Ho avuto modo di conoscere e apprezzare i non comuni sistemi AudioLai durante l’edizione 2024 del Gran Galà dell'Alta Fedeltà di Roma e di quella 2025 di Degustazioni Musicali, vedi report ufficiale qui, organizzata dal Nuvistor Club di cui sono segretario. In seguito, invitati presso la sede aziendale di Cortenova, in provincia di Lecco, abbiamo potuto approfondire le ragioni dei loro prodotti e ascoltarli con molta attenzione.
Origine e sfide
AudioLai nasce nel gennaio 2024 per iniziativa appunto di Stefano e Umberto Lai, da cui il nome dell’azienda stessa. Fratelli e appassionati audiofili e musicisti, sono da anni attivi nei settori del car audio e della produzione musicale. Il progetto prende forma dopo un percorso di ricerca lungo dieci anni, durante il quale si sono dedicati allo studio, alla progettazione e alla sperimentazione di diffusori open baffle, pensati per essere adattabili alle attese degli audiofili più esigenti, anche con customizzazioni e personalizzazioni ad hoc.
A differenza dei più comuni sistemi a sospensione pneumatica, reflex o a labirinto, gli open baffle appartengono a una categoria generalmente considerata complicata e poco diffusa tra progettisti e appassionati. Le principali ragioni di questa diffidenza risiedono nella difficoltà progettuale, nella difficile implementazione negli ambienti d’ascolto e, soprattutto, nella erronea percezione di una minore presenza di bassi e di punch rispetto a quanto offerto dai diffusori Hi-Fi tradizionali. Umberto e Stefano, perfettamente consapevoli di queste criticità, hanno deciso di affrontare e superare questa sfida. E posso affermare che ci sono riusciti. Gli ascolti, di cui parleremo più avanti, confermano la qualità dei risultati ottenuti.

Il management AudioLai: Chiara Floriani, Stefano e Umberto Lai
Come accennato, i fratelli Lai sono entrati nel mondo dell'Hi-Fi come autocostruttori prevalentemente di diffusori progettati da loro stessi. L'obiettivo di questa attività DIY iniziale era quella di progettare e costruire diffusori privi di distorsioni dovute a risonanze, ritardi e sfasature. I primi diffusori progettati e autocostruiti da soddisfacevano sufficientemente queste esigenze prestabilite, ma si rivelavano, come del resto tanti altri diffusori home made, non pienamente adatti per diverse situazioni ambientali. È questo il motivo principale che ha determinato la volontà di progettare e realizzare diffusori ed elettroniche che sopperissero a queste lacune. In altre parole, occorreva risolvere ritardi e sfasature con DSP espressamente configurati per ogni singola installazione, con diffusori di tipo open baffle e trappole acustiche configurate in base all'ambiente di ascolto.
AudioLai è un lampante esempio di come la passione audiofila di due autocostruttori abbia potuto generare un nuovo produttore italiano di alta fedeltà, dopo anni di duro lavoro di progettazione e sperimentazione, ben ribadito, orgogliosamente, dall'indovinato claim pubblicitario Italian Artisan sottostante il nome del marchio.
Panoramica offerta
Attualmente il catalogo offre sistemi completi verticalizzati su tre modelli di diffusori open baffle ad alta efficienza:
- AudioLai Duetto Active
- AudioLai Lura Dodici
- AudioLai Lura Quindici
Le amplificazioni sono state realizzate utilizzando moduli di eccellente qualità in classe D, con la precisa intenzione di sfruttare la riproduzione tipicamente veloce ed efficiente sui transienti, con i vantaggi offerti da fattori di smorzamento elevatissimi.
La scelta di affidare la riproduzione delle frequenze medie e alte è caduta su trombe espressamente progettate e ampiamente sperimentate dai fratelli Lai, pilotate da driver a compressione. Sono state così ottenute efficienze e direzionalità nettamente migliori rispetto ai trasduttori convenzionali. Questa soluzione permette di ottenere un’immagine acustica centrata ed equilibrata, il tutto sempre con elettroniche fondamentali per il setup e la riproduzione audio come DSP e DAC.
Le basse e medie frequenze sono affidate a woofer tradizionali da 12" e 15", rispettivamente per Lura 12 e Lura 15.
Gli impianti realizzabili sono armonizzati tra i singoli elementi dei sistemi, con soluzioni che devono intenzionalmente essere ottimizzate e adattate agli ambienti di ascolto finali.
L'obiettivo principale e più importante per AudioLai è infatti la qualità dell’ascolto finale, che è l'aspetto più importante di ogni impianto, e che deve risultare assolutamente soddisfacente per le orecchie e i gusti dell'utente audiofilo.
I Duetto Active sono diffusori attivi amplificati in classe D, mentre i Lura 12 e 15 – le cifre sono quelle dei diametri in pollici dei woofer – sono passivi pilotati dalle elettroniche AudioLai, sempre in classe D. Lura 15 è un tre vie, gli altri ne hanno due.

Duetto Active
Trasduttori: 2 woofer da 12", 1 tromba esponenziale da 300 mm con driver a compressione da 1,4"
Amplificazione: 250 W basse frequenze, 100 W alte frequenze con processore DSP
Risposta in frequenza: 35 Hz - 20 Khz
Distorsione 2a-3a armonica: <0,5%
Sensibilità: 103 dB

Lura Dodici
Trasduttori: 2 woofer da 12", 1 tromba esponenziale da 420 mm con driver a compressione da 1,4"
Risposta in frequenza: 35 Hz - 22 Khz
Distorsione 2a-3a armonica: <0,5%
Sensibilità: 104 dB

Lura Quindici
Trasduttori: 2 woofer da 15", 1 tromba esponenziale da 600 mm con driver a compressione da 2", 1 tromba esponenziale da 180 mm con driver a compressione da 1"
Risposta in frequenza: 30 Hz - 35 Khz
Distorsione 2a-3a armonica: <0,5%
Sensibilità: 106 dB

Il cuore dei sistemi passivi con Lura 12 e 15 è il crossover digitale DSP / DAC / ADC AudioLai Il Digitale, sviluppato in collaborazione con la svizzera Weiss Engineering. I finali AudioLai S2-10 da due canali per 1.000 watt ciascuno e AudioLai S4-7, un quattro canali da 350 watt ciascuno, sono in classe D, con particolare cura per il raffreddamento e un fattore di smorzamento eccezionalmente elevato di >1000.
Il DSP implementato ne Il Digitale permette setup ottimizzati praticamente in qualsiasi tipologia di ambiente, sempre a patto di disporre opportunamente i necessari pannelli fonoassorbenti.
In particolare, AudioLai si impone di curare gli aspetti di setup, armonizzazione e scelta dei componenti dell’impianto da proporre di caso in caso, per la migliore soddisfazione possibile dell’audiofilo cliente. Per questo aspetto l’azienda offre un servizio di custom tailoring dell'impianto, direttamente nella location del cliente, per non lasciare nulla alle eventuali distonie che possono verificarsi, purtroppo, a ogni nuova installazione audiofila domestica.
AudioLai attribuisce inoltre molta importanza all'armonia estetica dei suoi impianti nelle varie situazioni ambientali, offrendo arrangiamenti a scelta del cliente tra una selezione di rivestimenti, colorazioni e materiali gradevoli per gusto e design.
Tutti gli impianti ascoltati sono cablati con cavi di segnale e di potenza Ricable, sia della serie top che custom.

Impressioni d’ascolto
I miei ascolti con i sistemi AudioLai sono stati effettuati con tre brani da CD che personalmente conosco alla perfezione e che da tempo utilizzo correntemente per i miei ascolti:
Take Five del Dave Brubeck Quartet, edizione rimasterizzata
Famoso classicone del jazz, di cui esistono diverse esecuzioni e interpretazioni, sia dello stesso Dave Brubeck che di altri musicisti. Questa è la versione originale, ottimamente rimasterizzata, con alcuni dettagli che non sempre vengono riprodotti alla perfezione, come il charleston e gli altri piatti della batteria.
Hey Joe, Brad Mehldau Trio
Chi non conosce Brad Mehldau e il suo trio o non è un “frequentatore” del jazz può ricevere un’impressione negativa. Al punto di dover sentir dire, come mi è capitato, “ma questo qui non è capace di suonare il piano”, tale è la sua estrema capacità interpretativa. Alcune esecuzioni di questo musicista e del suo trio sono spesso impegnative per gli impianti Hi-Fi, che rischiano di avere difficoltà nella riproduzione della scena musicale. Ad esempio, qui il contrabbasso può risultare debordante, a tutto svantaggio dell’ascolto.
Rhapsody in Blue, esecuzione di Leonard Bernstein con la Columbia Symphony Orchestra, incisione originale del 1959, rimasterizzata
Le composizioni di George Gershwin sono impegnative per chi le esegue, dai direttori agli orchestrali. Conseguentemente anche per la riproduzione audio, specialmente nei passaggi che impegnano tutta l’orchestra a livelli elevati, che possono mandare in crisi molti amplificatori e diffusori. Questa di Bernstein è una delle più famose e migliori esecuzioni, riportata all’antico splendore grazie a una rimasterizzazione praticamente perfetta.

sui Duetto Active
Open baffle due vie con tromba pilotata da driver a compressione 1,4”, amplificati in classe D con DSP, due amplificatori a ponte per i bassi da 250 watt e da 100 watt per le medioalte, con frequenza di crossover a 1 kHz, modulata tra 500 e 1.000 hertz per correggere la risposta del woofer e migliorare l'interpolazione tra risposta del woofer e quella del driver a compressione. Il DSP è integrato con il DAC di ciascun amplificatore, basato su chip AKM e programmato con software creato ad hoc e testato in AudioLai da Stefano Lai. I Duetto Active sono programmabili e settabili per la risposta in ambienti di tutti i tipi. Un diffusore è master l'altro è slave e sono connessi con apposito cavo coassiale per sincronizzare il livello sonoro, stabilito con telecomando sul master. Ma anche per adeguare la configurazione DSP tra i due diffusori, necessaria di momento in momento, tramite un software che aggiorna ripetutamente durante l'ascolto i parametri del setup prefissato in funzione delle caratteristiche acustiche e musicali del brano in esecuzione. Ottimi pertanto anche per ambienti ostici e scarsamente adatti a fini audiofili. La sorgente è uno streamer Volumio Rivo Plus con la propria alimentazione lineare in case separato.
Take Five
Esecuzione ineccepibile, molto dettagliata, senza sbavature e mai stancante, come del resto accaduto anche per gli ascolti successivi. Nitidezza superiore alle aspettative, l'assolo di batteria ha una presenza importante nella scena musicale, con i piatti in evidenza, al contrario di quanto ho notato in ascolti di altri impianti, seppure di fascia alta. In questo brano spesso il contrabbasso può risultare debordante, con gli AudioLai Duetto Active no. Mai una sbavatura.
Hey Joe
Con gli AudioLai Duetto Active non esistono i rischi che possono derivare dalle particolari caratteristiche musicali di questo brano, descritte prima. Credo anche per gli altissimi valori dei fattori di smorzamento degli amplificatori impiegati. Questi diffusori attivi sono i “piccoli” di casa, ma si sono comportati da “grandi”, senza timori. Mi hanno anche dato la netta impressione di essere in grado di ben adattarsi ad ambienti di dimensioni medio-piccole, come infatti era la saletta che le accoglieva. Anche qui, mai una sbavatura.
Rhapsody in Blue
Rare volte ho percepito così chiaramente il pianoforte di Bernstein, nitido e ben presente nella scena anche nei pieni orchestrali, nei quali spesso accade di non riuscire a distinguere bene gli strumenti, anche con sensazioni fastidiose per le orecchie. Qui niente di tutto questo.

sui Lura 15
I diffusori passivi Lura 12 e 15 sono pilotati con identiche elettroniche: Streamer Rose RS250 sui Lura 12 o Rose RS250A sui Lura 15, unità DSP, crossover digitale, DAC / ADC Il Digitale e amplificatori in classe D AudioLai S2-10, a due canali da 1000 watt su 4 ohm ciascuno e S4-7 a quattro canali da 550 watt su 4 ohm ciascuno.
Alimentazione AC filtrata dal TIF - Trasformatore di Isolamento da 800 VA per isolare l'impianto elettrico locale da quello di alimentazione delle elettroniche.
L'amplificatore S2-10 pilota i due woofer da 15", mentre S4-7 pilota il driver a compressione di 2" dei medi e il tweeter a tromba pilotato da un driver a compressione di 1".
La funzione di DAC è implementata nell'unità Il Digitale, al quale sono affidate anche le funzioni di crossover digitale e DSP, nonché di ADC per le sorgenti analogiche. In pratica un all-in-one per pilotare al meglio l'impianto. Il Digitale dispone di otto canali completamente bilanciati, parametrizzabili secondo esigenza per gestire diffusori fino a quattro vie. È il risultato di una collaborazione con Daniel Weiss, fondatore di Weiss Engineering, azienda svizzera specializzata nell'ingegnerizzazione del suono rivolta alla produzione mastering. Molti studi di registrazione impiegano la strumentazione progettata e prodotta da Weiss. AudioLai a breve rilascerà una nuova versione de Il Digitale che potrà essere configurato direttamente dall'utente tramite menù via web service, e quindi accessibile con normali smartphone, PC o tablet, con interfacce utente estremamente semplici ed efficaci.

Take Five
Con questi diffusori passivi, dimensionalmente più grandi dei Duetto Active amplificati, l'esecuzione risulta più tridimensionale, profonda e ampia rispetto a quella già eccellente restituita dalle Duetto Active. Non ci sono sbavature, tantomeno anche lievi cenni di cedimento, mai stancante. Ascolto piacevole, nonostante l’evidente “muscolatura” di questo impianto.
Hey Joe
Il contrabbasso è ancora più presente, con maggiore chiarezza sulle note alte, che con impianti "convenzionali" talvolta vengono riprodotte con il solo transiente causato dal colpo delle dita del musicista, ma senza il brevissimo decay che segue sempre anche in queste note più alte. Questo rende più realistica la scena musicale riprodotta, grazie all’autorevolezza audio dei Lura 15 a tre vie.
Rhapsody in Blue
Qui il pianoforte di Bernstein si rivela un po' meno aggressivo rispetto all'ascolto fatto con le Duetto Active, grazie all'equilibrio di questo modello di Lura. L'orchestra è perfettamente godibile e intellegibile in tutti gli strumenti. Con l'ascolto di questo brano accade infatti talvolta che gli archi coprano i fiati ed altri strumenti. Con questo impianto, totalmente in classe D e con le Lura 15, ciò non accade. Devo notare che questi diffusori hanno, mi permetto di dire, una autorevolezza acustica non comune, di un realismo emozionante, che però richiede un ambiente adeguato per dimensioni e cura acustica. Pertanto, soddisfacendo queste condizioni, l'ascolto con i Lura 15 diventa certamente affascinante e coinvolgente, anche in modo piacevolmente "devastante" per le emozioni che è in grado di trasmettere all'ascoltatore.

sui Lura 12
Questi sono i “fratelli minori” dei Lura 15, ma non per questo meno eccellenti. Restituiscono infatti ascolti più "friendly" rispetto a loro e sono quindi adattissimi, come i Duetto Active del resto, per ambienti casalinghi di dimensioni più contenutee. Con dimensioni che si collocano nel mezzo dei tre diffusori attualmente prodotti da AudioLai, costituiscono una valida alternativa agli altri due modelli, specialmente per ambienti di medie dimensioni. All'utente resta la scelta tra i diffusori amplificati Duetto Active, quindi con minori ingombri di elettroniche e cavi, e gli imponenti Lura 15 che necessitano ovviamente di spazi maggiori. Anche qui la funzione di DAC è implementata nell'unità Il Digitale, al quale sono affidate anche le funzioni di crossover digitale e DSP, nonché di ADC per le sorgenti analogiche.

Take Five
Con i Lura 12, passivi, l'esecuzione mantiene una buona tridimensionalità, profonda e ampia rispetto a quella già eccellente restituita dai Duetto Active. Anche qui non ci sono sbavature, tantomeno anche lievi cenni di cedimento. L'ascolto non è mai stancante, così come per quelli successivi. Scena musicale ampia, tridimensionale e con strumenti molto distinguibili. Assolo di batteria eccellente, come i piatti che non sempre in questo brano sono evidenziati così correttamente.
Hey Joe
Il tocco del musicista sulle corde del contrabbasso è ben presente e chiaro anche sulle note alte, con le quali si può notare il colpo di dita che il musicista deve dare in questa situazione, anziché il pizzico sulle corde come per le arpe. Questo strumento in questo brano spesso viene riprodotto eccessivamente in risalto, a danno e copertura delle percussioni e del pianoforte, ma qui non accade, non è mai fastidioso. Realismo eccellente.
Rhapsody in Blue
Il pianoforte di Bernstein si rivela nella giusta intensità e chiarezza, seppure lievemente meno grandioso rispetto a quello reso dai Lura 15. La scena musicale della Columbia Symphony Orchestra è ampia, profonda e dettagliata, mantenendo distinguibili gli strumenti anche nei pieni orchestrali, che non sono mai fastidiosi all'ascolto. Al contrario di ciò che avviene con alcuni altri impianti un po' troppo "debordanti".
Tirando le somme
Questa giovane azienda è certamente una delle più significative per rappresentare il nuovo e l'innovazione nel comparto italiano. Il mondo italiano dell'Alta Fedeltà è ormai da anni ridotto a poche realtà coraggiose che non sempre riescono ad affermarsi e a durare, a causa di un mercato decadente e incerto. Quello estero, al contrario sempre abbastanza vivace, offre spesso soluzioni valide ma inavvicinabili economicamente, oppure offre prodotti di costo accettabile, ma che, con il senno di poi, si rivelano sovrastimati e abbastanza deludenti.
AudioLai è il risultato di una sfida affrontata e, direi, vinta dai fratelli Lai, dai quali mi aspetto novità quasi inaspettate per il mercato italiano, con sempre maggiori soddisfazioni.
Voglio infine evidenziare maggiormente alcuni aspetti che mi hanno da un lato sorpreso e dall’altro confermato l’alta professionalità, mirata al raggiungimento di una qualità molto elevata e alla massima customer satisfaction possibile. Gli impianti AudioLai non vengono mai spediti o consegnati soltanto con le necessarie istruzioni di installazione e setup, o al massimo con l’assistenza di un tecnico abilitato, come generalmente avviene. È la stessa azienda, con gli stessi titolari, che effettuano installazioni, setup e “verticalizzazioni” degli impianti negli ambienti destinati all’ascolto. Questo serve a risolvere le non rare disarmonie ambientali tra elettroniche e diffusori, spesso causa anche trascurata di alcuni insuccessi, figli di una commercializzazione un po’ “sell and forget”.
L’aspetto estetico dei diffusori e delle elettroniche è particolarmente curato con un attento design, offrendo anche la possibilità di scelta tra diversi arrangiamenti per aspetto e finiture. Sappiamo tutti quanto l’impatto negli ambienti domestici di queste nostre amate scatole e scatolone, spesso non esattamente belle o gradevoli, possano far storcere il naso ai nostri famigliari, magari con frasi del tipo “Sì, suona bene, ma…”, che equivalgono praticamente a una bocciatura. Ben consapevoli dell’importanza di questi aspetti, di solito considerati secondari, per la pax familiae i fratelli Lai hanno ben pensato di soddisfare anche l’armonia estetica. A tal punto che AudioLai ha vinto, e ben meritato, il premio iF Design Award 2025, vedi qui.

L’ultima considerazione è strettamente personale. Per convinzioni pregresse, età, esperienze da autocostruttore e audiofilo dall’inizio degli anni ‘70 del secolo scorso sono sempre stato un affezionato e devoto estimatore degli impianti risalenti a quegli anni e ai seguenti. Sto parlando di un mondo che ormai non esiste più se non nei miei amati apparecchi e diffusori vintage. Ma il mondo cambia, e anche l’Alta Fedeltà. Inevitabilmente e, aggiungo, fortunatamente. Fino a qualche tempo fa la mia “religione” audiofila era contraria a certa digitalizzazione e, in particolare, all’amplificazione in classe D. Ebbene, dopo la visita ad AudioLai e agli ascolti che ho potuto effettuare in tutta tranquillità, posso dire di essermi convinto di poter abbracciare “questa classe D”, che per me è praticamente una nuova religione. Non solo, ma anche la diffidenza nei dipolo open baffle, antichi nelle teorie ma ostici nella realtà, è stata sconfitta.
Del resto, ancora oggi ho un vivo ricordo, grazie al mio zio ricercatore, di certi esperimenti all’Istituto di Ultracustica del CNR di Roma tra gli anni ‘60 e ‘70 sugli infinite baffle realizzati con mostruosi pannelli di legno, nel cui centro c’era un altoparlante che suonava benissimo. Da allora sono trascorsi più di cinquant’anni, gli open baffle non sono più mostruosi, anzi sono piacevoli e suonano bene. Come il classe D di qualità. Il futuro dell’Alta Fedeltà è anche questo.
Per ulteriori info: al sito AudioLai