Octave Records è l’etichetta discografica della PS Audio, uno dei più grandi produttori di componenti audio Hi-End al mondo. Il catalogo PS Audio è ampio, trovate quindi ogni tipologia di apparecchio: dai famosi e unici “rigeneratori d’alimentazione” PowerPlant fino ai più recenti diffusori Aspen, passando per streamer, DAC, pre, finali mono e stereo e ampli integrati. Ma il catalogo PS Audio è anche stratificato, nel senso che ci sono linee, “livelli” di prodotti diversi, ma tutti – e sottolineo tutti – considerabili Hi-End.
Attuale anima motrice e pulsante PS Audio è un suo cofondatore, Paul McGowan, che insieme a Stan Warren, la “S” del marchio, nel 1973 ha creato questo “adorabile mostro” di cui trovate la scheda su Wikipedia qui. E buona lettura, ne vale la pena.
Anche solo negli ultimi anni se non più recentemente, Paul & Co. – non si dica che sia un accentratore, piuttosto un promotore – hanno creato:
- uno degli ampli integrati e minimalisti più venduti al mondo, lo Sprout, sviluppato insieme al figlio Scott proprio per intercettare un pubblico di giovani, che vanno “alfabetizzati” all’Hi-Fi, e realizzato per mezzo di una delle campagne di crowdfunding di maggior successo del settore, vedi qui;
- un’esplosiva autobiografia datata 2019, 99% True, che potete scoprire qui;
- una serie completa e nuovissima di diffusori, appunto gli Aspen, forti delle esperienze e competenze che arrivano addirittura dallo storico marchio Infinity, del quale Paul è stato fondatore insieme ad Arnie Nudell, timeline qui;
- un'etichetta discografica con registrazioni originali, eseguite con microfoni storici e i propri componenti, proprio la Octave Records, che scopriremo meglio più sotto;
- una webzine audio “della casa”, il blog bimestrale Copper;
- una linea di apparecchi top totalmente nuova, disegnata da zero, la PMG Signature Series, di cui potete leggere qui;
- un'enciclopedia Hi-Fi – sì, mi sento di definirla così – in 10/dieci volumi, The Audiophile’s Guide, scritta nientepopodimenoche da… Paul McGowan... e che potete scoprire qui;
- una radio su sito e web che trasmette 24 ore su 24 la propria produzione, manco a dirlo si chiama Octave Radio...
L’elenco che vi ho fatto è in ordine sparso, non procede per importanza degli apporti, e magari non ho riportato tutto… Beh, per esempio mancano i famosi video Ask Paul, dove lui stesso dispensa info, trucchi e considerazioni molto interessanti partendo da FAQ e domande degli audiofili, li trovate qui. Però, che dire, vorrei avere il metabolismo di Paul, ha 77 anni, oppure… conoscere il suo pusher!
L'etichetta
Per tornare allo specifico di questo articolo, dall’anno di nascita 2020 Octave Records è già arrivata oggi a una sessantina di release, tra CD, LP e libri. Generi musicali ed esecutori spaziano senza soluzione di continuità. Molto jazz, country, rock, etnica, folk, funky, blues, classica, global music – da noi nota come world music – e altro ancora: c’è veramente l’imbarazzo della scelta.

La serie
Disponendo già di un così vasto catalogo – per generi certo, ma anche per “suoni” – ecco che parrebbe persino prevedibile la realizzazione di cui scriviamo oggi, i primi cinque titoli della serie The Art of HiFi dell’etichetta Octave Records. Eccoli in sequenza:
- Volume 01: Bass
- Volume 02: Soundstage
- Volume 03: Percussion
- Volume 04: Strings
- Volume 05: Woodwinds
Come avrete intuito, si tratta di brani selezionati per “genere di sonorità” ma indipendentemente dal “genere musicale”. Attingendo al proprio già ampio catalogo, ma anche accogliendo brani altrove inediti, Paul e compagni hanno selezionato delle tracce che possono mettere alla prova i nostri impianti Hi-Fi:
- sui bassi, da quelli immanenti dell’organo a quelli viscerali del basso elettrico;
- sulla scena sonora, che parte dalla grande conoscenza di dove sono stati registrati i vari contributi dell’etichetta;
- sulle percussioni, dai bonghi ai vari componenti della batteria;
- sugli strumenti a corda, come il dobro, la chitarra e il pianoforte;
- sugli strumenti a fiato, come flauto, clarinetto, oboe, fagotto e sassofono.
La tecnica
Gli album sono sempre registrati e mixati da Paul, ove non diversamente specificato. I migliori producer, assistenti alla registrazione e al mixing e al mastering si sono succeduti di album in album, come gli amici di lunga data Jessica Carson e Gus Skinas. A meno che non si sia dovuto registrare eventi live o un organo, come ad esempio nel Temple Emanuel di Denver, Colorado, la location principale è stata l'Octave DSD Studio, uno degli studi di registrazione più avanzati al mondo. Octave si dedica alla ripresa della musica nella sua forma più naturale e realistica possibile, a cominciare dalla sala di registrazione. Utilizza la tecnologia di registrazione Pyramix DSD 256 / 11 mHz, la più “spinta” attualmente possibile. Dispone di sistemi di riverbero analogici a valvole progettati e costruiti su misura, convertitori A/D DSD home made, proprie schede di registrazione a 32 canali, come le consolle di mixaggio, sempre a 32 canali. Puro streaming DSD per l’intero processo di registrazione. Ça va sans dire, l’ascolto in ambiente è effettuato con diffusori e amplificatori PS Audio. L’impegno profuso in questa maniacale ricerca dell’eccellenza audio consente a Octave di promettere che “quando suona bene qui, garantiamo che suonerà bene anche sul vostro sistema ad alte prestazioni”. Se volete lustrarvi gli occhi, potete partire per il tour virtuale dell’Octave DSD Studio qui.
I formati
Riguardo al formato, devo precisare che andreste ad acquistare un SACD dorato con uno strato CD masterizzato in DSDDirect. In soldoni, si tratta di un premium CD dorato ascoltabile indifferentemente tramite lettori SACD, CD, DVD o Blu-ray. Lo strato ad alta risoluzione DSD verrà letto solo da lettori appunto SACD, come ad esempio le meccaniche PS Audio.
La disponibilità
I prezzi per così tanta qualità sono popolari. Si parte da 29 USD più tasse – anche negli States – ed eventuale spedizione – anche worldwide. In alternativa potete acquistare e scaricare i file invece del supporto fisico, disponibili in DSD 512, DSD 256, DSD 128, DSD 64, DSDDirect Mastered 352.8 kHz/24-bit e in PCM 176.2 kHz/24-bit, 88.2 kHz/24-bit, and 44.1 kHz/24-bit.
Consigli d’ascolto
I brani proposti sono tutti molto, molto, molto caratterizzati e interessanti. La selezione è ampia e varia. Dal punto di vista musicale, alcuni possono piacere o no, è questione solo di gusti e di vicinanza o meno a certe forme espressive musicali. Ma tutti i brani sono registrati con perizia, passione, competenza e faranno brillare la resa acustica del vostro impianto, posto che possa dimostrarli ed eseguirli al meglio.
Sì, perché una cosa che non si dice molto dei brani o dei dischi molto ben ripresi, registrati e masterizzati è che “mettono alla frusta” gli impianti. Se qualcosa non va all’ascolto, è colpa del vostro impianto, non c’è altra spiegazione possibile, non c’è scampo.
Vi segnalo quindi poche mie scelte, li ho ovviamente ascoltati tutti e mi soffermo solo su alcuni che mi hanno particolarmente catturato.
Da Volume 01: Bass, il quarto brano, Rocky Mountain Rain, di Michael Wooten, è l’esibizione di un “ragazzotto” che ha suonato addirittura con Carole King... Questo suo assolo di batteria è già in sé tutto un programma per la qualità di registrazione: concentratevi sulla nitidezza delle differenti sonorità del suo strumento.
Da Volume 02: Soundstage, il secondo brano, The Linden Lindy di Gabriel Mervine e il quarto, Old Empty House di Sturtz, colpiscono veramente per l’ambienza dei locali dove sono stati registrati e che sono in grado di esprimere, insieme al bel colpo dei due “take” di Whiskey di Jake leg, nona e decima traccia, la prima in studio e la seconda live, gran furbata averle messe in sequenza in questo disco dedicato appunto al soundstage.
Da Volume 03: Percussion, la prima e la quinta traccia – Emergence di Christian Teele e Selva di Nico Owen, William Trask e Mario Moreno – stupiscono per cambi di ritmi e di dinamica, come di generi, volume, velocità e tempi.
Da Volume 04: Strings, il secondo brano – All of You, di Cole Porter, eseguito da Enion Pelta-Tiller – ha secondo me uno dei più bei violini che sia mai stato registrato in termini di resa realistica dello strumento. Ma dovete assolutamente sentire anche il violoncello classico della terza traccia – la Suite n. 1 in Sol Maggiore per violoncello solo BWV 1007, secondo movimento, Allemande, di Johann Sebastian Bach, eseguita da Zuill Bailey – contrapposto al violoncello da standard americano, sempre suonato con archetto, della quarta traccia, (Up a) Lazy River, eseguita da Connor Hollingsworth & Matthew Cantor ed originariamente di Hoagy Carmichael, almeno credo.
Da Volume 05: Woodwinds, non potete perdervi il sax gutturale dello standard jazz Moanin’ di Charles Mingus, prima traccia, suonata dal David Bernot Quartet, e la pressione dinamica del sax di Daryl Gott, sostenuto da uno splendido Hammond nell’altro grande classico della terza traccia, Tenderly, musica di Walter Gross.
Percezione
Al di là delle singole registrazioni, tutte magistrali, oltre i generi musicali, l’originalità o la fascinazione personale delle singole tracce, una costante mi ha colpito nel complesso e si riproponeva all’ascolto nei miei appunti. Le registrazioni di questi album mi sono molto vicine, incontrano proprio il mio concetto di “suono naturale”. Quello che ti porta ad alzare il volume, perché mai il suono si indurisce o va in compressione o affanno. Oppure non ti fa mai pensare di abbassarlo, tranne nel caso in cui sia proprio e solo il tuo impianto a essere andato in crisi. Suono veramente molto naturale, non saprei definirlo diversamente. Non aspettatevi asprezze o iperdefinizioni surrealistiche o inesistenti. Ci sono la musica, i suoni e gli strumenti che devono esserci. E come devono esserci.
In conclusione
Che aggiungere? Gran bella idea, niente da dire! Per qualità di registrazione e ampiezza di tipologie e sonorità delle tracce, la serie di CD The Art of HiFi di Octave Records è il “combo pack” perfetto per sentire dell’ottima musica di riferimento nel proprio impianto e condividerla e compararla in negozi specializzati, mostre di Hi-Fi o anche solo dagli amici con cui si condivide la passione. Tutti i CD stanno nel palmo di una mano, non hanno un jewel case di plastica completo, che spesso si rompe al primo urto accidentale. L’esterno della confezione è in cartone, ottimamente stampato, sottile e a prova d’urto. Tutto molto pratico.
Anche perché, mi raccomando, non si va nelle fiere Hi-Fi – internazionali, nazionali o locali che siano – con i propri file malamente assemblati su memory pen o CD masterizzato. Si usano solo e si chiede gentilmente di poter sentire esclusivamente dei CD originali. È una questione di etichetta. Non quella discografica ma quella riguardante il comportamento corretto, di educazione audiofila. Chi espone in una fiera – poco importa che sia distributore o produttore – magari ha passato settimane per prepararla. Mesi per assemblare l’impianto. Anni per sviluppare gli apparecchi o i diffusori. Bisogna portargli rispetto. Perché non immaginate quanta gente non sa di avere nella propria “pennetta” o nel proprio masterizzato file MP3 o compressi in genere, perché non avvezza alla copia digitale, oppure semplicemente musica di pessima qualità, che sia per registrazione o valore musicale intrinseco…
P.S. Nel frattempo è uscito il sesto numero della collana, l’album Volume 06: Guitar, del quale potete leggere qui: non vedo l’ora di averlo…
Per ulteriori info:
al sito PS Audio
alla pagina Copper
alla pagina Octave Records