del driver HDPP. La configurazione orientativamente a “quasi D'appolito" e l'emissione posteriore di quest’unità concludono la descrizione del trasduttore delle frequenze più alte che, ricordo, non ha alcun tipo di crossover convenzionale ma solo un sistema di attenuazione fuori banda per le basse frequenze.

 

Per ulteriori info: al sito Vrel Electroacoustic

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